Un amico da salvare

Serie: Il viaggio dell'eroe


Silenzioso come un gatto e nascosto nelle ombre, Jeanpuc camminava all’interno della grotta fino a quando non vide il primo orco. Veloce come un fulmine e letale come non mai, in un solo colpo squarciò e trapassò il cuore del nemico che non ebbe neanche il tempo di emettere un sibilo.

“Andiamo avanti” pensò Jeanpuc, ma non prima di aver nascosto il corpo.

Proseguendo, finalmente, arrivò quasi alla fine della grotta e da lì cominciò a sentire grugniti di vario genere. Guardandosi intorno, Jeanpuc vide un piano superiore e, lesto come una lucertola, si arrampicò sul muro e da lì, senza essere visto, osservò quel che accadeva nella camera. Essa era piena di orchi, una decina perlomeno, e in un angolo c’era l’amico di Jeanpuc; vicino a lui, un pentolone che bolliva e un orco che affilava un coltellaccio mentre guardava l’umano con occhi sgranati.

“Questo se lo vogliono mangiare” , pensò l’elfo. E mentre la mano gli si illuminò, ritenne opportuno entrare in azione, e in fretta.

“Facciamo luce sulla situazione” pensò Jeanpuc, e immediatamente una magia dal bagliore accecante andò in mezzo alla stanza, che diventò una specie di formicaio impazzito. Jeanpuc ne approfittò immediatamente, saltò in mezzo alla stanza con la spada sguainata. Ed ecco la carneficina: orchi con teste mozzate di netto, passate a fil di spada in gola e nei loro cuori neri, e teste bruciate con la magia del fuoco.

In poco tempo era tutto finito. L’amico che era rimasto accecato era confuso, si chiedeva chi, come, quando.

– Stai tranquillo – disse Jeanpuc – tra un po’ riprenderai a vedere. –

– Jeanpuc, sei tu, grazie – disse l’amico Egyp.

– Aspetta a ringraziarmi… Ci deve essere ancora un capo di questa razza maledetta. –

E infatti, una figura più imponente delle altre si affacciò all’ingresso della stanza, si guardò intorno e, sguainando la spada, ruggì.

– Bene – sorrise Jeanpuc, – lo spettacolo non è ancora finito. –

Detto questo i due si slanciarono con le spade in mano. Esse si incrociavano e scintillavano nella penombra della grotta, e nonostante la spada dell’orco fosse grossa, la bestia la maneggiava con una certa agilità. A Jeanpuc brillarono gli occhi.

-Potrei usare la magia ma voglio godermi questo combattimento, tanto Egyp non corre rischio visto che i tuoi pupazzi non possono nuocergli.-

L’orco tornò a ruggire furiosamente, gli occhi iniettati di sangue, cominciò a tirare fendenti a destra e manca, ma in modo scoordinato, aveva perso il controllo di sé. Jeanpuc schivava facilmente e approfittò di un momento di distrazione dell’avversario per tirargli un potente fendente che lo trapassò trasversalmente per tutto il corpo. Ci furono attimi di silenzi e immobilità, poi l’orco cadde a terra con un pauroso tonfo.

Jeanpuc si avvicinò a Egyp, con un colpo tagliò le corde e disse: – Ce la fai a camminare? –

– No –  rispose questi, così l’elfo se lo mise in spalla e uscì dalla grotta. Arrivato giù mentre camminava si sentì dire alle spalle.

– Vuoi un aiuto nel portarlo? –

– Non mi dispiacerebbe – E girandosi non vide nessuno, a parte un meraviglioso cavallo stallone bianco.

– Hai parlato tu? –  chiese l’elfo sorpreso e quasi balbettando.

– No, è stato tuo nonno – rispose il cavallo e fece una risata mentre nitriva.

– Chi ha parlato? – domandò Egyp.

– Non ci crederesti, stento a crederci anch’io – rispose l’altro – Monta, intanto – e, bisbigliando all’animale, disse: – Grazie, io sono Jeanpuc. –

– E io sono Pegáso – bisbigliò il cavallo ridendo subito dopo.

