Un acciuga di troppo
Giulia amava farsi il bagno al chiaro di luna, odiava gli sguardi dei suoi spasimanti, beveva il Rum di canna e fumava sigarinos dolci domenicani.
Com’era bella, davvero così formosa e mulatta, un tono di colore che faceva impazzire il giovane universitario Raphael, suo dirimpettaio.
Minuto, dai capelli riccioluti neri corvini, con una leggera curva della schiena da primo della classe, lui lasciava tutto per precipitarsi alla finestra a sentire, quando Giulia si lasciava cadere nel bagno di sapone e spezie profumate, e sognando di farla sua.
Sogni così pudici che neanche lì, nella sua giovane mente, riusciva ad immaginarla nuda, senza arrossire, e premendo entrambe le mani sul pacco per placare il suo desiderio.
La gente dello stabile si prendeva gioco di lui e del suo amore senza reciprocità: Giulia, la moresca Venere dei bagni al chiaro di luna, amava le dolci carezze e i caldi abbracci che la consolavano dopo una giornata al mercato a vendere acciughe salate, le dita affusolate che dalla folta chioma rubino scendevano a massaggiarle il collo e la schiena ed il sapore del rossetto rosso lampone di Elena, sua amante e madre modello del suo ammiratore.
Si conobbero al banco del mercato, galeotta fu l’acciugata alla siciliana che Elena ama preparare al suo ometto di casa, uno sguardo, un sospiro, un leggero tocco di mani ed ecco il desiderio assopito dalle regole della casa famiglia dove era cresciuta andare a decadere, lasciando riaffiorare l’amore con la A maiuscola per il proprio sesso.
La devozione per un marito mai presente scomparve quando ricevette la lettera che confermava la sua dipartita tra i marosi di Terranova.
La voce tremante ma sincera nel comunicarlo al suo ometto, poi quella bara piena di pietre bianche pagata dalla compagnia.
Quella sera festeggiò nelle braccia di lei, in quella tinozza troppo piccola per entrambe, mentre il giovane Raphael strozzava il suo desiderio proibito tra le sue gambe, immaginandosi al posto della madre.
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Sottilmente ed elegantemente ironico e dissacrante. Lambisci con delicato tatto temi pruriginosi, rendendo una lettura gradevole ed accattivante