Tra la via Casilina ed il Far West

Serie: E il Frosinone in Serie A


Nando sta sparecchiando i tavoli. E’ arrivato a fine turno, finalmente, la sala si è svuotata. A parte questo coatto, che blatera ed ingombra ancora il tavolo dondolandosi pericolosamente sulla sedia...

Un ameno ristorante sulla antica via Casilina si trasforma cosi nel set ideale di uno spaghetti western: Lo stallo alla Ciociara.

Lo spirito corsaro dell’indigeno conserva la contraddizione storico-metafisica insita in una regione che in tempi Risorgimentali era servita ad avamposto del banditismo ma anche a mano longa del Papato.

Volge l’ora dello spritz ormai in questa ottobrata laziale rossa campari.

Il vaccaro sferza lo stallo estraendo con silenziosa flemma un breve gladio augusteo dai camperos scamosciati: Cimelio del ventennio, preziosa eredità del bisnonno.

Tony con piglio da guerrigliero e cigarillo del Che penzolante, non é da meno e sfodera dalla parannanza un coltellaccio spezza ossa per grandi mammiferi,

Jocelyn si piscia sotto in mezzo alla sala: mascara che cola e disegna un maschera di terrore puro a la Wendy Torrence.

Fuori le vetrate, il placido imbrunire della landa laziale viene spezzato dall’intermittenza blu cobalto dei lampeggianti.

Due volanti si parcheggiano in derapage sotto l’insegna fluo sgarrupata del Ristorante “Scazzamignenne”, termine dialettale che sta per perdi tempo.

Le pattuglie del Comando di Anagni hanno battuto ogni record cronometrico su quei 21 km e rotti di distanza.

Il Maresciallo Pipponzi é in odore di promozione dopo vent’anni di onorato servizio, fedele nei secoli. Amen.

Esponente della prima ora di A.N. Era tra coloro che non avevano gradito la svolta di Fiuggi, e ad oggi, non si é mai ripreso da quella debacle.

Un telegrafico:

“Ci hanno rapito, fate presto”, sono state le inequivocabili parole di Nando ricevute da risoluto Brigadiere Paniccia, di turno con la radiomobile in un posto di blocco nei pressi del Comando .

Il malfattore, per nulla turbato dal rocambolesco approssimarsi delle autorità, comincia a spezzare i rimasugli dei grissini avanzati sul tavolo, ancora mezzo apparecchiato.

Il gladio dalla lama scintillante dei tempi che furono li seziona chirurgicamente tranciandoli di netto senza briciole ferire.

Tony, invece si affretta a riporre la mannaia nel tascone, appena intuisce la malparata.

Jocelyn si stira i lineamenti in un atavico lifting stile Urlo kabuki di Munch.

Nando mioclona i nervi a ritmo di una break dance dietro la colonna, mentre l’interlocutore dal viva voce é passato ad una muta natura morta, forse ha messo giu.

L’irruzione dei brigadieri nel Ristorante rimanda ad un poliziottesco in slow motion.

Senza indugio, seguiti dal Maresciallo i sottoposti si dispongono ad minkiam in tipico assetto soft air (gioco di simulazione di guerra in spazi aperti).

Piu avvezzi senz’altro a sequestri di modeste quantità di stupefacenti o a sedare qualche rissa da bar piuttosto che a presunti sequestri di persona.

Ma non appena riconoscono il criminale seduto al tavolo di fronte a loro si ricompongono, abbassano le rivoltelle e le ripongono nelle fondine.

Il Maresciallo si distende in un sorriso compiacente.

Ue’ Marescia mi dispiace assaj che si sia dovuto disturbare per cosi’ pocogli fa il malfattore, confidenziale.

Ma Nando si intromette a gamba tesa : “ Poco di cosa? Ci voleva ammazzare questo fascista, esaltato di merda!”.

Yo te mato fijo de puta!sentenzia Tony, in perfetto narcos slang.

Senza scomporsi troppo il Maresciallo, tronfio come una trofia fatta in casa, fa segno di calmarsi con le palme basse.

Si accomoda dirimpetto a colui che pare essere un camerata di “giovinezza” memoria.

Sparecchia con la manona psoriasica e spiazzando la platea attonita sbrodola: “Ae Adò che piacere che ci si rivede co le gambe sotto o tavolo eh” e rivolgendosi ad uno sbigottito Nando: “Giovane portaci una fojetta di bianco iamm, fa o piacer”.

