Sotto le Stelle

Serie: Quando matrimonio e patrimonio fan rima con pandemonio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Finalmente Samantha e Renzo si sono scambiati le promesse davanti al Signore. All'uscita dalla chiesa ad attenderli una folla di persone e i colombi per il rito del lancio del riso. Poi un abbraccio indesiderato, quello di Milly.

Nono capitolo, sono arrivato al nono capitolo e non ho più idee. No, non è possibile, devo finire la storia.

No, no, non mi manca la voglia di scrivere, ho solo il terrore di non aver più niente da dire, di divertente. 

Ascolterò un po’ di musica, forse mi ritornerà la fantasia: è una terapia tutta mia, una sottile alchimia. Proviamo con Nono.

Luigi Nono – non  il successore di Luigi VIII re di Francia – ascoltando la sua musica mi sono reso conto che se le sue composizioni musicali hanno senso allora hanno senso anche le mie parole sciolte e disinvolte, anche i miei giochi di parole più arditi, anche questa è arte, arte sì minore che non andrà mai per La maggiore, ma non importa, non riceverò mai un premio, nemmeno il premio Nonino. 

«No, Nino» mi sto rivolgendo a Frassica, «neanche tu lo riceverai, perché chi è colpevole di aver vilipeso la lingua italiana non è meritevole di un premio, te lo ribadisce il premio stesso: Nonino a Nino? No, Nino no». 

Siamo entrambi rei, come la cantante Marina Rei, lei sfortunatamente fin dalla nascita; avrebbe dovuto chiamarsi come il famoso pianista jazz quindi, seguendo la mia logica, Marina Rea. 

Ascoltando Nono ho capito che anche il brutto, inteso come il contrario del bello, ha un suo pregio, assume valore diventando metro di paragone con il bello, il bello lo si apprezza di più se raffrontato al brutto. 

Ascoltando Nono ho rivalutato anche Povia, grazie a Nono la musica di Povia mi è parsa come d’incanto sublime, forse sto esagerando, perlomeno bella, ai piccioni piace già. Caro Nono, fattene una ragione, la musica contemporanea non piace, né a me né a Battiato, perché “la musica contemporanea ci butta giù”. 

«Fabius P. fi-ni-sci-la! Fi-ni-sci la storia, non divagare» sto parlando a me stesso e mi rispondo pure: «Okay, continuo, non mi arrendo, perché sono un tipo tosto, piuttosto mi sparo se non la finisco. E allora vado avanti.» 

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I novelli sposi, gli sposi di questa novella che non ha nulla di boccaccesco eccezion fatta per l’abbraccio di Milly D’Abbraccio, dopo il lancio del riso, il bagno di folla, i saluti, gli auguri, gli abbracci con parenti, amici e conoscenti, fanno perdere le  tracce. 

Sequestrati dal fotografo, si appartano per l’immancabile servizio fotografico, le solite foto in posa e le foto con la sposa, le foto con la sposa in posa e quelle contrarie, quelle spontanee, le preferite dalla sposa perché non in posa, centinaia di scatti per il loro album di nozze. La location non è segreta, è la solita villa veneziana non molto distante, suggestiva per gli ampi saloni, il bel giardino all’italiana e i giochi d’acqua delle tante fontane a mascate. Mascate! Cascate, non siamo nella capitale dell’Oman. 

Questa è la versione ufficiale perché sparire per ore con un fotografo che non c’è è sci-fi (scienze fiction). Che schi-fo sci-fi! Fantascienza è meglio. ‘Ngamal era sparito, doveva essere lui il fotografo ufficiale, ma un sottufficiale dell’Arma l’aveva portato nella stazione dei Carabinieri per il furto del carro attrezzi, così gli sposi optano un piano “b”. 

«Papà, grazie per il servizio. ‘Ngamal fotografo, ma come ti è venuto in mente?»

«Non volevo il solito servizio fotografico fatto col ciclostile, nei soliti posti, nelle solite pose, con ‘Ngamal risparmiavo e al contempo lo facevo contento, lui sì che ne ha bisogno, sai, la famiglia in Burkina Faso… Poi  è pratico, sempre col cellulare in mano, le sue foto sarebbero state fantastiche.»

«Sì papà, sicuramente uniche.»

Renzo e Samantha decidono per un servizio fai da te, non da thé, quelli ne riceveranno a iosa, immancabilmen-thé. 

Dentro una cabina telefonica dimenticata dalla Telecom e anche al di fuori della cabina, dentro una cabina fototessere pressati come dei tonni in scatola, fuori dalla cabina di un TIR con dentro l’autista turco in pausa pranzo, dentro un bar, tutto in barba ai ben pensanti. Tanti selfie, tutti con self control, mai lungo un cornicione o in cima a una gru. 

«Sono stanca, Renzo.»

«Questo è l’ultimo scatto, Samantha, il nostro album sarà esclusivo.» 

«Io lo volevo inclusivo, ma vabbé. Scherzavo.»

«Muoviamoci, altrimenti al ristorante ci daranno per dispersi.

