Thanos

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il poltergeist è un fenomeno mai accertato scientificamente, causato dalla presenza di uno spirito rumoroso che sposta oggetti, fa cadere quadri, genera colpi su porte e pareti e ha una durata limitata nel tempo.

Quando ritornò in se, non si rese subito conto di avere una mobilità leggermente ridotta.

Davide ricordava un lieve malessere e una sensazione di vertigine. Ma non poteva permettersi di star male, soprattutto durante il sottocosto! Provò a vedere se per caso fosse caduto a terra battendo la testa… Mancava solo un vistoso bernoccolo che i clienti avrebbero fissato ipnotizzati.

Non sentiva più le braccia! E neanche il collo o il busto! Il panico iniziò a far breccia, come un punteruolo spaccaghiaccio su quella delicata lastra gelata che era diventata la sua coscienza.

– Oh! Guarda chi si è risvegliato! Ben tornato tra di noi tonto! – Sembrava la voce di Luca Ward, il doppiatore di molti dei suoi film preferiti. Provò a girarsi, non ci riuscì. Si accorse inoltre che la sua vista aveva qualcosa di strano, sembrava avesse una specie di filtro rosso e… il campo visivo! Era decisamente più ampio! O almeno non ricordava di poter vedere anche ciò che stava dietro. Lo spaccaghiaccio aveva velocemente aperto un bel tunnel a tre corsie. Cercò di agitarsi violentemente per provare a capire cosa stesse accadendo. Si udirono dei colpi simili al suono di un secchio percosso con un bastone.

– Guardalo! Crede ancora di avere un corpo! AH! Chi è che glielo dice? – Questa era la voce di Timmy? Cercò di concentrare la sua attenzione su quel campo visivo enorme, rendendosi conto di essere in cucina circondato dai suoi gatti, stranamente composti e attenti…

Ehy! I miei micioni! Amori miei! Tranquilli sono qui.

Provò ad accarezzare Mizu, il piccoletto nero. Vide che il mocio che utilizzava, raramente, per pulire a terra si sollevò verso il gattino, che si allontanò di qualche passo.

– Non vorrai accarezzarmi con quella roba schifosa! – Davide sentì di nuovo Timmy Turner. Guardò il televisore alle sue spalle, era spento. Quella strana visione a 360° cominciava ad avere un senso.

– Guarda che adesso non hai più il tuo corpo! – Davide provò a spostarsi verso la voce del gladiatore. Udì ancora una volta il rumore di un secchio che sbatteva e anche un altro suono: quello di carta strusciata.

Si ricordò dello specchio appeso alla parete accanto alla porta che dava sul balconcino: era uno di quelli alti e sottili con una cornice di plastica bianca e gli rimandava una strana immagine: il carrello piattaforma grigio che solitamente lui utilizzava per portare pesi eccessivi senza fare troppi sforzi con sopra  poggiato il sacco della lettiera appena comprato, di un rosa squillante; il mocio lavapavimenti era poggiato a destra e la scopa a sinistra, la paletta per raccogliere la polvere serviva da base per il sacco di bentonite aromatizzata e fungeva da collo per il secchio, a base rettangolare, rosso fuoco su cui era stata scarabocchiata malamente una specie di faccia sbilenca, ma sorridente.

– Preparatevi alla crisi isterica. – La voce di un altro cartone animato, questa volta femminile… Davide visualizzò la bellissima aliena in bikini tigrato che suo fratello maggiore gli faceva vedere da piccolissimo, Lamù!

– Io mi allontano, non vorrei mai ricevere un colpo di scopa in faccia a mezzanotte e un quarto! – Due gatti arretrarono di un paio di passi.

Davide notò che il riflesso allo specchio di quel fantoccio aberrante si stava muovendo, pensò di sollevare nuovamente la mano per portarla al mento in modo da coadiuvare il ragionamento e notò che la scopa, con quelle belle setole color blu elettrico, si era mossa sollevandosi. Concentrò la sua attenzione sul secchio, questo si mosse, puntando quegli occhi, disegnati approssimativamente, direttamente nel suo animo e facendo esplodere un moto di panico e terrore che non trovava paragoni recenti.

