
Te ne andrai
Te ne andrai e di te non resterà altro che la mia solitudine.
Ti avrei seguito di notte per le strade innevate di Kyoto anche con le labbra blu dal freddo; non te ne saresti accorto, avresti continuato a parlare mentre la mia pelle si sgretolava. Tra le case di legno mi sarei persa e tu non m’avresti cercata; ti avrei ritrovato a fissare le stelle in cielo mentre io avrei seguito le orme dei tuoi passi. Avrei cercato la tua mano e il suo calore mi avrebbe riscaldata per l’inverno, ma tu l’avresti tenuta in tasca. Mi sarei sporcata d’inchiostro per scriverti ma tu non mi avresti letta. Avrei guardato la torre di Kyoto illuminarsi e il mio cuore sarebbe stato in pace ma tu l’avresti distratto, disturbato. Sarei rimasta sveglia la notte per fare mie le tue paure. Mi sarei vergognata per sentirmi così inadatta accanto a te e tu forse avresti sorriso, “non posso darti quello che cerchi”, ma io non lo voglio, non da te e la tua arroganza, il tuo orgoglio, la tua fama, la tua testardaggine; io voglio il tuo genio, la tua poesia, la tua letteratura, la tua paura. Mi sarei tagliata i polsi in una notte innevata di Kyoto, e tu, forse, per un momento, mi avresti amata.
Te ne andrai e inizierai un’altra vita, lontano. Cosa può l’amore contro la ricerca di un senso a questa vita? Te ne andrai per cercarlo negli occhi di un’altra, perché nei miei non hai trovato risposta. Non hai mai paura del dopo, sei sempre pronto per quello che verrà, io invece, sono incastrata nella neve, arriva fino al mio collo, fa freddo e non respiro; ti guardo sparire in lontananza e cerco di urlare ma la neve è ormai nei miei polmoni e brucia. La vita ti diverte, è un gioco e ti piace giocare, sei come un bambino: ti annoi in fretta, è ora di giocare a qualcos’altro. Sussurrami Prévert in una notte innevata di Kyoto, “Cet amour…” , e io mi sentirò morire un po’ più lentamente.
Te ne andrai e a me rimarrà solo la gioia di piangerti.
La bellezza del Giappone come mezzo per esplorare la complessità dell’esistenza umana e la sua continua lotta per trovare un equilibrio tra gli ideali elevati e la cruda realtà…..
Un potente simbolo della ricerca di significato in un mondo spesso caotico e incomprensibile…..
Un vero tocco d’artista….
Pour toi, pour moi et pour tous les autres qui je ne connais pas: reste là.
Purtroppo è solo poesia.
Nonostante il mio nome non sapevo che in Giappone nevicasse
Bene ma non benissimo ahahahha
Adoro questa atmosfera gelida e, allo stesso tempo, calda e avvolgente. Amo come delinei i sentimenti provati da una e la quasi totale indifferenza da parte dell’altro.
Una tristezza dolce che mi fa venir voglia di assaggiare una manciata di neve, aspettando l’alba e quel calore gentile dei primi raggi della nostra stella.
Ti ringrazio!
Sento la carica di Mishima, posso seguirti?
Si ma sono ancora lontana dal fare Seppuku incitando gli italiani alla insurrezione
Bello, intenso, profondo di sentimenti che arrivano dritti al cuore.
Grazie mille!
Poesia amarissima, eppure tanto pregna di un amore giovane e bello, da raddolcire l’animo.
Grazie davvero, Valeria, per aver condiviso questo scritto.
Contenta ti sia piaciuto!