Sogno di sangue

«Voglio farlo!».

«Ma no!».

«Padre, perché?».

«Il perché, mi chiedi, Siglinda? Me lo chiedi proprio?».

«Sì, padre, te lo sto chiedendo».

«Ma è semplice: sei una ragazza, una dama, una castellana… non puoi combattere. Per questo ci sono già i miei cavalieri, i miei ufficiali, i miei soldati… tu non puoi!».

«Ma… padre, i nemici ci stringono d’assedio già da tempo, i nostri uomini stanno morendo di fame, io voglio unirmi a loro per far vedere che dobbiamo vincere… che se ce la posso fare io, allora ce la può fare chiunque».

«Invece no. Sta’ calma, Siglinda, pensa ai tuoi bei vestiti e alle acconciature, che la guerra è cosa da uomini».

«Padre, però…».

«Sono solo capricci, i tuoi».

«Messer Romualdo?».

«Dimmi! Siglinda, non tormentarmi più, devo parlare con il mio attendente… Dimmi!».

«Gli assedianti stanno attaccando in questo momento il bastione orientale».

«Vengo subito».

***

«Siglinda, ma che fai?».

«Padre, non mi hai voluto accontentare ma io mi sono armata e adesso te la faccio vedere io!».

«Siglinda, no!».

«Mi batterò lo stesso, anche se tu non mi credi. Spezzerò le ossa al nemico con la mia azza e verserò molto sangue. Avranno tutti paura di me e faranno tanti passi indietro, così scapperanno».

«No, ti prego, no! Ho già perso mio figlio in guerra, non voglio che pure tu faccia la stessa fine».

«Ah, ma allora padre non sono io quella capricciosa, in verità sei tu a fare i capricci».

«Non è così!».

«Oh sì, invece. Tu vuoi solo che io rimanga nella mia camera a perdere tempo con i vestiti e le dame di compagnia che spettegolano… ma io non posso voltarmi dall’altra parte se il nemico ci opprime e vuole ridurci in schiavitù… non resterò lì, come un peso morto, a mangiare a sbafo in attesa che moriamo tutti di fame o che il nemico entri e ci uccida tutti. Mi darò da fare, farò il mio dovere!».

«Messer Romualdo, il nemico sta attaccando il bastione occidentale».

«Dopo, ti prego, dopo».

«Allora vado al bastione occidentale… solo così coronerò il mio sogno di sangue!».

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ok, lo confesso. Ho cercato il nome Siglinda in google, perché con te imparo sempre qualcosa di nuovo su dei personaggi storici che spesso non ho mai approfondito 😀
    Bel racconto, oserei dire moderno: Siglinda, benedetta lei, rivendica il ruolo che sente e non quello che è costretta a vestire.

    1. Ciao Alessandro!
      Innanzitutto ho imparato a gestire i dialoghi alla scuola del fumetto, e ti ringrazio. Rispondendo alla tua domanda: no, non ci sarà un seguito, io faccio perlopiù racconti autoconclusivi… ho scritto una serie per EO ma la devo ancora revisionare.

  2. Ho seguito curioso lo svolgimento delle storia. Devo ammettere che solo alla fine ho compreso come l’autore abbia dall’inizio teso la corda di un arco per scoccare la freccia finale…il sogno di sangue. Immagine d’effetto. Costruzione riuscita!

  3. “Tu vuoi solo che io rimanga nella mia camera a perdere tempo con i vestiti e le dame di compagnia che spettegolano… ma io non posso voltarmi dall’altra parte se il nemico ci opprime e vuole ridurci in schiavitù”
    ❤️ Grande Siglinda!