Uccideresti?

Se ti chiedessero di uccidere qualcuno, in cambio di una buona somma di denaro e assicurandoti una fuga sicura e immediata, accetteresti?

Puoi decidere tu la vittima. È un piano di spionaggio internazionale. LIBERI TUTTI si fanno chiamare, come se giocassero a nascondino col resto del mondo. Assoldano persone “normali”, che ritengono moralmente integre, oneste, di sani ideali. Danno loro la possibilità di far sparire dalla Terra una persona, e una soltanto, che ritengono in qualche modo dannosa per il presente e il futuro del pianeta. Le scelgono appositamente in posti diversissimi del mondo, seguendo un algoritmo che gli suggerisce intervalli temporali completamente non prevedibili. Il metodo è assolutamente infallibile.

Pensaci. Su chi cadrebbe la tua scelta? Uomini politici? Personaggi famosi? O persone comuni? Donald Trump? Banale, ma efficace. Chi? Di chi il mondo potrebbe fare a meno? Senza chi staremmo tutti meglio? Attento, perché la sfida della responsabilità sta proprio qui. Il patto è chiaro. Protezione e impunità assoluta se e solo se uccidi una persona dannosa per il presente e il futuro del nostro Pianeta. Non devi pensare a te, a chi ti sta antipatico, a chi ha il potere di rovinare solo la tua di esistenza. Devi pensare al bene comune, ai tuoi figli, alle generazioni che verranno dopo di te. Possibilmente riflettendo che il sacrificio di una vittima soltanto porti sollievo a quante più persone possibili su tutta la Terra. Non sembra più un gioco tanto facile adesso, vero?

Prendi tempo, usa il brain storming. Prendi un foglio bianco e, senza riflettere, comincia a scrivere una lista di nomi e cognomi. Di getto, senza pensarci troppo. Poi, piano piano, facendo passare un po’ di tempo, cominci a depennare quelli che, probabilmente, non creerebbero questi gran cambiamenti. Analizza, rifletti. Avresti una responsabilità. E nel caso fosse la persona “meno adatta”, addio protezione.

Sono passati tre giorni. Quanti ne sono rimasti? A me uno solo.

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Discussioni

  1. Come già detto da altri, un esperimento più che un racconto. Stuzzichi il lettore con una domanda e una conseguenza direttamente connessa alla risposta e sfido chiunque a dire che dopo averti letto, non abbiano pensato a qualche nome. Lanci la sfida di uscire dal personale e dal breve periodo per inoltrarsi nel collettivo e sulla lunga distanza.. esorti il lettore ad uscire dall’ordinario e questo per me è sempre un pregio per chi scrive.
    Sono d’accordo con Tiziano.. potrebbe essere l’incipit per una serie.
    Alla prossima lettura.

  2. Sperimentare vie nuove è sempre una buona cosa. Leggendo molto, la ricerca dell’originalita è qualcosa che apprezzo. Nonostante questo, però, almeno per me, c’è qualcosa a cui non rinuncio come lettore di narrativa: emozionarmi nel vivere una storia. Purtroppo qui la storia manca e, di conseguenza, anche il cuore. La riflessione è interessante, ha il suo peso senza dubbio, ma è qualcosa che sa più di saggio e meno di narrativa.

    1. Ciao Massimo, non concordo su storia e cuore. Ci sono entrambi. Ma credo che scrivere sia un po’ come cucinare, gli ingredienti sono fondamentali tutti, i dosaggi possono cambiare. Il racconto breve penso si presti di più a dosaggi “non tradizionali”.
      Grazie di avermi letto.

  3. È una storia che si discosta molto dall’ordinario, non essendoci una trama ma un’esortazione stimolante e provocatoria verso la riflessione. Trovo che sia un bell’esperimento in grado di stuzzicare il lettore e potrebbe essere un buon incipit per una Serie sul filone Black mirror.

  4. Bello, molto interessante l’argomento che hai scelto e in merito (se gradisci il fantasy) ti consiglio di leggere Robin Hobb la trilogia dei lungavista
    “Primo Volume: L’apprendista Assassino”un nome, un progetto XD
    Ti faccio i miei complimenti per l’esperimento ben riuscito 😉