Space Invaders

Brando si aggira con la sua Bmx in cortile facendo slalom tra le colonne, è elettrizzato perché sfodera il giubbetto dell’Ellesse che gli ha appena regalato il cugino, non gli sta piu.

Quello con la fodera interna su cui è stampato un planetario. Oggi neanche i bangla ai benzinai lo indosserebbero, ma nell’83 regalarlo era come donare un rene.

Indossa anche degli scomodi stivali Frye, squadrati in punta che si differenziano dai Camperos, i classici da cowboy.

A scuola lo bullizzano un po’ perché gli dicono che la forma squadrata é dovuta al fatto che non aveva tutti i soldi per comprarli e quindi al negozio gli hanno segato la punta.

E poi rilanciano sul fatto che con quegli stivali non può uccidere gli scarafaggi negli angoli della classe. Scaramucce da ragazzini che accadono quando in una scuola pubblica si incontrano diverse classi sociali.

Dalla Lotta alla Lotteria di classe!

Il grano invece Brando lo tiene, eccome. I suoi sono due architetti che si sono incontrati a Helsinki in un summit mondiale sul famoso architetto finlandese Alvar Aalto.

Avrebbero potuto permettersi di iscriverlo in una scuola privata o addirittura ingaggiare un tutor a domicilio, ma hanno optato da perfetti liberal progressisti di fargli fare le ossa al Carducci di Bari Vecchia.

Mentre i figli dei proletari indossano i vestiti logori che gli passano i fratelli/sorelle maggiori e si fanno il bagno una volta a settimana, rigorosamente prima del 90simo minuto, poi borotalco Roberts nelle parti intime e a nanna che domani c’è scuola e papà devi alzarsi presto per sgobbare in fabbrica e portare a suon di bestemmie il pane a casa, Brando è sempre profumato ed inappuntabile. Inoltre non è mai dovuto incappare in quella gogna pubblica delle ispezioni tricologiche da parte della bidella in cerca di pidocchi, come è successo ad altri.

Brando ha 13 anni, longilineo, frequenta la terza media ed allo sport preferisce di gran lunga i videogiochi del suo Atari.

Da grande vorrebbe seguire le orma dei genitori ed affermarsi come Internal Designer

Biondino quasi efebo, in confronto ai suoi amici che tendono alle diverse gradazioni di testa di moro fino all’olivastro, potrebbe dirsi quasi un albino paragonato a loro.

I genitori gli concedono l’unico vezzo di vestirsi a la page. Da fighetto, ma senza troppo ostentare per non farlo sentire a disagio tra il popolino. E soprattutto per non offendere ed incappare in mire predatorie i compagni di scuola o i loro familiari che non sono propriamente degli stinchi di santo.

Al Nord dilaga la moda dei “paninari”, i gay oriented Pet Shop Boys ci faranno anche una canzone ispirata alla gioventu che si raduna fuori al Mac di San Babila con le Timberland, il Moncler e la cinta intarsiata di El Charro, puzzando di olio fritto riciclato e eau de parfum Denim.

Al Sud invece tutto procede con la solita flemma immobilista, alle radio Locali tipo Radio Norba (105.5 HZ) passano in ordine sparso le tarantelle, Nicola di Bari, Ramazzotti e raramente Duran o Spandau.

Sul lungomare Augusto ronzano tamarri molesti e zarri con il Ciao piaggio, marmitta Proma o Polini modificata che impennano con alle orecchie le cuffiette spugnose del walkman apostrofati e maledetti dagli anziani.

Spaccano qualche Peroncino al baretto che vomita acme giovanile nell’ora di punta. Allora si é soliti sentire in mezzo alla caciara “Ste semb ‘nmezz come a nu prise!” perché davvero non si passa in quel carnaio.

Ed i wuaglioncelli si aggiustano le creste tenute su con gommina specchiandosi nei rispettivi ray-ban zanzati a qualche pollo delle compagnie tres chic.

Le ragazzine tappezzano le loro camerette con i poster di Simon Le Bon e degli Wham che trovano su Ciao 2001. Li decorano con stampi al bacio lungo tutto il corpo dei loro idoli, marchiandoli di rossetto a forma di boccucce di rosa.

A Brando piace frequentare i suoi amici piu ribelli, quelli che vengono da zone come Japigia e Bari vecchia. Avamposti di malavita e malaffare ma dove scorre la vita verace come le cozze e patate che é solito cucinargli Nonna Norma.

Si fumano le prime paglie senza respirarle al Mickey Mouse, la sala giochi vicino al Castello Svevo dove temerari si introducono dopo l’ora dei compiti.

In quel postribolo vietato ai minori di 14 anni dove Brando tira fuori le monetine pagando per tutti partite a Space Invaders, calcio balilla, flipper.

Dal basso puo sentire il vociare sguaiato dei pokeristi e lo sbocciare del biliardo che si trova nella bisca sottostante da cui sale sempre un denso fumo.

Per questi balordi alle prime armi Brando è uno scippo consenziente, per lui invece l’amicizia dei compagni è la priorità, insindacabile ed incorruttibile, e non gli interessa che abbia il prezzo di qualche spicciolo.

