
Trerno per Pankov
“Zug nach Pankov”, l’altoparlante del treno mi svegliò dal mio sogno ad occhi aperti. I raggi di un sole deciso ma gentile, invadevano il treno. Perso nei miei pensieri, complice il gradevole torpore, mi abbandonai per qualche minuto tra le braccia di Morfeo.
Quando sono in metro, e non mi addormento, mi diverto ad osservare gli altri passeggeri: i loro volti, i loro abiti, gli oggetti che hanno con loro; provo ad interpretare le loro espressioni e capire cosa pensano. Dopodiché, mi diverto a scrivere una mia versione della storia della loro vita, come in un universo parallelo.
I viaggiatori sono accomunati dallo stesso comportamento: saliti sul treno il loro sguardo diventa serio, concentrato. Determinati, come un segugio, intento a fiutare una traccia. La loro preda, il “loro” posto a sedere. Non un posto a caso, ma un posto preciso. Quello che renderà il viaggio più sopportabile, più gradevole.
Mi sono sempre chiesto perché, per tutti i passeggeri il posto più ambito è quello accanto al finestrino. Un altra preda è il posto situato tra il vestibolo ed il punto in cui le due carrozze si uniscono. Forse questa seduta, chiusa sui due lati, da un senso di protezione. Una bolla temporanea che un pò ci isolati dagli altri.
Rilassato, le spalle appoggiate sul finestra, sedeva lui su uno di quei posti tanto desiderati. Indossava una camicia blu, ricoperta da tante piccole onde bianche, come quelle pronte per essere cavalcate da un serfista. Due sottili cavi bianchi, cadevano dalle orecchie sulle spalle. Attraversavano la camicia, disegnando un profilo un tondo, fino a terminare il loro percorso nella tasca di un paio di bermuda blu. Le sue gambe facevano da contorno a dei sacchetti di qualche negozio del centro.
Un gesto deciso ma armonioso della mano, faceva la spola tra la coppetta e la bocca, circondata dalla barba incolta. Un movimento quasi ipnotizzante. Lo sguardo fisso sul gelato, era allo stesso tempo spensierato. Un sottile sorriso si delineava, ogni qualvolta il cucchiaino terminava la sua corsa.
Un persona davvero rilassata. Immagino abbia trascorso un bella giornata, passeggiando per la città soleggiata. Gustato un ottimo pranzo, avrà incontrato un amico. Dopo di che un ultimo acquisto, e per finire un bel gelato prima di rientrare. Ora, tornando a casa si godeva un altro momento di relax. La mente vuota, forse distratta dal gelato.
Questi sono momenti importanti cui, distrattamente, non diamo importanza. A volte nemmeno ce ne accorgiamo. Passano veloci e invisibili, e noi siamo li come un viaggiatore sulla banchina osserva un treno che passa veloce senza fermarsi. Quei momenti in cui siamo rilassati, magari anche felici. La mente è libera, quasi vuota.
Mi viene in mente Parigi. Ero seduto, rilassato su una di quelle classiche sedie di metallo che si trovano nei parchi parigini. Marco, per terra faceva rombare le sue macchinine su un terreno che percorrevano per la prima volta. Giulia, seduta di fronte a me, allungandosi su tutta la sedia, si lasciava baciare dal sole. Io, come al solito, fui vittima del torpore, che oscurò tutto intorno a me. Per un attimo, come se qualcuno mi avesse svegliato, ancora una volta, da un sonno leggero, presi coscienza di quel momento che stavo vivendo. Ero rilassato e felice. Cosa più importante ne godevo consciamente. Avevo fermato il tempo, per un istante. Il passato era lontanissimo. Il futuro nascosto dietro l’orizzonte.
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un gesto introspettivo che si spinge all’esterno e poi ritorna nel soggetto con un ricordo; e il tempo si sospende rivelandosi per quello che è – secondo alcuni: puro presente.
Molto intenso!
Qualcuno diceva: “quando siate felici, fateci caso.” Dovremmo accorgerci più spesso che le piccole cose sono quelle che ci riempiono di più.
Esattamente. Andiamo troppo veloci e distrarti e ci dimentichiamo proprio delle piccole cose.
Molto bello e significato.
Un testo che, come evidenziato anche dalle tue stesse parole, vuole far riflettere sulle piccole cose della vita, quelle che sembrano inutili e insignificanti.
Ho notato qualche piccolo refuso, ma nulla di insormontabile.
Molto bravo!