
Toc-Toc
Serie: Il Piano
- Episodio 1: Toc-Toc
- Episodio 2: Legami familiari – Epilogo
- Episodio 3: Un nuovo lavoro
- Episodio 4: Preparativi
- Episodio 5: Assalto
- Episodio 6: Contrattacco
STAGIONE 1
Gloria era una donna tutta d’un pezzo. Buona parte della sua vita spesa a fare il lavoro che poi ci ha insegnato. Aveva anche lei i nostri poteri, e grazie a questo, riuscimmo a scoprire molto sul loro funzionamento e sui limiti. Quello più difficile da superare è la resistenza, solo dopo molto allenamento si può riuscire a saltare una decina di volte senza perdere i sensi. Tuttavia scoprimmo, grazie a Gloria, che con l’avanzare dell’età ci si stanca molto meno, ma ci si teletrasporta in giro per il mondo senza volerlo. Ce ne accorgemmo una volta che Gloria scomparve nel bel mezzo di un lavoro. Quando ricomparve, dopo qualche minuto, ci disse di essere finita in un mercato indiano. All’epoca aveva poco meno di sessant’anni. Per fortuna, negli ultimi dieci anni abbiamo imparato a conviverci e lei continua ad aiutarci. Non ci pensò due volte a legare su una sedia del salotto il tizio dell’elicottero catturato da Pete poco prima, e neanche a svegliarlo con uno schiaffone. Quello aprì gli occhi stordito e cominciò a guardarsi attorno terrorizzato.
“Vedo che sei ancora vivo” dissi avvicinandomi “ora dipende solo da te per quanto tempo ancora.”
“Come faccio ad essere qui? Ricordo solo che quel tizio lì ha ucciso tutti sull’elicottero e mi ha dato un pugno in faccia mentre pilotavo” disse il nostro ostaggio indicando Pete con gli occhi.
“Ritieniti fortunato, avrei potuto scegliere qualcun altro” rispose lui sorridendo.
“Bene, ora che sappiamo tutti com’è andata, potresti dirci come ci avete trovato” dissi stringendo le guance del pilota con la mano.
“Io non vi dirò proprio niente, tanto mi ucciderete come avete fatto con gli altri.”
“Intanto, è stato lui a far fuori l’equipaggio, non io. Di me puoi fidarti, potrei anche lasciarti andare” dissi sorridendo.
“Ma mi hai minacciato poco fa! E comunque ho una capsula di cianuro in un molare, posso dirvi addio quando voglio!”
Pete si avvicinò a grandi passi e gli assestò un destro facendogli perdere i sensi.
“Vai a prendere una pinza mentre capisco quale dente devo strappargli” disse Pete mentre cominciava a giocare al dentista.
Andai in cucina e aprii il cassetto degli attrezzi, rovistai un po’, e dopo averla trovata, la lanciai a Pete.
“L’hai trovato?” chiese Gloria sporgendosi verso la bocca del pilota.
Pete strappò la capsula facendo attenzione a non romperla e il paziente cominciò ad urlare.
“Avresti potuto utilizzarla prima ed evitare tutta questa sceneggiata” disse Pete puntandogli addosso la pinza.
“Io non voglio morire” disse lui.
“Vedo che sei saggio” dissi avvicinandomi nuovamente “ora parla.”
“Qualche giorno fa delle telecamere hanno ripreso quello lì in un negozio a comprarsi un barbecue” disse il pilota indicando Pete con la testa.
Gloria, che aveva recuperato il bastone, lo colpì subito sulla testa.
“Dannato idiota!” tuonò mentre provava a colpirlo a ritmo con le parole “dovevi – stare – qua – den-tro!”
“Che potevo saperne che avrebbero spiato tutte le dannate telecamere del paese!”
In effetti ci eravamo messi contro non solo i due pezzi grossi del lavoro fallito, ma anche l’organizzazione di mio fratello. Era un sicario anche lui, ma da qualche anno aveva messo insieme un mini-esercito di mercenari che interveniva su qualsiasi campo di battaglia. Eravamo entrambi degli assassini, con la differenza che quelli come me danno la caccia a quelli come lui. I nostri obiettivi erano dittatori, signori della guerra e qualche altro spietato figlio di puttana, e mio fratello Tom rientrava pienamente in questa categoria.
“Dobbiamo andarcene” dissi guardando prima Gloria e poi Pete.
“Probabilmente stanno già venendo a farci saltare in aria” disse il pilota.
“Esattamente uno dei motivi per andarcene” dissi ricambiando il suo sguardo speranzoso “e non dare così per scontato che ti lasciamo andare così facilmente.”
“Se sanno che siete qui, vuol dire che sono saltati anche tutti i miei altri rifugi” disse Gloria con tono serio “almeno tutti quelli che ho messo a disposizione ad idioti come voi.”
“Allora quando ci porti via?” le chiese Pete.
“Tu!” tuonò Gloria indicando il pilota col bastone “quanti altri di voi sono pronti a venire qui?”
