Suoni

Serie: Non dimenticare Monterutto


Il Mattino ha l’oro in bocca, dicono; quello di cui non ti parlano, però, è ciò che ha nello stomaco: un mango enorme, bello pieno e pesante, dolcissimo, così pieno di zuccheri che dà la nausea, quella sensazione sgradevole di stare per vomitare da un momento all’altro.

Rotolo giù da un letto che ha perso i suoi quattro piedi anni fa, un ginocchio al suolo e una leggera spinta per alzarmi in piedi; le mani alla testa e una lenta passeggiata fino al bagno, lungo un micro corridoio che ora sembra un miglio verde.

Doccia, caffè, sigaretta, doppia sigaretta, divano, rantolo, frigo, deserto.

Non ho voglia di farmi da mangiare, ma ho fame.

Non ho voglia di un “robo” al bar, ma ho fame.

Mi sento un cadavere, ma ho voglia di aria fresca, e ho fame.

Macchina, cancello automatico, curve e rettilinei, semafori, parcheggio, Centro.

Il Centro di Modena di un freddo sabato invernale, l’orario di pranzo con gli ultimi che escono da lavoro e i primi che affrontano lo shopping, la via Emilia, bella, bellissima, ma troppo lunga per me in questo momento.

Prendo la stradina laterale che mi porta nei pressi del Labirintum, ho bisogno di un altro caffè prima di riprendere il cammino; cammino lentamente, le mani in tasca per il freddo, il telefono vibra senza risposta, il cielo plumbeo sembra non volermi mai dare il buongiorno.

Ancora pochi passi e l’oasi di caffeina mi avvolgerà con il suo calore, ma come sempre accade quando stai per raggiungere la principessa, ecco il drago inferocito che si avvicina:

“Hey Dario, come stai? É una vita che non ci si vede!” esclama Tizio tutto sorridente e a voce alta

“E tu non ti sei mai domandato come mai non ci vediamo da così tanto tempo?” è quello che vorrei rispondergli.

“Hey…ciao…Davide!” ricambio il sorriso, fingendo spudoratamente “Sto bene e tu?”

“Benissimo anche io grazie, sai dopo le scuole ho iniziato l’università e l’ho conclusa con 110 e lode, poi al lavoro bla bla bla bla bla bla” suoni che fuoriescono da un’inutile quanto falsa bocca, il mio sguardo che prova a seguire i suoi occhi e invece scende fino alle labbra, paralisi dei muscoli, ipnosi di carne e saliva, tornando tra le meningi, mi giro, vomito.

Vomito così forte che il caffè di stamattina rimbalza sul muro e atterra a pochi millimetri dei miei piedi, Tizio si preoccupa, io rimango a testa china e mano al muro, poi un suono, un’armonica, dolcemente pungente, risale dalla terra e riempie l’attimo.

“Stai bene Dar…”

“ZITTO!”

Mi perdo in quelle note, cercando di seguirle con i neuroni ancora sconvolti, la mano libera tiene lontano il rompipalle, una signora mi schifa, io mi perdo, ma trovo il filo: la musica viene dalla finestrella di quello scantinato.

Serie: Non dimenticare Monterutto


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Dario, ho appena letto i tre episodi e devo dire che scorrono bene, incuriosiscono e non annoiano. Qualcuno, prima di me, ti ha consigliato di pensare ad un fine. Ovvero: perché il personaggio va al Labirintum? Perché ci racconta i cazzi suoi? Cosa ci vuole dire? Qual è la sua storia? Io concordo con questa considerazione. Tuttavia, poiché hai già un protagonista forte e definito, penso che potresti anche proseguire come se fossero le cronache della sua vita. Che so, magari basterebbe un unico evento a giustificare il racconto della sua quotidianità. Le mie sono solo “chiacchiere da bar”, non viverle come consigli serissimi. Aspetto i prossimi episodi ☺️

    1. Ciao Eva, piacere di conoscerti 🙂
      Apprezzo tanto invece e non le trovo “chiacchiere da bar” 😉
      Devo invece trovare il tempo per rimettermi a scrivere, sono dietro ad un progetto di guide e non ci salto fuori con le ore 😀

      Grazie ancora per il commento 🙂

  2. Ciao Dario,
    il tuo stile diretto mi piace: scorre veloce, come i pensieri del protagonista e come la vita, d’altronde.
    L’unica cosa che migliorerei è la punteggiatura: secondo me, è la chiave che potrebbe portare la storia ad un livello più alto. Le giuste pause servono, anche per chiarire le idee dei lettori. Ad esempio, farei una differenziazione tra pensieri e dialoghi dei personaggi.
    Ovviamente il mio è un consiglio che sei libero di seguire o meno. Buona continuazione!

    1. Ciao Barbara, piacere di conoscerti 🙂
      Sui pensieri avresti ragione, ma quello che voglio far passare è un piccolo “inganno” al lettore, la sorpresa di una risposta che nessuno di noi darebbe realmente 🙂
      Per il resto…di solito uso periodi più lunghi, ma questo episodio è un lento navigare di piccoli momenti, quindi ho pensato di suddividerlo con tanti “punti” e frasi breve; come in preda ad una nevrosi, ma di una persona che non è fisicamente al top, quindi lenta…molto lenta 🙂