The Big Cliente!
“Beh, Giorgio, ci siamo? Sei carico? Ma dov’è la cravatta?”
“Sì, capo! Sai che la cravatta non la indosso, comunque, sono carico, anche se non ho dormito per finire ‘ste slide!”
“Eh, lo so, ma tu hai 26 anni, sei giovane! Ma questa è una tremendous opportunity! Questi sganciano il cash!”
“Ma perché parlì così?” disse Giorgio.
“Beh, questi sono americani…”
“Ok, ma capiscono l’italiano, no?”
Il capo non fece in tempo a rispondere, furono interrotti dall’addetto alla reception “Prego, signori, potete accomodarvi al terzo piano sala Boston. Questi sono i vostri badge.”. I due si diressero verso la sala riunioni che era ancora vuota, Giorgio collegò il pc al monitor ed era pronto a partire con la sua presentazione. Stettero a rigirarsi i pollici per oltre 20 minuti, poi, alla fine, il Big Boss e due suoi Minion entrarono nella sala riunioni. Si strinsero la mano (anche se il Big Boss aveva lasciato la mano molle) e si presentarono con nomi e ruoli.
“Scusate il ritardo. Ci siamo permessi di ordinare il pranzo anche per voi!” disse uno dei due Minion.
“Nessun problema e grazie per il pranzo! Allora, Giorgio, cominciamo?”
“Certo, datemi un attimo per riprendere la presentazione!”
In quell’istante, il Big Boss ricevette una telefonata e non esitò a rispondere, dopo quasi 5 minuti di attesa ripose il telefono sul tavolo e chiese di cominciare. Giorgio guardò il suo capo, che gli fece cenno di partire.
“Bene, noi come azienda vantiamo collaborazioni con bla bla bla, poi siamo localizzati bla bla bla” mentre il Big Boss rispondeva alle mail dal cellulare. Uno dei Minion guardò il suo Boss, poi sollevò la mano chiedendo a Giorgio di stopparsi, si girò verso il capo di Giorgio e gli chiese “Questa parte possiamo saltarla? Vorremmo sapere come potete aiutarci nella nostra trasformazione digitale!”
“Direi di sì, Giorgio, passa avanti!” disse il capo.
“Ok, avevamo impostato la discussione in maniera un po’ diversa, ma ci adeguiamo! Ecco, partirei da qui. Allora, presso altri clienti nel vostro settore abbiamo realizzato delle soluzioni basate su bla bla bla lavorando in modalità agile e bla bla bla”
Il secondo Minion sollevò la mano, si girò verso il capo di Giorgio e gli disse “Noi non siamo altri player del mercato, noi siamo noi, siamo una realtà multinazionale con oltre 50.000 dipendenti, avete qualcosa di specifico per noi?”
“Beh, abbiamo un piano d’azione con delle macro fasi…” disse il capo.
“Va bene, vediamolo un attimo!” disse il Big Boss.
Giorgio proiettò la slide del piano, il Big Boss la guardò e disse “C’è qualcosa di più dettagliato? Questo piano è troppo generico. Non c’è un singolo aspetto che sia calato sulla nostra realtà…”
“Beh, la prima fase, infatti, sarebbe quella di valutazione dei vostri sistemi e di definizione di cosa…” disse Giorgio
“Vi abbiamo fornito diversa documentazione, avete avuto 2 mesi di tempo per analizzare…” disse il primo Minion, mentre il Big Boss che era stato avvisato dell’arrivo del pranzo si diresse verso Giorgio e disse “Scusa, potresti andare a prendere il pranzo in reception?”
Giorgio guardò il suo capo che gli fece cenno di andare, così uscì dalla stanza. Il silenzio fu rotto dalle urla del Big Boss e dal capo che diceva che gli aveva portato un ragazzino, inesperto, che si apsettava molto di più, poi Giorgio, arrivato agli ascensori non sentì più nulla. Arrivò in reception, il fattorino lo attendeva con dei grandi cartoni per la pizza.
“Sono 83 euro!”
“Ma non è già stato pagato?” disse Giorgio
“E direi di no!”
Parecchio indispettito, prese 85 euro dal portafogli e li diede al fattorino.
“Beh, arrivederci e grazie!”
“Oh, il resto?”
“Eh no, sull’ordine c’era scritto importo esatto! Il resto è mancia…”
“Sparisci, prima che mi sfoghi con te…” disse Giorgio infuriato, ma il fattorino era già andato via.
Ritornò al terzo piano, entrò nella stanza, non si sentivano più urla, appoggiò le pizze sul tavolo.
“Oh, eccoti! Il Big Boss ci ha dato diversi feedback e la possibilità di sistemare le slide e presentarle domani mattina presto! Dopo pranzo ci mettiamo e le finalizziamo, ok?”
“Ma adesso mangiamo!” disse il Big Boss che aprì la prima scatola di pizza gigante.
“Ok un cazzo!” disse Giorgio “E va bene che arrivi in ritardo, e va bene la mano molle, e va bene che ti leggi le mail, e vanno bene gli scagnozzi che non capiscono una fava, e va bene pure che mi mandi a prendere e pagare il pranzo, ma la pizza con l’ananas ce la dai a quella buttanazza di tua sorella!”
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Ciao Vincenzo, i tuoi racconti portano sempre un sorrisone a 32 denti! Hai saputo dare accento all’ironia descrivendo una scena che fa parte di una quotidianità che ha del tragicomico
Grazie mille, troppo buona!
“a la pizza con l’ananas ce la dai a quella buttanazza di tua sorella!””
Non piace nemmeno a me! 😂
“Ma questa è una tremendous opportunity! Questi sganciano il cash!””
Molto “cumenda” 😂 😂 😂
Ben scritto, e tragicomicamente verosimile! Anche se trattandosi di un racconto umoristico certe situazioni sono volutamente caricaturali, quindi spinte un po’ all’eccesso, non è che discostino però così tanto dalla realtà.
Il finale è un capolavoro. WE ARE GIORGIO! 😀
Ciao Vincenzo, finale divertente con sfogo legittimo. Rivendo nella tua storia alcuni drammi da ufficio, non rari nel mondi della consulenza aziendale. Il tuo LibriCK mi ha fatto sorridere, buona giornata! 😃
““Ma perché parlì così?” disse Giorgio”
Mamma mia quanti ne conosco che parlano con questo slang manageriale da Yuppies…che tenerezza 😃
@tiziano-pitisci , dobbiamo deployare al più preso il plan su tutte le sedi. Ho chiesto a tizio di aiutarci perchè è assolutamente skillato. L’ho brieffato stamattina e adesso è sul pezzo…
ahhahaha…faccio un job e poi ti chiamo 🙂
Grande Vincenzo, mi ha fatto proprio ridere il tuo finale. Ottima descrizione dell’aumento di tensione e frustrazione. Tutta l’italia è con Giorgio
“o bene gli scagnozzi che non capiscono una fava, e va bene pure che mi mandi a prendere e pagare il pranzo, ma la pizza con l’ananas ce la dai a quella buttanazza di tua sorella!””
Mi ha fatto ridere
Severo ma giusto