“U-un altro elicottero e tre squadre di terra” rispose, sicuramente intimorito dal bastone.
“Se mi stai mentendo, ti picchio fino a sfondarti il cranio” Gloria andò verso il frigorifero della cucina e allungò un braccio dietro di esso cercando qualcosa “bene, sono ancora qui. Ragazzi, spostate questo coso e prendete quello che c’è dietro.”
Eseguimmo gli ordini e, dopo aver spostato il frigorifero, staccammo un lungo borsone dal retro e lo aprimmo. Sembrava di essere tornati bambini a vedere i nostri vecchi giocattoli. C’erano due fucili d’assalto modificati, un vecchio lanciagranate e le rispettive scatole di munizioni. Mentre armavamo il nostro arsenale, udimmo il rumore di un altro elicottero mentre ci sorvolava.
“Lo prendo io questo qui, tu salta nel bosco e cerca di prenderli di sorpresa” dissi a Pete mentre uscivo di casa impugnando il fucile.
Non appena misi piede fuori, il portico venne raggiunto da una raffica di mitra proveniente dall’elicottero. Mi lanciai verso l’interno della casa e rimasi a terra mentre i proiettili perforavano le mura. Mi guardai attorno e vidi Gloria riparata dietro il bancone della cucina, mentre il pilota giaceva sulla sedia ricoperto di buchi. Avrei davvero voluto lasciato andare. Non appena cessarono il fuoco, recuperai il lanciagranate dal borsone sul pavimento. Sentii l’elicottero farsi più vicino, probabilmente l’equipaggio sarebbe sceso per aggiungersi agli altri mercenari nel bosco. Feci un respiro profondo e saltai all’esterno della casa. Presi rapidamente la mira e feci fuoco verso l’elicottero. Fui abbastanza vicino da vedere la granata sfondare uno dei finestrini dell’abitacolo. Il velivolo esplose dopo qualche secondo e si schiantò al suolo, poco al di fuori del bosco di fronte la casa. Senza perdere tempo, tornai dentro per cambiare arma e per accertarmi che Gloria stesse bene. La vidi seduta lì dove prima era rannicchiata, incolume.
“Raggiungi Pete e spazza via il resto di quegli stronzi” disse lei mentre, da sotto il lavandino, tirava fuori una pistola semi-automatica.
“Perché non ci hai insegnato questi trucchi?”
“L’allievo non supera mai il maestro.”
Ridacchiai e saltai verso l’interno del bosco.
Dopo aver girato un po’ trovai in giro due delle tre squadre di cui parlava il pilota, ma non prima di Pete. Ripresi a cercare l’ultimo gruppo rimasto e all’improvviso udii degli spari non molto lontano da dove mi trovavo. Dopo qualche attimo i rumori cessarono e sentii Pete esultare. Saltai all’interno della casa, accanto al corpo del pilota. Gloria era in piedi e richiudeva la porta d’ingresso, Pete apparve poco dopo accanto al frigorifero sforacchiato, ancora in fibrillazione.
“E dopo questo bel giro di giostra, possiamo andarcene da questo buco di merda?” disse lui mentre ricaricava il fucile.
“Mi aggiungo alla richiesta” dissi alzando la mano.
“Certo ragazzi, prendete la vostra roba, se ve ne è rimasta, e poi possiamo andare.”
“Non abbiamo tempo per le valigie, dobbiamo sparire di qui!” esclamò Pete, puntando i piedi.
“Vorrei evitare l’eventualità in cui decidi di uscire di casa per fare shopping, perciò raccogli quello che ti è rimasto e poi potremo andarcene!”
Entrambi capimmo l’antifona e andammo nelle nostre rispettive stanze per fare i bagagli. Per fortuna la pioggia di proiettili che si era abbattuta su di noi non aveva fatto gli stessi danni che dall’altro lato della casa. Recuperai un grande borsone dall’armadio e ci infilai dentro tutto quello che potei. Non appena ebbi finito, raggiunsi Gloria e Pete di nuovo in salotto.
“Bene, portatevi anche le armi, non sappiamo quando potrebbero servirci di nuovo” disse Gloria.
All’improvviso ci girammo tutti verso la porta quando udimmo dei passi sul portico
Qualcuno bussò.
Quasi alla velocità della luce Gloria agguantò la semi-automatica sul bancone della cucina accanto a lei e la scaricò verso la porta.
“Ci è mancato poco.”
Tom apparve dietro di lei, le sfilò l’arma dalle mani e la lanciò dietro di sé prima di afferrare Gloria attorno al collo. Estrasse una pistola da dietro la schiena e gliela puntò alla testa.
“Salve ragazzi. Pronti a chiudere i conti?” disse Tom sorridendo “dite ciao-ciao.”
BANG.
Serie: Il Piano
- Episodio 1: Toc-Toc
- Episodio 2: Legami familiari – Epilogo
- Episodio 3: Un nuovo lavoro
- Episodio 4: Preparativi
- Episodio 5: Assalto
- Episodio 6: Contrattacco
Molto godibile questo librick!