Terra^2

Serie: VIA LATTEA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Aurora torna su Orion al termine della sua prima missione sulla Terra.

“…e alla guerra ci pensano le donne.” Aristofane, Lisistrata.

«Buongiorno Direttore, come va?»

«Salve Aurora, ti sei ripresa?»

«Sto benissimo e non vedo l’ora di rimettermi in azione.»

«Mi fa piacere, ma devo confermarti che non ci sono in programma missioni sulla Terra, dal momento che i dati raccolti hanno confermato la potenziale ostilità e il fatto che non rappresenti un pericolo per l’immediato futuro. Ci sono programmi di classificazione specie su pianeti tranquilli e accoglienti, ci hai dato un’occhiata?»

«Veramente, sono impegnata in un nuovo progetto, su cui ho scritto una relazione: si tratta di due pianeti del distretto recentemente scoperti, ridotti ad un deserto radioattivo dalla loro stessa popolazione. Nella stessa relazione, evidenzio come sia di interesse scientifico approfondire le indagini su un pianeta vicino, la Terra appunto, il quale sembra essere prossimo allo stesso destino. Vorrei studiare il meccanismo che porta a questi eventi e, nel caso sia possibile, proporre interventi mirati, atti ad evitare che accadano. Cosa ne pensa? Sono anche disposta a presentarla io stessa al Ministero, se ritiene.»

Sospirò. «Devi capire che ci sono anche alti costi di sicurezza. Pensa se dovesse scoppiare un conflitto nucleare finché sarete lì.»

«Sarete?»

«Se verrà messa in programma e approvata una missione del genere, di sicuro non ti ci mando da sola. Potrebbe essere necessario intervenire per un salvataggio in rapidità e potremmo essere anche costretti ad esporci.»

Si girò verso il monitor del computer, pensieroso.

«Guardi, Capo, che i terrestri vedono UFO tutti i giorni. Uno in più o uno in meno…»

«Il Direttore aggrottò le folte sopracciglia orioniane e si girò: «Questa battuta faccio finta di non averla sentita, dottoressa.»

Sospirò di nuovo, più profondamente. «Dammi un po’ di tempo per leggere questa relazione. Cerca di pensare a qualcos’altro, nel frattempo.»

***

Quella notte, su un volo di linea comparvero improvvisamente due passeggeri in più. Qualcuno giurò di aver visto delle strane luci sopra l’ala dell’aereo, prima di addormentarsi. A qualcuno sembrava che quei due posti fossero liberi al momento del decollo da Toronto. Ma il passaporto giapponese di Aline e quello italiano di Aurora erano perfetti, le carte d’imbarco regolarmente registrate e i bagagli sistemati negli appositi alloggiamenti.

«Guardiamo un film?» disse Aurora, sbadigliando.

«Non ci credo ancora che siamo qui. Lasciami dormire» rispose Aline, assonnata.

«Benvenuti all’Aeroporto Internazionale di Roma Fiumicino. Sono le 7:45 ora locale, la temperatura esterna è di ventisei gradi centigradi…»

«Andiamo al terminal A per la coincidenza» disse Aline dopo aver studiato il tabellone con gli orari.

«Scusami, c’è una cosa che dobbiamo fare assolutamente, prima.»

«Cioè?»

«Seguimi.»

«Due caffè, per favore.»

Dopo aver bevuto il primo sorso, Aurora si soffermò ad ammirare la tazzina, in estasi.

«Non credo esista una cosa più buona in tutto l’universo.»

«Esagerata» Aline scuoteva la testa, perplessa. Al barista: «La mia amica è stanca, abbiamo fatto un lungo viaggio.»

«Sa quanti ne vedo fare così, quando tornano?»

Continua...

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