Dalla finestra di fronte un ragazzino delle medie armato di binocolo, nuovo di zecca, spiava le tapparelle dei vicini nella vana speranza di riuscire a beccare un cambio d’abito femminile, uno spogliarello improvvisato o comunque qualcosa di eccitante. Vide del movimento in una delle finestre illuminate del palazzo di fronte. Quando puntò il cannocchiale notò qualcosa di molto poco eccitante: un secchio con tanto di mocio e scopa che si agitavano roteando e sbattendo in giro per la cucina, con dei gatti che scappavano in preda al panico.

– Un poltergeist! – Si disse con un brivido che correva lungo la schiena facendogli rizzare i peli delle braccia e della nuca. Chiuse velocemente la finestra, abbasso la tapparella e andò nel suo lettino, coprendosi con le coperte fin sulla testa.

Davide stava urlando con tutta la forza che aveva, ma non essendoci polmoni che spingevano l’aria o corde vocali che vibravano per produrre i suoni, ciò che si udiva era solo il rumore di mocio e scopa che battevano furiosamente sul tavolo, contro la finestra e facendo cadere bottiglie e bicchieri dal piano di lavoro.

– Ehy! Idiota! Non serve che urli così! Noi ti sentiamo benissimo! –
La voce di Massimo Decimo Meridio era seria e imperiosa, anche se mascherava dell’ansia. Davide fermò il suo roteare di setole e mop in microfibra.

Perché sento la voce del gladiatore? Che cazzo sta succedendo?

Il secchiello si muoveva eseguendo una strana imitazione dei singulti di un pianto disperato.

– Oh, scemotto! Guarda che hai appena perso la vita! Sei morto! Ma noi ti abbiamo salvato legandoti al secchio! Ora potrai tornare a portarci il cibo che ci piace! – Lamù aveva quella voce tanto graffiata quanto provocante.

Non capisco da dove arrivano queste voci. Non capisco cosa mi sta capitando. Mi sento strano!

– Devi abituartici! Questo sarà il tuo nuovo corpo! Siamo stati bravi, no? Io ho fatto la faccia. Sai quando mi prendi in braccio e mi strofino con la testa sulla tua? Ecco ti ho fatto con quella espressione lì! – Le parole di Lamù richiamarono nella mente di Davide una chiara immagine della gattina bianca e rossa a pelo lungo che dava ogni volta delle sonore testate quando saliva sulla sua spalla ed era in vena di coccole.

Kira? Hai la voce di Lamù? Kira! Cosa… Come? Che mi è capitato?

– Ancora? Non hai capito che sei morto? MO-RTO! Stecchito! E se non ci vai a prendere del cibo decente, saremo morti anche noi! – Timmy Turner… Chi poteva avere la voce di…

Mizu? Sei tu con questa voce?

Il secchio roteò verso sinistra e l’attenzione di Davide si focalizzò sul gattino nero seduto composto che guardava con la testa piegata di lato.

– Non so che voce senti tu, io miagolo come al solito! – Disse il micio muovendo la bocca in un modo strano… Era come se ci fosse un interprete che doppiava nella saletta di regia di uno studio televisivo.

– È l’incantesimo che ti lega a noi! Serve che tu ci capisca per poter obbedire agli ordini. E per questo tu percepisci i nostri miagolii come voci che hai già sentito e a cui sei affezionato, classificandole mentalmente come versi familiari e rassicuranti. – Era una voce che non conosceva, ma sembrava sapere meglio degli altri ciò che stava passando il povero Davide.

– Noi sentiamo te come un gatto, un gatto straniero… Con un accento buffo cioè… – Davide si guardò intorno spostando il secchio infilato sulla paletta ed individuò la sua bellissima Lilith che era appena entrata in cucina dalla porta spalancata.

