Teatro Alpha

Arnaldo, una quotidianità fatta di pratiche e di scartoffie, come ama definirle. 

Un perenne bilanciamento fra la dedizione al proprio lavoro e l’irresistibile desiderio di una vita nuova, di qualcosa di straordinario che doni un colore diverso alla propria esistenza. 

Le ore della giornata tutte uguali nel loro scorrere, dalla mattina fino al momento in cui, uscendo dal lavoro, torna a casa per godersi il meritato riposo. 

Ma un giorno decide di uscire prima, di prendersi il tempo per una passeggiata fra le vie della sua città. Mentre passeggia e osserva quello che il ritmo sempre uguale delle sue giornate non gli ha mai permesso di apprezzare, nota un piccolo cartello, metallico, un po’ arrugginito e fuori moda appeso a un vecchio palo della luce. 

Sono presenti alcune scritte “Teatro Alpha, tornate qui domani pomeriggio e scoprirete che alcuni sogni possono diventare realtà”. Il resto è cancellato dal tempo e dalla ruggine, ma per Arnaldo questo è sufficiente a decidere di tornare lì il giorno dopo, facendo un altro strappo alla regola e sottraendosi nuovamente alla metodicità dei suoi ritmi quotidiani. 

Ed eccolo lì, di pomeriggio, attraversato da una strana e inspiegabile eccitazione davanti a quel cartello, come se stesso attendendo qualche mirabile accadimento. 

Sente una voce, si volta e nota avvicinarsi un uomo distinto con un cappello a cilindro che lo chiama per nome “Arnaldo, siamo qui, non avere timore. Siamo qui per te. Perché sappiamo cosa stai cercando”. 

Lui si avvicina e domanda “Chi siete ? Come fate a sapere il mio nome ?”. Non riceve risposta. Solo un cenno con le mani a chiedere di avvicinarsi ulteriormente. 

Una volta giunto molto vicino al misterioso individuo, Arnaldo si volta e, con stupore, si rende conto di non vedere più la sua città ma un grande palco con gente sorridente che applaude. Sta applaudendo lui. 

Il suo spettacolo. 

Il teatro della vita ha una nuova quinta ed è quella che lui aveva sempre desiderato. 

Non tornò più e nessuno lo vide più in città o al lavoro ma ogni anno, quando la compagnia del Teatro Alpha giunge puntuale, lui è con loro ad infondere a un’anima desiderosa di cambiamento il coraggio di chiudere il sipario dietro di sé.

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Commenti

  1. Isabella Sguazzardi

    Ciao Rossano,
    ho trovato nella semplicità della tua storia una forza prorompente nei sentimenti del protagonista. Il passaggio da una vita color ocra ad una vita dai mille colori è stata veramente delicato ma pieno di significato. Bravo.

  2. Raffaele Sesti

    Rossano che dire.. le prime righe del tuo racconto sembravano scritte su di me. Una storia quasi di redenzione nei confronti della vita che meritiamo di vivere lasciando perdere le imposizioni di una società che forse, si è spinta troppo oltre. Bellissimo il finale, con quelle parole “il coraggio di chiudere il sipario dietro di sé” colme di significato che terminano con quel dietro di sé che trabocca di verità… i sipari si chiudono davanti agli attori, ma qui è diverso, il sipario serve a nascondere e mai più ritornare, su di una parte di vita che il buon Arnaldo non si merita più di vivere.
    Alla prossima lettura.

    1. Rossano Baldin Post author

      Ciao Raffaele. Hai scritto bene. Una società che si è spinta oltre lasciando Arnaldo da solo. Ma una possibilità di cambiare gli è stata concessa ed è lui che, alla fine, va oltre superando le barriere che apparivano insormontabili. E, memore della sua vecchia vita che non è più, torna sempre per tendere la mano. Alla prossima

    1. Rossano Baldin Post author

      Un amico come Arnaldo può essere prezioso. Lo puoi incontrare una volta all’anno…ma porterà sempre qualcosa in dono per qualcuno

  3. Annalisa Santini

    Leggendo si prova una forte empatia per Arnaldo, con un finale che a leggerlo lascia un sorriso sul volto. Bravo, il testo scorrevole e mai noioso, hai dato una buona interpretazione ed il personaggio è stato caratterizzato perfettamente 🙂 Continua così.

    1. Rossano Baldin Post author

      Ti ringrazio per aver dedicato qualche minuto del tuo tempo alla storia di Arnaldo. E per aver sorriso un po’ con lui…:)