Stelle

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione

Nicolas scosse le spalle, infastidito dal ticchettio sulla spalla. Inizialmente pensò fosse la mamma che doveva comunicargli qualcosa di urgente: forse, avevano trovato un cuore nuovo per lui. Si svegliò lentamente, intontito: riuscì a mettere a fuoco le immagini solo dopo qualche secondo.

Moo era lì davanti a lui con un’espressione indecifrabile sul muso nero. Gli indicò la finestra, poi voltò le spalle inginocchiandosi a terra. Nicolas si sentì intimidito dalla sua vicinanza, chiedendosi quali fossero le sue intenzioni. Sporse le gambe fuori dal letto e osservò l’enorme schiena irsuta che occupava quasi interamente il suo campo visivo.

Moo indicò nuovamente la finestra e mosse le spalle in attesa. Il bambino pensò di aver compreso male, poi il ricordo dei dvd che avevano visto in quei giorni iniziò a fargli comprendere le intenzioni dell’altro. Nella scena che lo aveva emozionato, l’unica, il vampiro proponeva alla protagonista di accompagnarlo nella foresta portandola a cavalcioni.

‹‹Vuoi… che salga sulla tua schiena?›› enfatizzò le sue parole toccandolo leggermente.

Lo fece con timore, spaventato dalla possibile reazione di Moo. Non erano mai stati così vicini. Il suo tocco fu rapido: allungò un dito e lo ritrasse all’istante.

Moo annuì, paziente.

Nicolas si alzò in piedi e si avvicinò lentamente. Moo non emanava nessun odore e la sua pelliccia sembrava pulita. Gli venne da pensare che usasse la doccia di notte, mentre tutti dormivano. Scosse via quel pensiero fuori luogo e tornò a concentrarsi su quanto stava accadendo.

Timidamente gli posò una mano sulla schiena, scoprendo che era morbida e calda. Rassicurato dalla tranquillità di Moo avanzò ancora di un passo. Raccolse tutto il suo coraggio e gli strinse le braccia al collo: quando Moo si sollevò da terra al bambino sembrò di toccare il soffitto. Agganciò le gambe sui fianchi della creatura con tutta la forza in suo possesso.

Moo aprì la finestra con delicatezza e uscì all’aperto. Non perse tempo a richiuderla: scese rapidamente lungo la parete, con la sicurezza di un ragno, cercando l’ appoggio dei piccoli dislivelli fra mattone e mattone. Da piccolo Nicolas aveva ammirato uno scalatore arrampicarsi su una parete liscia come uno specchio e la tecnica gli parve simile: papà gli aveva spiegato che l’alpinista posava fermamente i piedi e le dita delle mani su invisibili scanalature nella roccia, avanzando un pollice alla volta.

Nicolas scoprì di non aver paura. Sentiva la sicurezza di Moo attraverso il movimento fluido dei muscoli della schiena contro il suo petto magro e il calore del pelo lo confortava allo stesso modo del suo inseparabile piumone, infondendogli fiducia.

Una volta a terra Moo posò zampe e mani al suolo, consentendogli di assumere una posizione più sicura. Nicolas drizzò la schiena per osservare il mondo sopra la testa dell’altro e quando Moo si mise a correre un sorriso spontaneo gli allargò le labbra.

La serata era calda, piacevole: la brezza che gli accarezzava la faccia era frutto dalla velocità con cui Moo si muoveva. Ne rimase impressionato.

Moo evitò ogni luogo in cui perdurava un briciolo di vita notturna. Scelse come meta il parco cittadino. Non era molto grande, ma Nicolas si divertì ad ascoltare il suono delle foglie agitate dal loro passaggio ed il canto di una civetta arrabbiata. Quando Moo scalò l’albero con l’agilità di una scimmia il rapace si alzò in volo offeso, lasciando libero il grosso ramo sul quale si era posato. Sebbene in equilibrio instabile Nicolas si sporse per raccogliere dentro di sé ogni immagine, sensazione. La vista privilegiata gli consentì di spaziare lo sguardo sull’intera cittadina: la sua casa, la scuola, il parco giochi del quartiere. Riuscì a scorgere, seppure lontano, il ristorante cinese che aveva generato tanto scompiglio e il gelataio. Gelato… gli parvero secoli da quando si era recato lì con papà e Johnny. Dopo la funzione domenicale avevano preso l’abitudine di fermarsi al baracchino esterno per comprare un cono da gustare mentre facevano rientro a casa.