Dopo la sala giochi corrono in centro alla Rinascente dove sbirciano nei camerini per Signore, si spruzzano essenze e si rincorrono prendendosi a frustate con le cravatte finché non vengono sbattuti fuori dai Security.

Quando rincasano passano davanti alla Basilica di San Nicola dove accanto c’è La Confraternita dell Buona Morte, allora è immancabile che si rivolgano domande esistenziali del tipo: “Wuaglio ma ‘sta buona morte? Per me se crepa semb malamend, no?”

Ma se crepi mentre dormi é cosa bbun o mentre te freke la ciola”

Pensa che figura!” sbotta Brando “La mattina freddo in un lago di gelatina appiccicosa, bleah!

Brando, il piu curioso della combriccola alla fine si é deciso a domandare alla Prof. di Italiano, Irene Mazzei, il motivo di quella “Buona Morte”

Allora la Mazzei sorpresa da tale perspicacia ha esaustivamente e definitivamente placato le domande degli imberbi pellegrini urbani : “Di confraternite ne sono esistite, e tuttora esistono, di diverse tipologie, tra cui appunto quelle della “Misericordia” dette anche della “Buona Morte”. La nascita di queste fraternità è molto antica, infatti, se ne trova traccia già nel IV-V secolo nei monasteri il cui scopo era anche quello di dare assistenza ai malati e fornire di una cristiana sepoltura anche a coloro che non potevano permettersela.

Nel 1500 si moltiplicarono le opere pie quali assistenza negli Ospedali, ai poveri, agli orfani, ai carcerati e ai condannati a morte. Queste opere messe in atto nei confronti dei bisognosi avevano non solo la finalità di seguire l’insegnamento di Gesù, ma anche quella di procurarsi una possibile salvezza della propria anima una volta entrati nell’aldilà.

Vi è in questo un richiamo all’esperienza devozionale dei Flagellanti, anche se con motivazioni diverse, infatti, i Flagellanti, con le loro punizioni corporali, intendevano offrirsi come vittime sacrificali a imitazione della Passione e Morte di Gesù, mentre gli aderenti alla Misericordia mettevano più in luce l’aspetto della Via Crucis, accompagnando i condannati a morte al patibolo o gli ammalati in fin di vita.”

In un impeto mistico Brando prende a frequentare la Confraternita, bigia la scuola, si allontana dagli amici di sempre, cerca di rendersi utile ma soprattutto fa opera di evangelizzazione nei quartieri piu a rischio con l’intento di portare la gente sulla retta via ancor prima che quella sbagliata fosse sterrata .

Serve messa in qualità di chierichetto, nelle funzioni cattoliche e ortodosse nella Basilica, porta i pasti nella mensa dei poveri, va a confortare i malati terminali al San Paolo.

Partecipa alla via crucis del Venerdi Santo. Una processione di penitenti che inizia e finisce proprio alla Confraternita della Buona Morte. Scalzo con le catene ai piedi e la croce in spalla sembra un Cristo in miniatura come quelli nei tabernacoli.

Comincia anche ad auto infliggersi ferite con taglierini in un clima di misticismo parossistico, anticipando di qualche decennio la moda degli Emo ma in ritardo sui punk.

Anche le famiglie della Sacra Corona intimano ai loro figli di stare lontani da quel fuori di testa.

I genitori che fino ad un certo punto lo assecondano in questi slanci filantropici, cominciano ad allarmarsi, convocano una seduta urgente con gli insegnanti, uno psicologo ed un esorcista. Ma nonostante il supporto spirituale ed il sostegno della Comunità, Brando é sempre piu infervorato da sacro cuore di Cristo.

Confesserà a Suor Dentona dell’Ordine delle Frigidose che durante le interminabili session a Space Invaders si è andata progressivamente insinuando in lui la Domanda delle domande.

Mentre faceva fuoco agli alieni un tarlo gli rode il cervello e diventa un ossessione. E a cui nonostante la semplicità assolutamente a-dogmatica nessuno gli riesce a rispondere:

“Se Cristo è risorto dopo tre giorni che fine ha fatto poi?”

Ed in effetti la sua logica deduzione non fa una piega. Sommi teologi, scritture sacre ed apocrife, Pontefici finora non hanno saputo dare una risposta a questo interrogativo epistemologico posto da Brando.

Lui si é dannato fino alla sua ultima ora. Morto martire di un Dio ateo.

Ora riposa al posto del corpo imbalsamato di San Nicola che é stato rimosso e traslato a Smirne.

Dopo questa Somma Confutatione tutte le spoglie dei Santi nelle varie chiese del pianeta sono state rimosse ed il secolarismo della Chiesa Romana Cristiana è stato definitivamente intaccato.

Adesso l’ avatar di Brando siede alla destra del padre nel Multiverso, sotto un cielo pieno zeppo di invasori spaziali.

