Tradimento

Serie: La luna che risplende nella notte


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: I Briganti Rossi si intrufolano nel Palazzo Reale. Selina, preoccupata per Lily, si dirige verso le sue stanze, tuttavia lì incontra dei ribelli...

Selina non poté credere ai suoi occhi, nella sua mente mille domande, mille pensieri, ma non riuscì ad aprire bocca; le forze la abbandonarono, le sue gambe cedettero, si appoggiò al muro, ma le sue mani tremavano e si ritrovò seduta sul pavimento della stanza.

“Alzatevi, non vi si addice questa posizione” Lukas gli porse la mano, sporca di sangue.

Lei rimase immobile, quella voce familiare le fece venire i brividi come il graffiare di una forchetta sul piatto, non alzò nemmeno lo sguardo, non ebbe il coraggio di farlo, non voleva un’ulteriore conferma della sua identità.

Presto si sentirono dei passi avvicinarsi.

“Lily scappa prima che sia troppo tardi, prenderò un po’ di tempo” disse Lukas.

“Temo che sia troppo tardi, devono essere Sir Randal e le guardie. Con la tua ferita non puoi scontrarti con loro…”

Lily uscì improvvisamente dalla stanza e urlò: “I Briganti Rossi hanno rapito la Principessa! Sono scappati dalla finestra! Presto sono nel giardino!”

I soldati che si stavano avvicinando tornarono indietro e uscirono dal Palazzo alla ricerca degli intrusi, ma Randal non si fece ingannare e si diresse verso la serva brandendo la sua spada.

“Un degno cavaliere eh?” sospirò lei, fece alzare Selina di forza tirandola su per un braccio e le puntò un pugnale al collo.

“Cosa stai facendo?!” Esclamò Lukas.

“Vostra Altezza!” Urlò Randal.

“È questa la mia fine?” pensò la Principessa tra sé e sé, istanti della sua vita le scivolarono davanti: una vita soffocante, piena di restrizioni; fredda, piena di indifferenza; finta, piena di menzogne… Eppure ci furono anche dei momenti spensierati, come quella volta che Lukas la fece cadere dall’altalena spingendola troppo forte per darle la sensazione di “volare” e il fratello che lo rincorse con un bastone per questo, o quella volta che con Lily rubò tutti i dolci dalla cucina prima del banchetto… Ricordi preziosi che ora sembravano essersi trasformati in un incubo, le lacrime scesero, così calde da bruciare, così piene da soffocare…

“Uccidimi…” questa fu l’unica cosa che riuscì a dire Selina.

Tutti e tre rimasero pietrificati da quelle parole.

“Lily ora basta!” Lukas fece un passo verso di loro.

Anche il cavaliere cercò di avvicinarsi cautamente.

“Fermi tutti!” urlò la serva, si girò verso il compagno “Vattene, adesso! Non dimenticare i sacrifici fatti! Ricordati la promessa che hai fatto a quella persona!”

Lukas pieno di frustrazione decise di andarsene, si incamminò verso l’uscita, Randal strinse l’impugnatura della sua spada al suo avvicinarsi, pronto per lo scontro.

“Non ti muovere!” Si sentì la voce del Principe dal corridoio.

“Lascialo passare, l’incolumità della Principessa Consorte è priorità assoluta!”

“Vostra Altezza, fate in modo che riesca ad uscire dal Palazzo, nessuno lo fermerà se sarete presente, sono sicura che non vogliate che la Principessa si faccia male. La vostra guardia rimarrà qui a controllarmi. Nessuno si farà male, ve lo prometto” disse Lily.

Lantis acconsentì e scortò fuori il ribelle.

Arrivati all’uscita del Palazzo Reale incontrarono il Primo Ministro e i suoi uomini.

“Molto bene, Vostra Altezza! Avete catturato i ribelli!”

Il Principe gli ordinò di spostarsi e lasciarli passare spiegandogli che la figlia era stata presa in ostaggio.

“Non potete lasciarlo fuggire! Sono sicuro che Selina starà bene!”

“Johan Welmart! Osi giocare con la vita della Principessa Consorte, mia moglie?!” Lantis urlò pieno di rabbia, sfoderò la sua spada e gliela puntò contro, il suo sguardo non era lucido, sembrava quello di una belva feroce pronto a uccidere chiunque. Tutti i presenti, terrorizzati, si inchinarono e lasciarono libero il passaggio.

“La prossima volta che ci vedremo sarà il giorno in cui perirai, non dimenticarlo.” Con questa frase Lantis si separò da Lukas e fece ritorno, lì la situazione non era cambiata minimamente: Randal era teso e con l’impugnatura ferma, Lily teneva stretto il pugnale puntato verso la persona che avrebbe dovuto servire e proteggere, mentre la Principessa sembrava essere già morta, come un guscio vuoto, priva di ogni emozione e con lo sguardo spento.

“Ho soddisfatto la tua richiesta, ora è il tuo turno”

La serva sorrise e sussurrò “Grazie, è servito al suo scopo.” Gettò l’arma a terra e si allontanò dall’ostaggio.

Selina, che fino a quel momento era stata sorretta da Lily, si accasciò a terra, il corpo le sembrava così pesante da non essere in grado di sostenerlo.

Lantis si precipitò su di lei urlando “Selina!”, era la prima volta che la chiamava per nome, strinse l’esile ragazza a sé, la prese in braccio e la portò nelle sue stanze, mentre Lily venne imprigionata.

Quando il mattino seguente Selina riaprì gli occhi si ritrovò nel letto del Principe, si guardò attorno e lo vide seduto su una poltrona vicina.