Ed ancora: “Allora Rodolfo finalmente posso rimirare da vicino lo spadino sacro che fu di quella legenda, parente tuo, di cui tu ti devi onorare di tenere il nome: Iammbell’ Adò, fammelo tené nu poco, non sai che emozione; ah ma che sta pure o nome sul manico?” e con malcelato stupore, inforca gli occhiali e se li preme sul nasone a patata. Ed in effetti sul manico accanto ad un fascio in rilievo risalta l’epigrafe in miniatura: “Generale Adolfo Graziany- Condottiero Coloniale del Romano Impero d’Africa”

il Maresciallo Pipponzi scandisce di proposito parola per parola, salamelecco e drammaturgico in modo che tutti avvertano l’importanza del momento.

All’attenti dei Brigadieri, Nando cerca con mano incertissima di googlare questo Adolfo Marziali o come cavolo si chiama con esito negativo, mentre con l’altra mano mantiene una caraffa di bianco frizzantino della casa.

Jocelyn e’ stata accompagnata fuori per riaversi dalla sincope

E comunque anche se in sé non avrebbe capito nulla della storia del Gladio e delle guerre coloniali italiche, troppo remote per lei.

Al vecchio Tony invece, quel nome dice qualcosa, gli ronza per la testa ed infatti gli sovviene il racconto del nonno partigiano nella bergEspera un momentido…Adolfo Graziany el Macellaio del Fezzan?”amasca: “Espera un momentido…Adolfo Graziany el Macellaio del Fezzan?”

Ma i due al tavolo lo ignorano, troppo presi dalla cartucciera di ricordi coloniali e fascistissimi; ed un brindisi dopo l’altro, ai vecchi tempi andati, ma forse risorti, si obliano, alieni per il resto del gruppo.

Dunque il Maresciallo in quanto rappresentante della Legge ed avente autorità sul territorio di Frosinone e provincia liquida la scaramuccia con una solenne benedizione: “Giovani, oggi siete stati fortunati: avete trovato un galantuomo invece di un malfattore, che non ha risposto alle Vostre misere provocazioni, e soprattutto dovete sentirvi fieri di avere avuto un ospite degno erede di un valoroso eroe della Patria, che ci vorrebbe ancora adesso per fermare sti cazz e clandest…vabbe’ mi fermo qui altrimenti comincio a pazzià”.

Poi rivolto ai suoi sottoposti ed in particolare a Nando: “Belli capelli invece ce lo portamm in caserma per procurato allarme, iamm”

Ormai ridotto a straccio consunto, Nando, con uno stupor da epilettico, fissa le vetrate del suo Ristorante attraverso i finestrini oscurati della gazzella; mentre Tony e Jocelyn abbozzano un saluto catatonico proprio in corrispondenza dell’ insegna catarifrangente Scazzamignenne.

Serie: E il Frosinone in Serie A


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Discussioni

    1. Ti ringrazio Micol per aver attraversato la Via Casilina. Soft Pulp é il termine piu appropriato sicuramente, anche se non amo le catalogazioni però ormai nelle forme espressive é un vizio di forma comune e di “marketing” necessario.
      Probabilmente questa mini serie puo ricordare un Ammaniti minore e minorato come il sottoscritto 🙂

    2. Sinceramente non mi dispiace, come i famosi cioccolatini di Forrest Gump è bello scoprire gusti sempre nuovi. Parlando di ciò che amo scrivere, ad esempio, i miei fantasy epici mancano delle battaglie che di norma si trovano fra le pagine di questo tipo di romanzo o racconto. Non disdegno qualche spruzzata di sangue qui e lì, ma sono carenti per quanto riguarda “cappa e spada”

    3. Grazie mille Micol, personalmente ritengo i fantasy, gli horror e le fiabe i generi più ostici con cui cimentarsi. Ma per quello che ho letto tu hai un talento innato. Se si sa scrivere bene e si ha uno stile spesso il genere letterario che si sceglie è solo un pretesto, forse…

  1. Ciao ❣️ sto iniziando a recupare questa serie.
    Ammetto che in alcuni momenti (pochissimi) faccio un po fatica con il romanaccio, però al contempo il romanaccio mi affascina.
    Passo al prossimo episodio ❣️

    1. Grazie mille Lola per la tua dedizione, spero che al di la del dialetto e voli pindarici sia decifrabile e decodificabile. Se hai qualche perplessità o critica da muovere fai pure, sarà comunque ben accetta.