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Discussioni

  1. I tuoi racconti sono caleidoscopici, tutto si mischia apparentemente con poco senso e poi alla fine quadra. Hai messo in un solo racconto la prima adolescenza di molti tra noi, Bari, le questioni religiose, la curiosità sul nome “Buona Morte”, l’umorismo (l’ordine delle frigidose.. che te possino 😀 ), il radical chic. E’ un piacere leggerti.

    1. Ciao Francesco, tu come Giancarlo siete molto attenti ai particolari ed alle citazioni più o meno subliminali. Uno sguardo postmoderno che sgama anche Suor Dentona e le Frigidose dalla mitica rivista Frigidere ed Il Male, di Pazienza memoria

  2. ma che fuoco artificiale! Un linguaggio che deborda da tutti i lati come la mente di Brando, che proprio non trova pace. Una confusione terribile fra arcaico e moderno, fra Ascensione e invasione, divinità e alieni, media borghesia mimetizzata fra il proletariato, fede religiosa e delirio. Una scrittura davvero notevole.

    1. Grazie infinite Francesca, ho messo la lavatrice per le narrazioni colorate ed il risultato è questo. Sono assai curioso di sperimentare qualche algoritmo o A.I. perché credo che il risultato non si discosterebbe molto da testi del genere. Certo prima e con risultati notevoli Burroghs e Gysin hanno sperimentato e creato il famoso metodo “cut up” .

  3. Nord o sud non fa niente. Ragazzini/e siamo stati tutti. Un tuffo nel passato, underground e rock n’ roll. Tanti ricordi in questa specie di racconto amarcord, scritto con stile, come sempre. Aggiungo molto graffiante, ancora più di altri tuoi testi. Mi piace la trasformazione del protagonista. Inizialmente ci fai quasi credere che sia un poveraccio, un disagiato bullizzato. Poi sveli repentino che è biondo (addirittura!), ricco e colto. Ci butti dal Lungomare Augusto a Helsinki senza alcun rispetto per chi ti legge 🙂 Infine lo trasformi nel messia e lo fai ascendere al cielo. Tanta roba che sei riuscito abilmente a concentrare nelle giuste dosi. Secondo me, un’ottima prova

  4. Ogni volta che ricevo la notifica di una tua pubblicazione mi ritaglio con cura quei dieci minuti di solitudine con un taccuino davanti, due dita di whisky nel bicchiere, una sigaretta accesa anche se ho smesso di fumare da anni e una matita all’orecchio, pronta da afferrare e farle fare il suo lavoro per scrivere appunti, perché c’è sempre da imparare.

  5. “Adesso l’ avatar di Brando siede alla destra del padre nel Multiverso, sotto un cielo pieno zeppo di invasori spaziali.”
    Ciao ❣️ penso che quest’ultima frase riassuma il senso di tutto questo racconto. L’incontro tra religione e mondo virtuale … insolito e al contempo geniale.

    Complimenti ❣️

    1. Grazie mille Lola, alcune domande esistenziali, escatologica mi si affacciano dopo lunghe sessioni alla Play Station. Riscontro 3 fasi. La prima di concentrazione, la seconda di trance agonistica simile alla ebefrenia ebete, e la terza di trascendenza. Ma sconsiglierei chiunque di giocare più di 5 ore ai videogames

  6. “Adesso l’ avatar di Brando siede alla destra del padre nel Multiverso, sotto un cielo pieno zeppo di invasori spaziali.”
    Formidabile conclusione di un twist lisergico che ha preso possesso della storia, probabilmente in seguito allo sconvolgimento teosofico generato dalla più irrispondibile delle domande. Complimenti, avrei voluto qualche riga in più nel finale a spiegare come la somma confutatione si sia allargata, come l’onda di un’esplosione sottomarina, fino ad intaccare il secolarismo della chiesa intera.👏

  7. “Al Sud invece tutto procede con la solita flemma immobilista”
    E comunque no, anche al sud (io c’ero) con la s minuscola, i maglioni dentro i jeans a gamba dritta Sone Island con i risvoltini e la cintura El Charro, il Monclair, gli scarponcini Timberland e – tocco coatto – le toppe Naj-Oleari sui risvolti e sui bordi delle tasche, c’erano. Insieme a sigarette, birra nei bicchieri di plastica trasparente, patatine e mayonnaise. 😂

    1. Verissimo Giancarlo ma prima del web c’era uno scarto di diversi mesi nelle mode tra Nord e Sud. Poi i pionieri o gli antesignani per fortuna esistono sempre ed ad ogni latitudine. Confermo tutto ciò che hai scritto, incluse le felpe best company

  8. ” con le Timberland, il Moncler e la cinta intarsiata di El Charro, puzzando di olio fritto riciclato e eau de parfum Denim.”
    😂 Ma quanti ricordi! Stai attingendo alla memoria condivisa di una generazione, dettagliato in modo chirurgico, al punto da fiondarmi indietro nel tempo nell’arco di un battito cardiaco. Ma l’eau de parfum era Rockford, o Drakkar Noire…

    1. Grazie Giancarlo, vero Denim era il deodorante, quello della famosa reclam dell’ “uomo che non deve chiedere mai”, io invece devo farmi aiutare da google perché la memoria fa acqua.