Supercazzola come fosse
Serie: Buonanotte Barcellona
- Episodio 1: Buonanotte Barcellona
- Episodio 2: On the air
- Episodio 3: El Raval
- Episodio 4: Luci e barche
- Episodio 5: Tum! Tum! Il Re del Mojito
- Episodio 6: Supercazzola come fosse
STAGIONE 1
Sembra che tutto il mondo stia diventando come l’Italia. Corruzione, sprechi, democrazie annullate dalla televisione, dilapidare è il verbo esatto . Noi , per fortuna, dal basso della Sicilia, stiamo come stiamo, stiamo bene. Abbiamo scelto di divenire quasi indispensabili nel lavoro che facciamo, tenendoci fuori da posti di potere, o di prestigio, linea di mezzo che ti permette di isolarti nella tua bella vita, senza constatare il contrasto, o l’attivismo in generale.
Quasi islandesi. Vite normali non abbandonate alla noia e al conformismo. Un conformismo celato, quasi come dolci vampiri che non bramano più sangue. Ed eccoci qua, a trovare nel bel mezzo di queste valigie fatte appena per un paio di settimane, un espediente letterario al racconto di questo viaggio.
Chissà perché ci verrà la melenzana idea di una bella truffa ai danni dello stato iberico.
Abbiamo conosciuto i nostri vicini pakistani: ragazzi semplici, alcuni più piccoli di noi, sembrano noi con una carta d’identità sbagliata. Arrivati qui dal Pakistan, per studiare all’università di Barcellona, nati da genitori quasi inglesi, borghesia laica musulmana, impiegati della zecca dello stato. Arrotondano le loro entrate, vendendo Maria fatta arrivare in Spagna, d’accordo con un magazziniere loro amico impiegato da Zara. Si tratta di piccole buste contenenti semini da impiantare in Spagna, e coltivare come fosse il bonsai di casa, con i dovuti accorgimenti: lampade al neon, case umidissime, e una costante occhiata al web e a tutti i blog contenenti consigli per la coltivazione. Non pensate a chissà quale crimine, il raccolto ricavato non genera più di uno stipendio da impiegato, quello che basta per vivere bene a due passi dalla Rambla. Dottorandi in medicina, marketing, sono ragazzi normali, che un giorno prenderanno il volo per le grandi imprese, che negli altri paesi fuori dall’Italia, vuol dire essere ricchi.
Ragazzi a cui poter chiedere tranquillamente di partecipare al giochetto, e a cui potere spillare un paio di semini, giusto per provare.
Siamo a casa, distrutti, e dopo un paio di bicchieri piantiamo dentro alcuni contenitori di plastica i semini, giurando di non sprecare il potere della lampada di Rasheed. I fari sono puntati e andiamo a letto, senza pensarci, nonostante ci abbiano avvisato che quell’erba è davvero qualcosa di particolare, e che con il fresco di un buon condizionatore e una luce adeguata avremmo visto crescere il nostro piccolo giardinetto privato. Andiamo a letto, e tutto finisce con una grande risata in mezzo agli occhi della Rambla.
I giorni passano veloci, come il fiume in piena di gente alla Rambla, tutti troppo liberi, colorati, blu, rossi, infiniti, come messe in piega di capelli folti, ondulati, rotondi e quadri, senza potere spiegare, senza avere parole, di tutte quelle occhiate, scopate, fumate, bevute, risate, suoni, riflessi, pensieri, discorsi assurdi e ritorti, camicie sudate, ombre vaganti all’ombra di un albero di Gaudì. Scimmie ammaestrate, cinesi seviziate, col consenso naturalmente, pasti nudi, scene d’America, hipster, senza sapere da dove viene la parola, brasiliane cotte, e brasiliani divertenti con cui sputtanare noi italiani e viceversa, e il romano che voleva fotterci la mangiata e si è ritrovato senza portafoglio e con un occhio un po’pestato, quattro contro uno non è leale.
Siamo casa, un po’ più fumati del solito, e iniziamo una discussione sull’alcool e sul quanto fa male berne in abbondanza, ridendo e facendo le facce serie, quasi da ebeti, senza capire ciò che dici, pensando alla forma, quasi consci, che da fumati, la cosa più facile da sbagliare sono proprio le cose più semplici. Sembriamo una congrega di dannunziani idioti, manca giusto il bagno d’ossidiana calcarea, e avremmo lo stile aulico.
In realtà è passata una settimana dall’innesto dei semini e le piantine sono già cresciute, quel tanto che basta per chiamarle con il nome di qualcosa di vivo.
Rasheed era stato chiaro: «Queste piante di solito iniziano a fiorire con la fine dell’estate. Riconoscono le stagioni in base alla luce che ricevono nel corso della giornata. Se si coltiva indoor non ci sono stagioni, naturalmente. Quindi è necessario simulare il cambiamento delle stagioni modificando la quantità di ore di luce che irradiano la pianta.»
«Prendete questo timer: le piante hanno bisogno di sedici ore di luce quando sono nel loro stato vegetativo, che sarebbe pari all‘estate nel mondo reale e dodici ore di luce nel loro stato di fioritura, il che equivarrebbe alla fine dell’estate o in autunno nel mondo reale.»
«Dopo aver regolato il sistema di illuminazione a dodici ore di luce al giorno, le piante iniziano a mostrare quale tipo di sesso sono, ma può volerci fino a tre settimane prima di essere in grado di riconoscere se la vostra pianta è un maschio, una femmina o addirittura un ermafrodito, penso che sappiate il resto.»
La mattina stessa chiamo Rasheed, dicendogli che siamo riusciti a preparare il Biryani, che è un modo per dire che il loro prodotto ha dato frutti, e lui non fa altro che ridere: «Ragazzi ve lo avevo detto che era facile da preparare, fate solo attenzione a non prepararne troppo, il metodo di cottura cambia in base al numero di persone da sfamare!»
Ci ritroviamo, così, con i primi fiori da essiccare, piccoli ma estremamente potenti.
Mettiamo su il video della storia della canapa sul tubo, e restiamo a fissare il creato. Ford, e i politici di tutto il mondo, e noi con quattro vasetti con un robusto stelo, e un fiore in alto.
Seduti sul letto, dopo tanti abbracci, tanta stanchezza e un’ultima canna, nel buio della Rambla, nel centro di El Raval, ci sdraiamo esausti, paci e gioiosi. E li io ci scrivo.
Amici miei
Amici miei questa è una supercazzola.
L’Antani brinda,
il rosso spumeggia,
per una sera siamo stati ancora amici miei.
Quattro pietre, quattro tori seduti,
idioti, felici.
Terapia tapioco.
Siamo in quattro, come se fosse antani,
oppure in quattro anche scribai in confadina.
Come antifurto per esempio.
Pastene soppaltete, anche posterdati,
bisognosi di supporti, senza contare che
abbiamo tante caramelle gospel al gusto di culio.
Supercazzola con scappellamento.
Far di cul trombetta,
ma è una tromba del silenzio.
Presto si parte, e come nelle
migliori commedie all’italiana,
brindiamo all’infelicità dell’antani.
Chi parte, presto tornerà ,
chi resta presto andrà ,
ma ciò che è stato per sempre sarà .
Serie: Buonanotte Barcellona
- Episodio 1: Buonanotte Barcellona
- Episodio 2: On the air
- Episodio 3: El Raval
- Episodio 4: Luci e barche
- Episodio 5: Tum! Tum! Il Re del Mojito
- Episodio 6: Supercazzola come fosse
Discussioni