Nel giro di un’oretta erano a casa di Egyp, lì Jeanpuc bussò e subito gli fu risposto:

– Sono solo in casa, non ti aprirò la porta. –

Ma Egyp disse: – Apri, sono io. –

Subito si sentirono sbloccarsi serrature e un piccolo ragazzo spalancò la porta e uscì gridando.

– Papà, sei tornato! –

Jeanpuc lo smontò da cavallo e, tenendolo appoggiato, lo fece entrare in casa.

– Coraggio – disse – La cecità temporanea durerà ancora per poco. –

– Meglio questo che cucinare le mie chiappe, come volevano fare – gli rispose Egyp – …e dopo volevano fare un’imboscata al villaggio, grazie. –

– Fortuna che è andato come speravo – commentò Jeanpuc – Ora mi serve da te una cosa: la chiave per arrivare al maestro. Devo imparare le sue tecniche di fuoco per salvare il mio regno. –

– Certamente – disse Egyp.

Dopo neanche un’ora, l’amico recuperò la vista.

– Vieni con me – disse a Jeanpuc, lo portò in un angolo della casa, spostò un grosso mobile e, sotto alcune tavole che spostò, tiró fuori un oggetto a forma di mano.

– La chiave per entrare nella grotta del maestro. –

– Lo so – rispose Jeanpuc prendendola – Domattina parto di buon’ora. –

Cenarono e brindarono alla vittoria contro gli orchi.

Si diedero la buonanotte e andarono a dormire ma, durante la notte, Jeanpc si alzò di colpo.

– Non posso permettermi di perdere tempo mentre il mio regno è in pericolo. –

Saltò in groppa al cavallo e gridò: – Andiamo, Pegáso, è scoccata l’ora nostra – Così dicendo, corsero verso il regno di Jeanpuc, veloci come il vento, e in men che non si dica giunsero lì. Una volta entrato nel castello, l’elfo era una furia, fece fuori chiunque gli si parasse davanti fino a quando arrivò nella sala del trono, dove si trovò davanti l’usurpatore.

– Bene, bene, bene– disse questi – Guarda chi è venuto a trovarci – Sguainò la spada e si scagliò contro l’elfo, che fece lo stesso. Il combattimento durò a lungo e nonostante Jeanpuc combatteva con forza e agilità, egli non riusciva a rompere la difesa dell’usurpatore.

– Mi sono molto divertito stasera, ma il gioco è finito – disse quest’ultimo.

– Non sto giocando, maledetto cane – disse l’altro digrignando i denti.

– Ma neanche io adesso – rispose l’usurpatore e, finita la frase, gli partì dalla mano una palla di fuoco che distrusse ogni cosa nel raggio di cinque metri. Prese in pieno Jeanpuc, facendolo sparire nell’esplosione.

Serie: Il viaggio dell'eroe


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. Ciao Giovanni! ?
    È molto curiosa e divertente quest’avventura dell’elfo Jeanpuc e i colpi di scena non tardano ad arrivare. ?
    Sono molto curioso di sapere come proseguirà.
    A presto! ?

  2. Ciao Giovanni, anch’io attendo la prossima puntata. Mi sono affezionata al tuo Jeanpuc, mi chiedo perché non abbia utilizzato la chiave prima di affrontare l’usurpatore. Oppure, maestro e usurpatore, sono la stessa persona? Sono confusa…

    1. Grazie, e per usare la frase che usavano nei vecchi telefilm: Lo scoprirete nella prossima puntata ?

  3. C’è da dire che forse Jeanpuc avrebbe potuto tagliare la corda del suo amico prima di affrontare l’orco; ma non sappiamo come se l’intende con l’amico e forse questa è stata un’azione precauzionale 😀

    1. Grazie, eh già, in quel momento l’azione era veloce per tagliare la corda dove comunque era già al sicuro l’amico ?

  4. Ciao Giovanni, Jeanpuc è proprio un bel tipetto!!! Hai dato quel tono ironico e comico alla storia che ben si legano con l’azione descritta. Il lettore, tra una risata e un colpo di spada non si annoia mai, e il finale lo lascia in sospeso per il prossimo episodio, ed io lo aspetterò con curiosità!!

    1. grazie e lieto che ti sia piaciuto e sia riuscito a mandare a segno quella suspense.