Chiamo un taxi.»

~~~~~~

«Sono cinquantuno euro, facciamo cinquanta tonde, sconto sposi» il taxista, ridacchiando.

«Ma è sicuro che sia questo il posto?»

«Sicurissimo, siamo in Strada Costiera 118.»

«Non vedo il ristorante.»

«Quale ristorante? C’è l’agriturismo Sotto le stelle, si mangia bene e si paga poco, il pollo fritto è la loro specialità.»

«Grazie dell’informazione.» Il taxista ingrana la retro e se ne va.

«Ma che posto è? A prima vista sembra una sagra.»

«Papà si sarà sbagliato, ti pare?»

«Leggi bene l’invito, Samantha.» 

«… dopo la cerimonia Renzo e Samantha sono lieti di intrattenere parenti e amici Sotto le stelle, in Strada Costiera 118.» 

«Allora non abbiamo sbagliato. Nel posteggio intravedo un’automobile gialla nascosta da quel SUV.»

«È la Lamborghini di papà, sono sicura.»

«Il taxista aveva ragione, vedo dei tavoli e delle persone sedute sulle panche.» Un’insegna indicava Agriturismo Sotto le Stelle di Milly C.

«Finalmente siete arrivati» è l’Innominata, la suocera di Renzo, «vi aspettavamo con ansia, venite.»

«Mamma! Cos’è uno scherzo?»

«È papà che ha voluto questa location.» 

 “Cosa posso regalare alla mia stella di più bello di un tetto di stelle?” sono le sue testuali parole. 

«E se pioveva?»

“Sposa bagnata sposa fortunata.” 

Samantha era fuori di sé. 

«Ma dove corri, attenta! Potresti inciampare nel vestito» è Renzo, preso alla sprovvista.

Samantha si fionda verso il Cavaliere che, seduto a una panca, sta gustando la specialità della casa: il pollo fritto.

«Ma che mangi? Non ti vergogni? Sei tutto sporco di grasso, fai schifo!»

A quell’ingresso inaspettato tutti gli invitati rimangono a bocca aperta, si preannunciava dal vivo una delle classiche baruffe chiozzotte, un vero spettacolo, era come andare a nozze per la seconda volta, il divertimento era assicurato, e per di più gratis. 

«Assaggia, Samantha, è squisito.»

«Questo è troppo, papà!» Il troppo stroppia, si sa. Samantha è in preda all’ira, con uno sforzo sovrumano afferra il tavolo con le mani ribaltandolo. Il Cavaliere cerca di trattenerla ma perde l’equilibrio e cade malamente. Prova a rialzarsi quando un forte dolore al petto lo blocca costringendolo a terra, dolorante.

«Aiuto! Qualcuno chiami l’ambulanza, presto!» È l’Innominata, forse presto vedova. 

https://youtu.be/iYa78jIjwdI?si=HwQnvPNvdBWCG5EY

https://youtu.be/VC2HpbpMius?si=RB0fXsrvYLnQdYxL

Continua...

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Discussioni

  1. Complimenti per l’idea di inserire le tue riflessioni personali come autore in fase di “crisi dello scrittore”. Più che una crisi penso sia una bella trovata, per dare ritmo e originalità a questa serie. Sono convinta che nella tua mente e forse anche sul tuo computer, la storia sia già ben definita nei minimi particolari sino all’epilogo. Però questa divagazione sul tema della musica mi piace. Andrò subito ad aprire i link. Bravo Fabius stai provando nuove strategie di scrittura e anche se non vincessi alcun premio, “comunque vada sarà un successo”, come disse Chiambretti.

    1. Hai centrato il bersaglio, la storia era terminata prima di iniziare a pubblicare il primo episodio. Così non rischi di trovarti in qualche vicolo cieco dal quale non sai come venirne fuori perché hai già pubblicato gli episodi precedenti, specialmente quando hai abbozzato l’ultimo capitolo, quello che dà senso compiuto al tutto.
      Se riuscirai ad ascoltare interamente le due idee musicali di Nono senza provare disgusto, allora la musica contemporanea fa per te. Per me non è musica, checché ne dicano i critici o i dotti estimatori.
      Per quanto riguarda il premio, leggere un tuo commento entusiastia per me è già un premio. Grazie.

  2. Davvero bello questo episodio che riattacca con un intermezzo musicale, per così dire, stimolato da un momento di crisi della narrazione… E poi: il pollo fritto! Fantastica soluzione per l’avaro Cavaliere che, però, sembra pagare ugualmente a caro prezzo la sua idea. Son curioso di vedere se arriverà un “vissero per sempre felici e contenti”, o piuttosto ricchi e impudenti… Ciao Fabio, grazie per la lettura

    1. Pensa che salti mortali mi tocca fare per inserire qualche battutina fuori tema in una storia già piena zeppa di gag e battute a tema. Tra qualche giorno la tua curiosità sarà soddisfatta, vedremo se sarai soddisfatto, per l’eventuale rimborso ho già pronto il modulo online.

  3. La “crisi davanti al foglio bianco” della voce narrante, lo devo ammettere, è la parte più divertente dell’ episodio, la più originale che abbiamo mai letto. Mi perdonino Samantha, Renzo, il cavaliere & co, ma è la vera protagonista. Ritornando alla storia, spero che il cavaliere stia recitando o si riprenda rapidamente. Non mi puoi lasciare in carcere ‘Ngamal 😱

    1. E pensare che mi sembrava un azzardo, un inizio fuori tema, da stroncatura senza appello. Poi mi son detto: non sono col cappello in mano, non ho contratti da rispettare, posso essere quello che sono, autenticamente Fabius P., fuori dalle regole e anche un personaggio, degno compare di ‘Ngamal, la vera rivelazione di questo cinepanettone.