
Tra il dire e il fare
Serie: Come le conchiglie
- Episodio 1: La collera del mare
- Episodio 2: Desideri annodati
- Episodio 3: Un umano in meno meno, tre conchiglie in più
- Episodio 4: Tra il dire e il fare
- Episodio 5: Le signore delle candele
- Episodio 6: Il Titanic italiano
- Episodio 7: La notte dei desideri
STAGIONE 1
Rannicchiato su quello stesso pontile, Edmondo cercò di asciugarsi le lacrime con il polsino di una camicia che del bianco originario conservava soltanto il ricordo. Alzò gli occhi al cielo lasciando che la brezza gli rinfrescasse il viso e le palpebre arrossate, e inspirò tutta l’aria che i suoi polmoni riuscirono a ospitare. Per un attimo si sentì alleggerito da quell’ennesimo macigno che la vita gli aveva poggiato sul petto; aveva solo diciott’anni ma già tanta sofferenza dentro. Faceva parte di quelle misere anime che Il Creatore spesso dimentica di aver messo al mondo. Suo padre era morto nella Grande Guerra, e sua madre era stata truffata due volte dalla vita: prima vedova e poi, qualche mese prima di morie, cieca. Edmondo spesso ringraziava quella cecità perché almeno le risparmiava di vedere come la miseria avesse ridotto la loro casa e le loro dispense. Se non fosse stato per il giornalaio che da un paio di anni gli permetteva di guadagnarsi qualche spicciolo, Edmondo sarebbe diventato magro fino a scomparire, debole fino a non poter più camminare. Ma adesso che aveva lanciato i giornali a terra ed era scappato così, senza dare spiegazioni, chissà se l’uomo gli avrebbe permesso di continuare a lavorare per lui. Si prefigurò un’ipotesi nella sua testa, ed era la più rosea: lo avrebbe cacciato a suon di scopate e imprecazioni quando si sarebbe presentato alla sua edicola il giorno dopo e, a quel punto, per poter mangiare, non gli sarebbe rimasta altra via che quella del mendicare.
Mai come allora ripudiò se stesso, la propria miserevole esistenza e quella perversa Terra dov’era costretto a stare. Pensò che se avesse avuto le ali avrebbe potuto abitare il cielo, ma invece, al posto di quelle, aveva soltanto un paio di gambe pesanti che lo tenevano appiccicato al suolo. Posò lo sguardo all’orizzonte, nel punto in cui il firmamento e le acque azzurrine diventavano tutt’uno, colmò le sue pupille di quella spettacolare unione, ed in quel preciso attimo capì tutto. Avrebbe potuto abitare le acque, laddove Alma e il suo corpo di maiolica dormivano distesi tra i più antichi coralli. Lì avrebbe potuto viverci anche senza saper nuotare: poteva dimorarci stando su una nave.
Le navi che affollavano il porto di Genova erano maestose, sembravano mastodontici castelli galleggianti, gigantesche creature di ferro che trasportavano speranze, desideri e miliardi di sogni. Approdavano e ripartivano tra i saluti e i baci, affidati al vento, di chi sul molo sventolando un fazzoletto bianco, salutava i propri cari benedicendone la partenza verso un pezzo di mondo migliore di quello conosciuto. Certo, le lacrime non mancavano, e qualche volta le donne usavano quel fazzoletto per asciugarle o per nasconderle, ma spesso un’alba o un tramonto aranciati, stagliati sullo sfondo, giungevano a rasserenarle e parevano sussurrare ai loro orecchi: – Niente paura, stanno andando verso il sole.
I gabbiani volteggiavano in una danza creata per accompagnare quella musica fatta di: “scrivimi ogni mese”, “ti amo”, “saluta gli zii da parte nostra”, “non dimenticarti di me”, “buon viaggio, angelo mio”.
Talvolta lo stridente garrito dei volatili, insieme al fragore dei motori dell’imbarcazione, copriva il suono degli ultimi messaggi che rimanevano inascoltati. Chi li pronunciava ne era consapevole, ma li seduceva il pensiero che se non li avessero sentiti i partenti, forse li avrebbero ascoltati gli angeli, e allora sarebbe stato uguale.
Anche in quel momento una nave stava per gettare l’ancora. I marinai e gli ufficiali avrebbero trovato giusto un po’ di ristoro tra le donne e le osterie, dopodiché si sarebbero reimbarcati per giungere nuovamente in un luogo lontano.
– Lontano… lontano… è là che andrò, – si disse Edmondo.
– Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, – venne a trovarlo l’eco della voce di sua madre.
– Appunto, mamma, il mare! – E abbozzò un riso per aver interpretato quel proverbio, creato ad arte per demoralizzare, in una maniera ottimista e tutta sua.
Serie: Come le conchiglie
- Episodio 1: La collera del mare
- Episodio 2: Desideri annodati
- Episodio 3: Un umano in meno meno, tre conchiglie in più
- Episodio 4: Tra il dire e il fare
- Episodio 5: Le signore delle candele
- Episodio 6: Il Titanic italiano
- Episodio 7: La notte dei desideri
Questo episodio l’ho trovato molto approfondito. Ho scoperto qualcosa in più su Edmondo e la sua famiglia.