
T-shirt
Serie: Wiccats.
I simboli per poter funzionare devono essere riportati con una precisione maniacale.
Gli errori nella trascrizione rischiano di adulterare, guastare e rovinare l'effetto dell'incantesimo.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Ricordi neri
- Episodio 9: Vibrisse
- Episodio 10: Nuovi colleghi
- Episodio 1: Francesismi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Lilith stava parlottando con il furetto, mentre il piccolo Mizu era intento a puntarne la coda per giocarci. Thanos si era addormentato sulla sedia in salotto, insieme al padre di Davide, appisolatosi sul divano mentre osservava il televisore senza volume. La madre dello stregone stava finendo di rassettare la lavanderia, spiando le marche dei detersivi che il figlio utilizzava. Kira e Snupy erano rimasti in camera ancora preoccupati per la presenza della pericolosa strega.
– Non sono stata sconfitta! – Nadine sbottò nel silenzio della cucina, aveva la tazza vuota tra le mani, ma non osava chiedere dell’altra tisana al caramello, anche se la desiderava ardentemente.
– No! Effettivamente credo che il mio sia stato un colpo di culo! –
Nadine guardò perplessa il ragazzo.
– Cosa c’entra il culo? – Stava pensando al fatto che forse l’aveva vista in mutande.
– Fortuna! È un nostro modo di dire: se sei fortunata, non so… vinci dei soldi, noi diciamo che hai avuto culo. Io non riesco ancora ad usare bene i poteri magici o la trasformazione in mostro rabbioso e cornuto, quindi un bel colpo di culo! –
Davide disegnò su un post-it giallo un piccolo cerchio magico.
– Passami la tazza. – Disse, rivolgendosi a Nadine, invitandola a consegnargli il recipiente vuoto.
– Mi hai spaccato quattro costole e perforato un polmone. Figurati che avevo una marea di protezioni attivate contro ogni tipo di danno! Sia fisico, che magico… ma tu hai aggirato tutto come se niente fosse! Come? –
Davide attaccò il post-it sulla tazza, attivandolo. Una luce dorata bruciò il fogliettino, incenerendolo all’istante. Nadine riebbe la sua chicchera fumante nuovamente piena di quella tisana al caramello tanto buona.
– Non lo so. – Rise Davide guardando quel viso tanto piacevole quanto crudele.
– Intuisco la natura degli incantesimi e posso manipolarli, spegnerli o rimandarli al mittente… Lo capisco dalla forma e dal colore che hanno. – Davide notò la faccia perplessa di Nadine.
– In che senso dalla forma e dal colore? Vedi fisicamente l’incantesimo? – Era la prima volta da tantissimo tempo che la strega non parlava tanto con qualcuno in un modo così rilassato e naturale.
– I tuoi attacchi assomigliano alle stelline dei ninja! E sono pure parecchio veloci! – Lo stregone disegnò la forma di uno shuriken con un dito sul tavolo della cucina.
– Quando mi hai curato non ho sentito alcun dolore. Io ho sempre il terrore degli incantesimi di cura! Ogni volta che li uso su di me devo stringere sempre qualcosa in bocca per non urlare o svenire! Cos’hai usato? – Nadine si stava toccando il fianco appena sotto alla gabbia toracica.
– Dolore? La magia di cura mica fa male! Che cerchio usi tu? – Davide disegnò sul bigliettino un incanto di guarigione. – Ecco, questo è quello che conosco io! Tu quale utilizzi? – La strega osservò i simboli tenendo il bigliettino tra le mani.
– È lo stesso! Ma fa un male cane! –
– Fammi vedere il disegno che usi. – Davide allungò una mano afferrandole il polso.
– No! – Nadine si liberò della presa alzandosi in piedi.
– No? Scusami, non volevo essere invadente… – Lo stregone in erba si sentì in colpa per aver esagerato nel dare troppa confidenza ad una strega nemica.
– No, le magie di protezione e cura non le ho sulle braccia… – Nadine abbassò i pantaloni della tuta alle ginocchia, mostrando le bellissime gambe ad un mago impacciato e in piena crisi del “dove posare lo sguardo”!
– Ah! – Riuscì ad esclamare con un tono leggermente più acuto ed esaminando attentamente lo spigolo del tavolo.
– Questi sono i miei due incantesimi di cura! – Disse la strega scoprendo dalla lunga maglietta la coscia destra. Un cerchio di simboli magici avvolgeva la parte alta di una gamba ben tornita e affusolata, come i tatuaggi sull’avambraccio.
I sortilegi erano ben fatti, ma Davide notò delle imperfezioni in molti di essi, in particolare gli incanti di guarigione presentavano due segni con alcuni errori di trascrizione. La sua espressione da imbarazzata si fece seria e attenta, afferrò la coscia della ragazza avvicinandola al viso.