Lily! Perchè le mie mani sono il mocio e la scopa? Sto sognando, no? Sono crollato sul letto mentre mi vestivo e questo è un sogno, un sogno stranissimo!

– No Davide. Sei davvero morto! Il tuo cadavere e in camera da letto. E non c’era abbastanza tempo per pensare a una versione migliore del tuo corpo sostitutivo. – Gli occhi verdi di Lilith fissavano quelli strampalati del secchio.

Ma quale corpo sostititutivo? Sono un secchio con un sacco sotto!

– Sì, ma ti somiglia tantissimo! L’ho fatto io a memoria! – Kira era salita sul carrello e stava strusciandosi sul sacco della lettiera.

Amore mio! La mia Kirocciola!

Davide, in un moto di affetto, provò ad accarezzarla, ma la mobilità era complicata oltre che essere limitata! I bastoni dei due utensili non avevano gomiti e non potevano piegarsi. Riusciva solamente a sollevarli, abbassarli e una volta superato il bordo del secchio poteva addirittura ruotarli, ma non di molto, le braccia in acciaio del carrello permettavano un angolo di rotazione ristretto.

Lilith! Non posso andare avanti conciato così! Sei tu quella in grado di fare queste cose? Non puoi rimettermi nel mio corpo?

Davide sentiva la necessità di svegliarsi, di ritornare alla sua realtà conosciuta.

– Sei morto! I morti non si possono rianimare! Quello che sei adesso si chiama golem! I golem non hanno un anima, così ho pensato di legare la tua al nostro fantoccio. Per questo motivo sai chi sei e hai memoria di ciò che eri. – Lilith aveva un modo di spiegare le cose chiaro, ma spietato.

Per potervi prendere il cibo devo avere un aspetto umano! Così non posso fare assolutamente niente!

– Con uno di quei giacconi pesanti addosso? Puoi travestirti con l’impermeabile lungo! – Mizu non aveva ben chiaro il concetto di forma umana.

Si udì il classico rumore che fa un secchio frustrato e sconsolato: tup! Tup!

Serie: Wiccats.


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Discussioni

    1. Il bello è che le voci dei miei gatti reali me le immagino più o meno simili tranne quella di Luca Ward… Il mio gattone anziano in realtà ha la voce di Gianny Musy… 😀
      Grazie mille Mary! Mi piace tantissimo sapere che scrivo cose che fanno sorridere! ♥

  1. Povero Davide, non è neanche riuscito a godersi il suo meritato appuntamento con Lory! Fantastiche le voci dei gattini, così come tutto il resto. Del rumore che fa un secchio sconsolato non ne avevo idea, ma è assolutamente credibile😂Molto bravo!

    1. Ma grazie Melania! Guarda che ho passato una serata a far muovere un secchio rosso poggiato al contrario sul manico di una paletta per raccogliere la polvere… Ed è venuto fuori quel fonosimbolo. O almeno nella mia testa è quello il suono che sento!
      Ti ringrazio davvero tanto per essere passata a vedere come stava Davide! ♥

  2. Cristiana parla di fumetti e a me sembra invece buono per la sceneggiatura di un film. In ogni caso questo tuo racconto folle è cosi’ ben riuscito che vediamo le scene descritte. C’è dietro tanto lavoro e si vede.

    1. Ciao Francesco! Ma grazie! Immaginare una sceneggiatura per una serie su Netflix o su Disney sarebbe tipo il sogno erotico più spinto ed eccitante mai sognato, ma sai per ora è davvero appagante sapere che degli scrittori che amo ed ammiro tantissimo, leggano ciò che scrivo e ne apprezzino lo trama.
      Purtroppo sto facendo dei salti mortali per poter tornare a disegnare e questo sarà un periodo dove non potrò essere molto presente sulla piattaforma, proprio per mancanza fisica di tempo. Spero di riuscire a superare tutto presto e tornare così a leggere e scrivere e… dormire come un tempo!

