Sosta vietata

Serie: Laura

  • Episodio 1: Sosta vietata
  • Episodio 2: Echi

Non ti eri mai interrogata su quante cose ti dessero fastidio nel mondo. Forse quella faceva parte delle cose che ti portavano ad odiare la società.

Quella mattina non avevi niente di niente da fare, te ne stavi appoggiata ad una colonna di marmo sporco e brutto, nonostante la tua germofobia. La sigaretta in bocca ed il pensiero sempre alla scrivania che ti aspettava appena finita la pausa. Ogni tanto davi uno sguardo al telefono, nella più totale distrazione.

Era da un paio di giorni che, da acuta osservatrice quale sei sempre stata, guardavi in direzione del parcheggio oltre la sbarra. Un’auto bianca, sempre la stessa, parcheggiava nel posto riservato ai disabili.

Quella mattina però, quella sosta vietata ti infastidiva più del solito. Forse ti eri svegliata di soprassalto, forse la tua relazione che andava lentamente verso una fine preannunciata o forse il fatto che il caffè nella macchinetta era finito ti avevano condizionato molto.

Allora, avanzando senza occhiali da sole, verso il parcheggio, ti dicesti di voler essere una moderna Wonder Woman, senza maschera ma di sani principi.

Ti accostati al parabrezza dell’auto. Non ti sconvolse molto il fatto di non trovare nessun tagliando per disabili sul cruscotto. “Incivile del cazzo” fu la prima frase che ti attraversò lo sguardo, che lentamente indugiava verso i sedili. “Sei il cancro della società, tu e la tua stupida pretesa di voler fregare il mondo intero”. Pensasti che lo stesso atteggiamento ce lo aveva Carlo, il tuo ragazzo, che mai nella vita aveva fatto un parcheggio come si deve. Quando trova posto a spina di pesce la mette dritta, e quando il parcheggio è regolare la mette come se fosse un pescatore. Tu non manchi mai di dirglielo, ma lui sorride e se ne fotte.

Niente in quel momento ti da noia come quel parcheggio. 

Nemmeno la mancanza di caffeina. 

Lo sguardo si posa sul sedile al lato passeggero. C’è adagiata sopra una borsa costosa. “Ah! sei anche ricca.” Pensi. “Certo, i ricchi possiedono il mondo, mica come noi poveri lavoratori a tempo determinato!”.

Ti sale una rabbia incontrollabile. Ti chini a prendere un sasso. Non ci pensi due volte. Rompi il vetro ed afferri la borsa. In pieno giorno, in un parcheggio che da su una strada trafficata. Attraversi la strada di corsa e ti nascondi dietro la colonna di marmo. Apri la borsa. 

Il tuo occhio si riempie di lacrime.

Il tagliando per disabili era rimasto nella borsa, e non sul cruscotto. 

Serie: Laura
  • Episodio 1: Sosta vietata
  • Episodio 2: Echi
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Pompeo. Sono d’accordo con Annalisa: c’è molto da sviluppare su questo personaggio fino a dar vita a una serie. Quanto al fatto che non ti trovi a tuo agio con le storie lunghe , penso che tu abbia trovato la formula perfetta; episodi brevi e concisi. (Lo dico con il senno di poi, avendo visto che il prossimo episodio è stato inserito nel Lab) Per quanto riguarda questo racconto la sensazione che mi restituisce non è comicità quanto rabbia. E’ uno bello spaccato, quante volte ci è capitato di giudicare male una persona o una situazione presi dal nostro “dramma”? La tua descrizione è fedele alla vita, permette ad ognuno di identificarsi con la tua protagonista. Sono curiosa di leggere cosa la spinge ad entrare in quella vasca da bagno 🙂

    2. Annalisa Santini

      Ho apprezzato molto come hai delineato la protagonista, le sue caratteristiche, la sua percezione delle cose che le stanno intorno. Cosa spinge una persona a comportarsi in quel modo? Hai offerto un bell’incipit, forse dovresti pensare se continuare a scrivere su questa ragazza. Io ci vedrei bene una bella serie. Anche perché il racconto pone tutte le basi per un successivo sviluppo della storia. Per esempio, perché la ragazza si comporta in quel modo? È solo perché odia il comportamento incivile della gente o c’è qualcosa sotto? È arrabbiata per qualcosa e questo la spinge a comportarsi in quel modo? Cosa la spinge davvero a prendere un sasso da terra, essendo germofobica, e a spaccare un vetro dell’auto?
      Ti consiglio vivamente di continuare la storia, sono troppo curiosa!

      1. Pompeo Martino Post author

        Ti ringrazio del commento. Credo di non essere adatto alle storie lunghe, ho sempre scritto racconti molto brevi se non brevissimi, potrei provare a dare un senso alla vita di questa criminale inesperta.