Smillo

Serie: Smillo


    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Smillo
  • Episodio 2: Smillo

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Smillo si stava addentrando in un discorso psico-filosofico

La prima cosa che vediamo è che ho la fortuna di avere un grande balcone che mi offre la possibilità di prendermi sia il sole che l’ombra. Ma la cosa eccezionale è che mi dà diversi punti di vista.

La seconda è che posso guardare il panorama standomene comodamente in panciolle. La terza è guardare la strada.

Mi piace tantissimo guardare la strada perché posso vedere una cosa che mi stranisce e diverte allo stesso momento: la gente.

La gente, per me, è molto bizzarra. Fa e dice delle cose davvero strane.

Ad esempio, in questo momento sta uscendo dalla porta dirimpetto Pansilo. E’ un ragazzo che ha sempre abitato in quella casa ed esce, costantemente, la mattina alla stessa ora. Sinceramente non so dove vada ma, è così ansioso da farmi diventare come lui solamente guardandolo.

Quando lo guardo sono un po’ esterrefatto e un po’ divertito. Insomma capisco che il caldo possa dare dei fastidi, ma guardatelo: per me è una cosa irrazionale. Ogni volta gronda di sudore, la fronte aggrottata e lo sguardo sempre impaurito, dritto verso un obiettivo astratto; fa fatica ad accorgersi di ciò che sta ad un palmo dai suoi occhi. Chissà quale sia la chimera che tutte le mattine rincorre e che lo sta uccidendo.

Perché dico che è una chimera? E perché lo uccide? Domande anomale, pensavo fosse chiaro.

Ok, provo a spiegarmi. Partiamo dalla chimera. Cos’è una chimera? Se cerco sul vocabolario trovo che una chimera è un mostro della mitologia greca con il muso di leone, il corpo di capra, la coda di drago e vomitante fiamme, oppure è un sogno vano, un’utopia.

Lasciamo perdere il mostro mitologico e restiamo sul sogno vano. Perché è vano? Ma per lo stesso motivo che debba essere rincorso!.

Se lo devi rincorrere non ti soddisferà mai, nemmeno quando lo hai raggiunto! Ti avrà rinchiuso nella sua morsa d’incatenamento. Ad esempio, l’unico sforzo che devo fare io è essere; non serve nient’altro. Non ho idea di cosa ci sia oltre questo pianeta e oltre questa vita; l’unica cosa che so è che se mi permetto di essere un cane, tutto ciò che mi serve arriverà.

Attenzione, ho detto ciò che mi serve, non ciò che voglio! Non sempre le due cose collimano.

Potrebbe capitare che ciò che voglio è frutto di “maschere” che abbiamo indossato perché abbiamo creduto al personaggio che gli altri, o la società, avevano “progettato” per noi; anche in modo inconsapevole.

Ciò che mi serve è quello di cui ho bisogno per togliere via via le maschere e, a volte, ciò di cui abbiamo bisogno è un brutto avvenimento, una “sfiga”.

Quindi, se agisco supponendo che le “maschere” siano il mio vero io, come non posso rincorrere una chimera?.

Guarda che bel sole. La sua presenza influisce sul nostro umore e sulla salute, figuriamoci su tutto il resto. C’è davvero bisogno di rincorrere delle chimere? Basterebbe guardarsi attorno… basterebbe essere noi.

Fammi mettere un po’ sotto al sole, mi piace così tanto.

Yawn. Ma cos’è tutto questo baccano? Yawn. Ecco è ritornata Marianna. Yawn. Vabbè rientro così la saluto. Yawn.

A proposito io sono Smillo, non dovete credere a ciò che vi ho detto. Io sono solo un cane e la mia è una vita da cani.

FINE.

Serie: Smillo


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ho letto i due episodi insieme e il fatto che la voce narrante sia un cane mi piace. Lui non si pone domande: esiste semplicemente ed è felice con l’essenziale. Ha un’intelligenza diversa, che non si interroga sul significato dell’esistenza e, per questo, non ha bisogno neanche di Dio. La metafora della cacciata dall’Eden forse è proprio questa: l’aver acquisito una coscienza diversa, il libero arbitrio, il desiderio di sapere che a pochi porta felicità. Bravo, Marco!