  3. Come ha scritto Cristiana, questa serie avrebbe bisogno di essere tramutata in un fumetto! 😁
    Comunque, anatemi a parte verso quei due ladri, mi è piaciuto davvero tanto.
    L’idea di trasformare Davide in un mocio con secchio è stata formidabile! 😄

    1. Ciao Giuseppe! Ma grazie mille del tuo tempo! Che figata sarebbe riuscire a trasformarlo in un bel fumetto! Ci perderei una marea di tempo! Raccontare una storia attraverso i disegni racchiusi in vignette è particolarmente impegnativa come attività, servirebbe uno studio e una cura nei dettagli che necessiterebbero di una giornata fatta almeno di 96 ore… Però sarebbe una magnifica sfida!

  4. Un morto attaccato a un secchio, gatti, cartoni animati, doppiatori famosi. Ci sono tutti gli ingredienti per divertirsi. Sai cosa manca? Mancano le illustrazioni, i disegnetti come dice Zero Calcare. Io ti invito ad aggiornare il librick e ad inserirne qualcuno, che ne dici? 😊

    1. Ciao Cristiana! Llo dici a me? Che sto davvero girando lo chignon per trovare la combinazione in grado di aprire lo sgrigno dei tesori e poter riacquistare tablet e penna per tornare a disegnare! 😊
      Ho iniziato un po’ più di una settimana fa un secondo lavoro così nel giro di due o tre stipendi posso tornare a disegnare! Sperando di non finire come Davide! 😂
      Grazie mille Cristiana! ♥

    2. Ciao Cristiana! Lo dici a me? Che mi sto davvero girando lo chignon per trovare la combinazione in grado di aprire lo sgrigno dei tesori e poter riacquistare tablet e penna per tornare a disegnare! 😊
      Ho iniziato un po’ più di una settimana fa un secondo lavoro così nel giro di due o tre stipendi posso tornare a scarabocchiare! e ad aggiornare tutti i racconti Sperando di non finire come Davide! 😂
      Grazie mille Cristiana! ♥

  5. Un’altra storia divertentissima e dal soggetto decisamente accattivante. Hai un talento notevole, questo l’ho già detto. Qui mi fermo, altrimenti questo commento finirà per assomigliare ad un commento da social, ed io non voglio. Ma mi è piaciuto. La mia gatta ringrazia: è passata dall’altra parte nel 2016 ma torna spesso a vedere come sto. Qualche volta mi parla con la voce di Charlize Teron in The Old Guard.

    1. Giancarlo! Ma può farmi solo un enorme piacere sapere che le sciocchezze che scrivo siano piacevoli da leggere. Ho sempre il dubbio di esagerare o varcare un qualche limite che non considero tale e fare pasticci per la mia poca dimestichezza con gli intrecci di trama e la gestione dei personaggi… Per quanto riguarda i gatt, io ho una predilezione per queste creature demoniache. E prendendomi cura di una piccola colonia di randagi poco lontano da casa, ogni volta che ne viene a mancare uno, pur non vivendoci accanto, per me è una sofferenza terrificante! Infatti questo racconto è dedicato alla micia più bella che ho avuto il privilegio di “servire e riverire”: Kira. Per questo motivo mi pioace immaginare che loro sappiano molto più di quanto noi crediamo. ♥

  6. “Si udì il classico rumore che fa un secchio frustrato e sconsolato: tup! Tup!”
    Avevo già notato che, oltre ad essere un bravissimo illustratore per i tuoi scritti, sei anche un… discreto rumorista!😂

  7. Molto divertente. Non saprei dire se Davide fosse piu`simpatico da vivo o come appare da morto. Di sicuro non capita spesso che un morto mi faccia ridere.
    Efficace anche la scelta dei nomi per i gatti di questa serie.
    Irresistibile la foto del gattino nero. E… adoro voce di Luca Ward.

    1. Emme, Davide deve ancora rendersi conto di essere stato assassinato dai suoi adorati mici!Io non ho idea se questa serie si strasformerà in uno slasher cruento… Ma sono contento che, per ora, ti stia divertendo. ♥