Era bellissimo. Liberatorio. Nicolas permise al suo cuore, dopo tanto tempo, di lasciarsi vincere dalle sensazioni che lo avvolgevano: felicità. Probabilmente avrebbe pagato quella piccola intemperanza, ma non gli importava. Sentiva l’adrenalina scorrere forte nelle sue vene, dargli forza.

Quando Moo ritenne opportuno prendere la via di casa non si lamentò. Nuovamente aggrappato alla sua schiena, Nicolas buttò all’indietro il capo e osservò il cielo notturno pieno di stelle. Ritrovò sparse nella volta celeste le costellazioni principali, ricordando il libro che John gli aveva regalato quando era stato ricoverato la prima volta.

Papà gli aveva promesso che, una volta guarito, lo avrebbe portato in vacanza sul Monte Graham. Nel frattempo avrebbero studiato assieme le costellazioni, imparandone i nomi a memoria. Quello di fare visita all’osservatorio astronomico era uno dei sogni nel cassetto di Nicolas.

Il libro era servito per far trascorre il tempo in ospedale più velocemente, regalando a entrambi uno scopo futuro. Con quella promessa avevano fatto una specie di patto con il destino. Presto o tardi sarebbe arrivato un cuore nuovo, permettendo loro di passare le vacanze estive in Arizona con tutta la famiglia.

Cercò di spiegare l’importanza di quei puntini luminosi a Moo, indicandoli con un dito, ma era talmente stanco che alla fine decise di chiudere gli occhi e di tenersi ben stretto al suo collo.

Fu grato quando si sentì depositare sul letto, anche se il piumone non gli sembrò lo stesso dopo aver assaporato il calore di Moo. Ebbe solo la forza di aprire per un attimo gli occhi e incontrare quelli gialli che lo guardavano dall’alto.

‹‹Grazie. E’ stato bellissimo›› si addormentò subito, esausto, con il sorriso fra le labbra.

Moo rimase alcuni secondi a guardarlo, sentendo avanzare dentro di lui uno strano calore. Forse, era uno di quelle pulsioni “Sentimenti” che i Senza Pelo consideravano tanto importanti. In quel momento Nicolas gli sembrò un cucciolo: troppo piccolo per quel vasto mondo. 

Serie: Nel Buio della Notte Seconda Stagione
  • Episodio 1: Rotto
  • Episodio 2: In fuga
  • Episodio 3: Stelle
  • Episodio 4: Charlie
  • Episodio 5: Premonizioni
  • Episodio 6: Sangue
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Horror

    Commenti

    1. Vanessa

      Ciao Micol,
      questo episodio è di una tenerezza struggente, ma alla fine mi sono chiesta…
      Cosa succede se Moo entra a tal punto in empatia con Nicolas, se si affeziona così tanto da vederlo come ‘qualcuno’da proteggere a tutti i costi…? E… Ho immaginato una pericolosa mamma orsa. 😀 La cosa di per sè mi entusiasma molto ma u.u sono solo miei viaggi mentali…

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Vanessa, hai centrato l’obiettivo. Moo entra in uno stato di empatia tale da difendere Nicolas a tutti i costi. Anche se, non ti svelo come 😂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giuseppe. Una camomilla, di tanto in tanto, me la concedo anch’io 😉 Detto questo lo show sta per avere inizio.

    2. Antonino Trovato

      Ciao Micol, favola, dolcezza, sogni e carezze: questo episodio è un tenero abbraccio che riscalda ogni sensazione di chi legge, il simbolo di un’amicizia che pian piano diventa sempre più profonda, al di là di ogni titubanza spazzata via dalla genuinità di un fanciullo. E Moo, una volta di più, dimostra di essere una creatura estremamente empatica. Ma forse è solo la quiete prima della tempesta😁!

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, grazie per esserci sempre. Episodio sognante, per una volta vera favola. Come dici tu, la pacchia fra poco finisce… 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Dario, Credo che questo sia l’episodio, fra tutti, più a dimensione di “bambino”. Chi non sogna di avere un mostro domestico sotto il letto? 😀