“Come vi sentite?” chiese lui.

“Voglio tornare nelle mie stanze” si limitò a dire lei.

La sua residenza era stata riordinata durante la notte, nessuna macchia di sangue e nessun mobilio fuori posto, come se non fosse successo nulla. La servitù evitava il suo sguardo così come le guardie, ma il loro disagio era palpabile nell’aria, ancora più soffocante del solito.

Sulla scrivania notò un pugnale, lo stesso che le era stato puntato addosso qualche ora prima dalla persona che le era più vicina. Lo prese e lo gettò nel cestino con così tanta foga che rimbalzò fuori, finendo vicino alla finestra. Una luce fastidiosa fece distogliere il suo sguardo, era il riflesso delle gemme che adornavano l’arma.

“Volete davvero donarmi questo oggetto così prezioso, Lady Selina?”

“Esattamente Lily, ma devi farne buon uso!”

“Lady Selina, se un giorno verrò catturata da qualcuno mi toglierò la vita con questo stesso pugnale, non preoccupatevi, non dirò mai nulla sulla famiglia Welmart!”

“No, no, non hai capito. Questo devi usarlo per proteggerti, non per farti del male!”

“Allora lo userò per proteggervi, la vostra vita è la cosa più importante per me!”

Il ricordo di quel momento riaffiorò in un istante e assieme ad esso delle tiepide lacrime iniziarono a riscaldare le fredde guance della ragazza. Era stata proprio Selina a regalarle quel pugnale anni prima, dopo che la serva si era ferita cercando di proteggerla.

Improvvisamente le venne in mente la frase che disse Lily prima di gettare l’arma e liberarla, non sapeva se quelle parole avessero un significato, ma non le importava, avevano passato troppo tempo assieme e Selina voleva sapere il perché e come fossero arrivate a quella assurda situazione.

Decise di doverla affrontare, era l’unico modo per trovare una risposta all’infinità di domande che la tormentavano, spalancò le porte della sua stanza, ma dovette fermarsi.

“Cosa state facendo? Spostatevi!”

“Non potete, Vostra Altezza! Abbiamo ricevuto l’ordine da Lord Welmart di non farvi lasciare la stanza”

“E da quando le guardie reali prendono gli ordini dal Primo Ministro? Come osate? Volete forse essere accusati di alto tradimento?”

Le decine di guardie appostate non si scomposero minimamente.

“Sono la Principessa Consorte di questo regno! Vi ordino di spostarvi immediatamente!” Urlò con tutta la sua forza.

“Cos’è tutta questa confusione?”

Tutte i soldati si inchinarono all’arrivo di Johan Welmart, mentre la figlia lo guardò con odio.

Rimasti soli nella stanza, la Principessa decise di abbandonare tutto il suo orgoglio e tutti i suoi principi: si inginocchiò dinanzi al padre e gli implorò di lasciarla visitare Lily. Strinse i pugni, strinse i denti, mai si era sentita così umiliata in vita sua, mai si era sentita così impotente.

“Quella ribelle presto verrà decapitata” disse il padre, poi, prima di andarsene, aggiunse “è vergognoso che tu ti sia prostrata ai miei piedi, ricordati che sei la Principessa Consorte, abbi un po’ di dignità…”

Selina rimase nella stessa posizione, inginocchiata sul pavimento con il capo chinato verso il basso, da sola.

Le ore passarono e in quel silenzio le porte si aprirono bruscamente.

“Andiamo” disse Lantis porgendole la mano, lei la afferrò e i due si diressero verso le prigioni.

Quando arrivarono lì le guardie spiegarono che i criminali erano stati già portati via; Lily era una serva della famiglia Welmart, ma era stata la Regina a farla entrare a Palazzo, il Primo Ministro usò questo fatto per convincere Re Amedeus a procedere con l’esecuzione il prima possibile.

Presero un cavallo e uscirono da Palazzo, arrivarono in piazza, la folla era agitata, alcuni lanciavano pietre ai condannati, altri urlavano, chi per l’entusiasmo, chi per il terrore.

“Fermatevi! Vi prego fermatevi!”

Ma la voce della Principessa non si sentì in mezzo a tutto quel trambusto.

Lily era serena, pronta ad abbracciare la sua fine.

Le due incrociarono lo sguardo, Selina chiamò il suo nome disperatamente, la serva le sorrise.

Poi il buio.

Lantis coprì con le mani gli occhi della ragazza.

Tutti urlarono ancora più forte.

Non disse e chiese nulla, nonostante la sua vista fosse stata coperta, aveva capito.

Lily era morta.

Selina non versò una lacrima e rimase in totale silenzio mentre Lantis la trascinò via tenendola per mano.

“Cercate di riposare e non preoccupatevi, farò in modo che rimaniate al sicuro, non permetterò a quei ribelli di farvi del male” disse il Principe Ereditario dopo essere tornati.

“No, non sarò né una marionetta, né la debole principessa” gli occhi di Selina non erano mai stati così vivi “il Primo Ministro, i Briganti Rossi… Sarò io stessa a fare in modo che paghino per ciò che hanno fatto. Lo giuro sul mio nome, Selina Welmart Van der Bilt, Principessa Consorte del Regno di Fort.”

Serie: La luna che risplende nella notte


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Discussioni

  1. Fantastico finale di stagione, degno di una fiction. Adrenalinico e con sorprese, inoltre trovo anche una evoluzione dei personaggi, Selina è finalmente conscia del suo ruolo e pure lantis lo vedo cresciuto. Ottimo, aspetto la seconda stagione!