-Ehi! – Questa volta fu Nadine ad essere presa alla sprovvista, appoggiando le mani sulle spalle del suo nemico tanto strano e gentile per non perdere l’equilibrio.
– Ecco, questo segno è sbagliato! – Davide girò la ragazza come se fosse priva di peso.
– Ehiii! – Cercò di protestare la strega arrossendo leggermente. Juno e Lilith si girarono contemporaneamente incuriositi dall’esclamazione ad un volume leggermente più alto.
– Anche questi due simboli sono imprecisi! Lo scudo dell’anima? Ti funziona correttamente? –
Nadine si rigirò con le sopracciglia aggrottate.
– Oui… ça me donne envie de vomir! Ma mi fa… il voltastomaco! Si dice voltastomaco? – Nella sua testa, la bella strega avrebbe allungato quel momento all’infinito: qualcuno che sapeva… che conosceva la magia, la stava ascoltando e le parlava gentilmente senza dover combattere e rischiare la vita! Poteva scambiare informazioni e chiedere consigli. Il suo animo aveva un sorriso che non ricordava di riuscire a esprimere.
– Ti dispiace se faccio una cosa? Cioè, mi permetti di modificare i tuoi tatuaggi? – Davide stava creando due disegni su quei post-it senza aspettare la risposta.
– Come? Non credo che i cerchi magici siano modificabili da altri, devo essere io a rifarl— –
Il disegno, più complesso e articolato del solito, pieno di simboli, venne attivato sulla gamba. Una vampata di calore le si arrampicò con una strana sensazione di formicolio simile al frizzare di una bibita gassata, le risalì vorticando lungo la schiena, mordendole le spalle e carezzandole infine la nuca. Questa volta il rossore era evidente sulle guance della strega.
– Cosa…qu’est-ce que tu m’as fait ? – Nadine stava ancora stringendo con forza la stoffa della felpa di Davide.
– Prova l’incantesimo di cura! – Lo stregone si allontanò aspettando di vedere se la sua intuizione fosse azzeccata.
– Se mi hai rovinato gli incantesimi, considerati morto! – Nadine distese un braccio con una coreografia abbastanza teatrale: prontamente Juno le si arrampicò mettendosi seduta sopra il gomito e accendendo i due piccoli occhi. Una spada, che sembrava di cristallo, si materializzò dal pavimento assorbendo una manciata di mattonelle. Senza alcun indugio la strega sfregò decisa il braccio destro sulla lama, aprendo un profondo taglio orizzontale sull’arto, il sangue cominciò a fuoriuscire formando un paio di rivoli zigzaganti.
Il furetto accese ancora una volta gli occhi.
Nadine chiuse i suoi con il cuore appesantito dal timore di dover affrontare un dolore lancinante. Si accese il simbolo magico appena modificato dallo stregone, la ferita si richiuse immediatamente senza lasciare traccia, il sangue venne riassorbito dalla pelle lasciandole il braccio pulito e integro… nessun dolore, nessuna sensazione spiacevole. Nadine sorrise, ma il suo sorriso si trasformò in una smorfia di pianto. Il furetto si spostò sulla spalla.
– Ha funzionato? – Juno stava cercando di capire se la sua amica stesse piangendo per la gioia o per la delusione.
Nadine fece per sollevare nuovamente i pantaloni della tuta, ma un paio di singhiozzi incontrollati le fecero portare le mani sulla bocca.
– Non fa più male! – Aveva la voce roca e impastata da un pianto di sollievo e gioia.
– Il segno che significa “Quiete” era scritto male! Somigliava al simbolo che indica “Sofferenza”. L’incantesimo ti guariva, ma stimolava tutti i recettori del dolore! E… se provi anche gli altri sortilegi, adesso dovrebbero essere ottimizzati! Compreso lo scudo dell’anima! – Concluse lo stregone con orgoglio.
I singhiozzi aumentarono, i pantaloni le caddero dolcemente sulle caviglie. Davide non riusciva a capire cosa stesse provando la strega che aveva appena tentato di uccidergli tutta la famiglia, compresi i gatti!

Singhiozzando fece quattro passi impacciati dall’indumento che le legava i piedi, poi risollevò velocemente i calzoni ed afferrò la felpa e le scarpe posate sulla sedia vicino alla portafinestra della cucina.
– Andiamo Juno! – Allungò il braccio in attesa del furetto.
– Ma Nadine… – L’animale si spostò dalla spalla al braccio.
– Nadine… ho detto qualcosa che ti ha… – Davide allungò una mano come a fermare con il pensiero la decisione della strega di andarsene.
