Smillo

Serie: Smillo


Sicuri di sapere dove andiamo e chi siamo?

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: Smillo

«Ma guarda tu, sempre di corsa, non si fermano mai. Chissà dov’è che vanno. Chissà cos’hanno sempre di urgente da fare. Vabbè, peggio per loro».

«Sono le 6 di mattina e, nonostante il caldo, i “miei” due umani maggiori sfrecciano come due fulmini scagliati da Zeus. Alfredo e Marianna, questi sono i loro nomi si alzano così presto per prepararsi alla giornata che sta nascendo. Alfredo è in bagno a farsi la doccia, cinque minuti in totale; Marianna in cucina a preparare le diverse colazioni per i membri della famiglia: tra poco si scambieranno di stanza. Alfredo farà colazione e Marianna andrà in bagno. Agni e Ludovica sono i nomi dei “miei” umani minori. Sono i “miei” preferiti perché assomigliano a me: non hanno voglia di andare di fretta. Infatti arrivano a colazione ancora con “la faccia sul cuscino”, in pigiama e con l’espressione di chi si chiede il perché di quella torturante fretta; in fin dei conti la giornata passerà, e che ci piaccia o no, succederà quello che deve succedere.>>.

«Sono le 7:30 e tutti escono di fretta per assolvere ai loro doveri; dal lunedì al venerdì è sempre così. Il sabato e la domenica i due umani maggiori non lavorano e tira un’aria tesa per via dei litigi continui. Tuttavia, il sabato sera escono a cena così, per quel che mi riguarda, posso rifiatare rimanendo a casa; se mi portano con loro, sto accanto a Ludovica e Agni: giochiamo e non li sentiamo discutere».

«Oggi è mercoledì e starò da solo fino all’ora di pranzo, quando rientrerà Marianna, per circa una mezz’oretta, durante la quale mi riempirà la ciotola dell’acqua e del cibo, il tutto incorniciato in due carezze veloci e distratte: giusto per pulirsi dal senso di colpa per avermi lasciato solo; lei mangerà un’insalata oppure un toast con delle verdure. E io cosa farò durante la mattinata? Di certo non mi sentirò solo e sicuramente andrò con calma e osserverò. Mi piace molto osservare. Perché? Dal mio punto di vista è una domanda sciocca e senza alcun senso, ma capisco il dubbio sottostante. Datemi un attimo e rispondo».

«Scusate, ero andato a bere un sorso d’acqua. Stavo parlando della bellezza dell’osservazione. Nel corso della mia vita ho potuto notare che il genere umano (almeno quello adulto) ha paura dell’osservazione poiché richiede del tempo e, in più, risulta difficile e viene percepita come un’attività inutile».

«L’osservazione non è solo quella che riguarda la vista ma anche quella che riguarda il corpo e la mente. E non cadiamo nel tranello di pensare che l’osservazione visiva sia quella che facciamo di consueto durante la giornata; quella è un’osservazione da sopravvivenza, per così dire. Ci serve per fare le attività ordinarie: per non fare un incidente, per lavorare o vedere la tv. Cose di questo tipo insomma».

«L’osservazione visiva, quella vera, significa stare attenti all’ambiente circostante e alle persone; farlo richiede tempo e attenzione. Chi lo sa, magari ci meraviglieremmo di ciò che potremmo scoprire guardando più attentamente».

«Per esempio, usciamo sul balcone e vediamo».

Continua...

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