
Telefono erotico
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: Irina
- Episodio 10: La donna della domenica
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: Eugenia
- Episodio 10: A Casa di Loredana
- Episodio 1: Sull’autobus di notte
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Compongo il numero e attendo. So già cosa mi aspetta dall’altra parte. Non è una chiamata normale, di quelle che salvano una giornata di merda. È il tipo di chiamata che paghi per dimenticare per un po’ quanto fa schifo la tua vita.
«Pronto?» La mia voce esce più tesa di quanto vorrei, eppure c’è qualcosa di inevitabile in questo rituale.
«Ciao.» La voce di una donna, morbida e calda, scivola attraverso la linea come un sussurro. «Mi chiamo Samantha. E tu?»
«Rocco.» Il mio vero nome, ma in questo momento non importa.
«Cosa ti va di fare, Rocco?» La sua voce è una carezza, un invito a lasciarmi andare.
«Parlami di te, Samantha. Come sei?» La mia calma è solo apparente; sotto, c’è quell’eccitazione sottile che nasce dalla promessa di qualcosa di proibito.
«Sono alta, con i capelli lunghi e scuri.» Ogni parola è lenta, calibrata, come se mi stesse offrendo un assaggio che non potrò mai avere davvero. «Ho il seno pieno, rotondo… le mie labbra sono morbide, come seta. Ti piacciono le labbra morbide, Rocco?»
«Sì.» Chiudo gli occhi, immaginandola. Non la vedrò mai, ma è già così reale nella mia mente. «Continua.»
Il suo respiro cambia, diventa più pesante, più vicino. Sta entrando nel gioco.
«E tu, Rocco?» La sua voce è un gemito trattenuto. «Come sei? Cosa fai con quelle mani grandi che hai?»
Le immagini si formano spontanee, scure, sensuali. Abbasso la voce, il tono si fa più deciso. «Ti prendo per i capelli e ti tiro a me. Ti bacio, forte. Le mie mani scivolano sul tuo collo, lo stringo leggermente. Sento il tuo respiro accelerare. Ti piace?»
«Mi piace» sussurra, un tremito nella voce. «Dimmi, cosa fai dopo?»
«Le mie mani scendono» continuo, lasciando che le parole diventino carezze «lungo il tuo corpo. Accarezzo i tuoi seni, li stringo. Voglio sentire la tua pelle sotto le dita. Ti piace?»
«Sì, Rocco» risponde, con un gemito sommesso. «Toccami ovunque.»
I confini della fantasia si dissolvono. Non è solo sesso. È un gioco di intimità che va oltre le parole, oltre le immagini che ci scambiamo.
«Dimmi di più, Samantha» le chiedo, la voce ora un comando soffice. «Cosa vuoi?»
C’è una pausa dall’altra parte della linea, un silenzio che sembra improvvisamente troppo reale. Quando riprende a parlare, la sua voce è diversa, più fragile. «Voglio sentirmi viva, Rocco. Voglio qualcosa che mi faccia dimenticare tutto: il dolore, la solitudine.»
Le sue parole mi colpiscono come uno schiaffo, rivelando un’umanità che non mi aspettavo. Rimango in silenzio, cercando di dare un senso a quello che sento.
«E tu, Rocco?» mi chiede. Ora è lei a scavare. «Cosa vuoi davvero?»
Esito, il cuore che batte più forte. Quando parlo, la sincerità delle mie parole mi sorprende. «Voglio smettere di sentirmi vuoto. Voglio smettere di fingere che questo sia abbastanza.»
La linea si riempie di silenzio, ma non è imbarazzo. È qualcosa di diverso, qualcosa che ci unisce. Siamo due estranei, ma in quel momento sembra che ci conosciamo da sempre.
«Rocco» sussurra, quasi un soffio, «fammi sentire di nuovo.»
Il desiderio ritorna, ma è diverso, più intimo. La mia voce si ammorbidisce, diventando un sussurro dolce. «Ti bacio. Forte. Ti stringo a me. Voglio che tu sappia che sei reale, che sei viva.»
Lei geme, un suono che è piacere e dolore insieme. «Toccami, Rocco. Fammi sentire.»
E così faccio. Le mie parole si trasformano in mani che esplorano il suo corpo, in carezze che scivolano sulla pelle di una donna che non vedrò mai. Le sue risposte diventano sempre più intense, i gemiti più urgenti, fino a quando, finalmente, tutto si dissolve in un piacere che attraversa la linea e ci avvolge entrambi.
Quando finisce, rimaniamo in silenzio. Un silenzio denso, quasi sacro, che dice tutto ciò che non abbiamo bisogno di dire.
«Rocco» mormora infine, la voce stanca ma soddisfatta, «Grazie.»
Sorrido, anche se lei non può vederlo. «Grazie a te, Samantha.»
La chiamata si interrompe, lasciandomi solo nel mio appartamento. Fuori, la pioggia continua a cadere. Eppure, per un momento, un fugace momento, non mi sento più così solo.
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: Irina
- Episodio 10: La donna della domenica
Anche questo episodio non mi ha deluso. La scrittura è fluida, intensa e carica di sensualità, senza mai scadere nella volgarità. Ogni parola è calibrata con attenzione, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. C’è una profondità emotiva che va oltre il semplice erotismo, toccando temi come la solitudine e il bisogno di connessione. Un testo che riesce a essere sensuale e allo stesso tempo malinconico, capace di lasciare un segno nel lettore. Bravo, davvero!!!
Un racconto intimo che affronta le umiliazioni, le paure e le ossessioni dello scoprirsi soli……con la speranza che rivelare significhi talvolta anche curare….perchè la solitudine è un posto molto affollato….
Una telefonata che inizia senza preliminari, esattamente come deve essere in una situazione di questo tipo. Avresti potuto ‘sbagliare’ facilmente, con un condimento di smancerie inutili e, invece, non lo hai fatto. Quello che sei riuscito a fare, invece, è dare umanità a storie fin troppe volte date per scontate e demonizzate, giudicate. Leggendo questo racconto si percepisce anche una sorta di dolcezza e intimità, come fosse un rapporto realmente consumato.