Lei non si girò a salutare, tirò un paio di volte su con il naso, aprì la portafinestra e uscì sul balcone. Un lampo rosso illuminò il buio di quella strana nottata.
– Forse non dovevo toccarle le gambe… – Davide guardò mestamente la sua gatta certosino.
– Scemo! In uno scontro tra streghe non c’è gentilezza. C’è solo morte per la conquista del Libro. È l’unica conclusione possibile. Tu hai sconvolto tutto! Hai sconfitto, aiutato e confortato il tuo nemico… Lei avrebbe eliminato tutti noi senza nessuna esitazione. Quello che hai appena fatto non ha precedenti! Non so se capisci cosa significa! – Lilith stava pensando alla bella sensazione provata parlando ad un altro catalizzatore… avevano scambiato poche parole, ma era stato rinvigorente! Aveva sorriso degli ordini stupidi che a volte Juno era costretta ad eseguire… Scosse la testa scacciando quei pensieri.
– Si è portata la mia maglietta preferita! – Disse desolatamente Davide tenendo con entrambe le mani la t-shirt nera e bianca che indossava Nadine prima della battaglia.
– Sei uno scemo! – Sentenziò Lilith.
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Ricordi neri
- Episodio 9: Vibrisse
- Episodio 10: Nuovi colleghi
Mi pare di averlo già detto qualche episodio fa, ma lo ripeto: adoro i dettagli di questa serie, l’ingegno messo nelle “piccole cose”, come le magie che riescono male a causa delle imperfezioni dei tatuaggi.
Più leggo e più mi affeziono a Davide: gentile, garbato, divertente… insomma, l’uomo perfetto! 😹
♥Aw!♥ Smettila che mi emoziono e poi scrivo balbettando! 😀
Davide è uno sfigato di quelli gentili, è difficile portarlo alla dispe… Ah Cazpita! Ho appena scritto i capitoli finali della prima parte della storia e mi tocca rimangiare tutto quello che ho appena detto. 😀
Ormai è quasi inutile che ti ringrazi per le tue belle parole, posso solo dirti che i tuoi commenti hanno un ottimo effetto vasodilatatore, un efficace azione tonificante e massaggiano le circonvoluzioni cerebrali addette alla produzione di endorfine e della famigerata dimetiltriptammina!
Mary, sei la mia spacciatrice di complimenti preferita!
Come dire: cos’è veramente magico qui? Gli incantamenti o ciò che succede ai due ragazzi? Che bella fiaba.
Aw! ♥ Grazie Francesca! Dimmi se la nascita di un’amicizia o di un amore non è una delle magie più potenti e spettacolari! O almeno mi piace pensarla così…
“Il suo animo aveva un sorriso che non ricordava di riuscire a esprimere.”
Che buona metafora!
“Ah! – Riuscì ad esclamare con un tono leggermente più acuto ed esaminando attentamente lo spigolo del tavolo.”
Ce lo metti proprio davanti.
“La madre dello stregone stava finendo di rassettare la lavanderia, spiando le marche dei detersivi che il figlio utilizzava.”
😂 Nessuna stregoneria sta alla pari di un detersivo di buona marca.
Quando vivevo a Padova, mia madre si passava la giornata sotto il mobiletto della cucina a controllare che detersivi usassi… Rimanendo affascinata da quei prodotti che non aveva mai preso o sentito.
😋 Perché naturalmente tu li nascondevi lì sotto!
Ahahaha! Intendevo nello sportello sotto al lavabo della cucina! Qui in Sicilia ho invece un armadietto dove tengo i detersivi, ma sono tutti prodotti che mia madre conosce già, quindi poco interessanti.
Questo episodio mi è piaciuto tantissimo perché in esso c’è molta umanità. Mi sono quasi dimenticata che stavo leggendo di due maghi con potenzialità omicide e ho visto solamente due ragazzi al primo innamoramento. Più la storia prosegue e più ti vedo intento a coccolare i tuoi protagonisti. Molto dolce.
Ciao Cristiana! Non farti ingannare dalle mie derive romantiche… Fra qualche episodio la storia si trasformerà in un horror, slasher con derive splatter… Non mi venivano altri termini inglesi legati ai film dell’orrore! 😀 Ma sì dai, dai! In fondo sono uno sdolcinato incallito!
Grazie mille! ♥
Non è da tutti riuscire a far piangere una strega centenaria. 😅
Chissà cosa riserverà il futuro ai due.
Nadine è ancora una poppante! Ha solo 94 anni! Effettivamente non ha sbloccato moltissimi incantesimi dal suo Libro… 😀 Davide è diventato un Libro, quindi sta barando!
Il lato umano delle streghe 🙂 Forte questo episodio. Ci sarà del tenero tra i due?
In realtà è tutto un piano di Davide per creare il proprio gineceo di streghe. Ovviamente ci sarà un casting iniziale con i gatti che fanno da giudici su un bancone completo di golden buzzer… 😀
Grazie Francesco! E un vero piacere sapere che le mie storielle attirano la tua attenzione!
E’ sempre piacevole immergersi nella mente di un bravo ragazzo, ti circonda di tepore.
Povero Davide. Lui, voleva solo corteggiare la cassiera del self-service… E ora si ritrova circondato da streghe ultracentenarie bellissime.
Grazie Roberto! ♥
Molto piacevole anche questo episodio. La scena iniziale é perfetta. La madre che controlla i prodotti per l’igiene, molto realistica. L’intero racconto fa sorridere e trasmette un certo non so che di positivo.
Un abbraccio.
Ciao Emme! Oh, dimmelo se il nomignolo ti scoccia, non vorrei mai fare lo splendido e l’amicone quando in realtà ti rompo le scatole! 😀
A me piace l’idea che una storia trasmetta delle buone sensazioni, tieni presente che adoro anche spiazzare chi legge gettando i protagonisti nella fossa dei coccodrilli a dieta, circondati da leoni a digiuno… Quindi corri sempre il rischio di finire in mezzo a scene molto cruente per far crescere caratterialmente uno o più personaggi.
Sapere che le disavventure di Davide ti trasmettono una sana dose di buonumore, mi rende felice!
Grazie mille! ♥
Grazie a te Emy, per il buonumore che trasmetti.
Io apprezzo le sensazioni positive che dei tuoi racconti e, nel mio piccolo, cerco anch’io di fare altrettanto. Tra una riflessione seria e un sorriso, che potremmo suscitare, se fossi costretta a scegliere, direi un sorriso.
Se mi scoccia che tu mi chiami Emme? Sapessi quanto mi fa sorridere. Emme va bene, grazie e, se fosse possibile, tutta la vita.
” – Passami la tazza. – Disse, rivolgendosi a Nadine, invitandola a consegnargli il recipiente vuoto.”
La solita mossa di Davide: anche le streghe nemiche non sanno resistere alle tentazioni di gola e soprattutto alla dolcezza.
In realtà Davide è un marpione! Fa la parte dello sprovveduto… Secondo me il suo obiettivo è quello di crearsi un harem di streghette ultracentenarie con il corpo ringiovanito dalla magia. Vuoi mettere? 😀
L’ avevo sospettato.
Bellissime queste lezioni di magia, e vuoi vedere che Davide l’ha combinata proprio grossa ad aiutare il nemico? Adesso sono curiosa di sapere il seguito!
Mi hai fatto sorridere, mi hai ricordato le classiche scene in cui noi femminucce ci incazziamo nere, e voi ometti ve ne restate li candidi, a cadere dal cielo senza la minima idea di cosa potete aver fatto…certi meccanismi davvero sono universali, capitano pure agli stregoni 🤣
Ciao Dea! ♥ Alla fine le emozioni, gira e rigira, sono sempre quelle… ovviamente le sfaccettature variano da persona a persona. Le streghe vivono la loro sfera emotiva in modo leggermente alterato: hanno una durata della vita indefinita, sono praticamente sempre da sole e le poche che riescono ancora ad avere un minimo di vita sociale, sono forzate ad indossare una pesante maschera…
Così mi sono immaginato queste streghe terribilmente forti e potenti che di fronte ad un banale gesto di sincera gentilezza non sanno che pesci prendere. Nadine è una maga relativamente giovane ed inesperta, diciamo che ha un’età inferiore ai cento anni e quindi non ancora segnata da centinaia d’anni di solitudine, ma le emozioni belle e positive le vive in modo parecchio amplificato e poco controllabile.
Dai, potrebbe diventare una storia drammaticamente divertente.
Grazie mille Dea! ♥
“– Si è portata la mia maglietta preferita! – “
Quanta verità in questo finale😂
“– Sei uno scemo! – Sentenziò Lilith.”
Quanta giovane umanità in questo finale! 😂 Bravo Emiliano, sempre divertentissimo e accattivante. Ora la giovane maga è presa nella rete…
Ah! Ciao Giancarlo! Ma io direi che è più il giovane mago ad essere impigliato nelle maglie di una rete stesa in modo tale da sembrare una accogliente casetta di pan di zenzero decorato con la ghiaccia…
(Era da tempo che volevo usare la glassa reale da qualche parte! :D)
Grazie mille per essere passato da queste parti! ♥
E poi ti rivelo un segreto! Nadine ha ottantacinque anni all’incirca… Le streghe usano degli ottimi trucchi!
Oh ma la caratteristica delle donne è che anche da giovani hanno già abbastanza furbizia da rigirare i ragazzi come se ne avessero 85 di esperienza!