
Un amore per Juni
Serie: A Linz un amore
- Episodio 1: Jungfrau
- Episodio 2: Un amore per Juni
- Episodio 3: Una serata romantica
- Episodio 4: Una tequila di troppo
STAGIONE 1
Cristiano pensava e ripensava a quell’incontro. Non riusciva a dimenticare Juni, non se la toglieva dalla testa.
Non sarebbe stato opportuno per lui avere una relazione con una ragazza che gli sarebbe potuta essere figlia, se non nipote.
Quando ami? – si chiedeva.
L’amore è cieco e folle…-si ripeteva.
Ma non v’era nulla da fare. L’immagine di Juni, filiforme e dolce, lo perseguitava senza tregua.
Si risolse, alfine, a togliersi tutte quelle ubbie e ritornò al locale sulla Blindwiesen Strasse a Linz.
Le luci al neon lampeggianti di un bel rosso cupo declamavano ‘Massagesalon’, ma era per inteso che la funzione fosse altra.
Quella sera era stato montato nella hall un piccolo palco con un asse verticale: una specie di pertica. A turno le ragazze, quelle più dotate fisicamente, ancheggiavano sulla pedana e poi si esibivano in piroette e volteggi attorno all’artefatto posto al centro.
Non tutte riuscivano, ma gli applausi degli spettatori e clienti si sprecavano lo stesso.
Cristiano si avvicinò al bancone del lounge bar, ordinò uno spritz (cosa per lui insolita perché non era uso bere alcolici ) e chiese informazioni al barman. Gli venne spiegato che quella era la festa del decennale e che il proprietario aveva deciso per uno spettacolo fuori ordinanza delle ragazze.
Annoiato Cristiano osservava le movenze di una bionda un po’ bolsa e sciapita che cercava invano di attrarre l’attenzione della platea. Quasi tutti gli uomini erano over 50 con la presenza di qualche sparuto gruppetto di giovani.
La biondona alla fine fece un inchino e le luci si spensero.
Il dj o colui che dirigeva lo spettacolo inserì ‘People have the power’ di Patti Smith.
La musica, non usuale per una disco, acchiappava.
Le note erano sincopate ed il ritmo veloce. Si accese solo un debole riflettore e poi la vide nella penombra: era Juni.
Indossava un bikini giallo quasi fosforescente: lo slippino elasticizzato aderente non lasciava nulla all’immaginazione, il top invece si poggiava appena sui suoi piccoli seni.
Pur minuta e con il fisico da ragazzina Juni sapeva occupare la scena. Con mossette e qualche piroetta veloce raggiunse la pertica e l’abbracciò fingendo una sorta di estenuato languore, come se si trattasse di un partner.
Vi ci si avvinghio’ sopra sculettando impunita, poi scalo’ l’asse fino alla cima, vi si intorcino’ con le caviglie, infine si buttò a corpo morto all’ingiu’ con le braccia stese quasi a toccare il pavimento.
Un brivido di ammirazione percorse il pubblico. Risali’ poi veloce ed agile, felpata come una gatta, esegui’ altre due o tre piroette in aria, sempre con una mano attaccata alla pertica.
Infine concluse lo spettacolo con una breve capriola da metà altezza. Un inchino a ringraziare il pubblico ed una passerella intorno al cerchio della pedana a ricevere le mance dei clienti nell’esile slippino.
Brava era stata brava. E per Cristiano appariva anche bella. Juni scese dalla pedana e fu allora che lo vide seduto su uno degli sgabelli del bancone in mezzo alla ressa che la circondava.
Volevano stringerla, qualcuno l’abbraccio’ e la bacio’ anche, avvinghiandola a sé.
Juni vi si distolse sgusciando fra le braccia degli ammiratori come un’anguilla. Di solito la direzione dello spettacolo non ammetteva uscite fuori programma: si doveva terminare l’esibizione e poi ritirarsi velocemente nel backstage. Ma conoscevano Juni, il suo caratterino indipendente e testardo.
Si avvicinò al bancone guardando dritto negli occhi Cristiano.
– Sei qui per me?
– Certo e non per altre.
– Perché?
– Perché mi piaci.
– Solo questo?
– No!
– Che cosa allora?
– Ti ho pensato spesso in queste settimane e non riuscivo a togliermi, quasi a strapparmi, la tua immagine dalla mente. Non ce la facevo: era più forte di me. E poi temevo di non ritrovarti.
– Davvero? Non so se crederti, lo sai?
(Cristiano stese un braccio ed aiutò la piccola Juni a montare sopra lo sgabello. )
– Che cosa ti posso offrire?
– Un beverone alla frutta analcolico. Grazie.
(Mentre il barman preparava la comanda Juni ebbe modo di osservare meglio Cristiano: sulla cinquantina, stempiato, un ciuffo di capelli grigi sulla fronte, un po’ di pancetta incipiente, lo sguardo profondo e malinconico allo stesso tempo. Non era certo un Adone, ma le piaceva.)
Avrebbe volentieri fatto l’amore con lui, le sembrava dolce, un ‘morbidone’ : e un poco triste, perché forse aveva sofferto come lei nella vita.
La ressa che l’ aveva attorniata ora aveva cambiato obiettivo per una sua collega che aveva terminato la sua performance: una bruna procace e prosperosa, mediterranea.
Ma loro due non se ne erano accorti, intenti com’erano a guardarsi dritto negli occhi.
Juni dopo aver studiato ben bene Cristiano sorbiva ora tranquilla il suo beverone: i piccoli seni, visti di traverso, erano perfetti come due dolci conetti incastonati in un corpo esile che sembrava ancora acerbo.
– Non ti piacerebbe uscire fuori di qui, Juni!?
– Intendi adesso?
– Non solo.
– Cioè? (Juni lo squadrava ora più attenta)
– Ma sì , intendo vivere fuori di qui.
– Non ti andrebbe?
– Il lavoro mi serve. E poi devo anche aiutare mia madre e non dimenticare che c’è mio fratello.
– Lo so.
– Ma non ti è mai successo prima?
– Che cosa?
– Quello che ti chiedo io ora.
– No, veramente no.
– Mi piacerebbe starti vicino, vivere la tua stessa vita. Respirare la stessa aria che respiri tu. Sai…l’aria fresca dell’alba stesi insieme…
Juni non rispose, ma si sporse dallo sgabello e l’abbracciò forte.
Non lo baciò , anche se ne avrebbe avuto voglia. Non si poteva derogare dal regolamento, almeno in pubblico,pena il licenziamento in tronco.
– Hai finito il tuo turno?
– Oggi è un giorno particolare, possiamo decidere noi ragazze che fare.
– Non ti andrebbe di uscire con me, stasera? Ti pago lo stesso, se vuoi!
– Sei maleducato con me, ora! Non mi parlare di soldi! Se esco di qui, decido io con chi andare, come e dove. Ti è chiaro?
– Ok! Okay! Non ti inquietare, adesso!
– Allora?
– Per me va bene, Juni.
**
Juni gli chiese solo dieci minuti. Il tempo di fare una doccia veloce, di vestirsi e di avvisare Herr Schmitt, il boss.
Cristiano l’attendeva fuori dal locale. Aveva già saldato il conto al bar anche con una generosa mancia al barman.
La vide uscire con una mini-top giallo canarino, vistosa e sgargiante.
Un leggero trucco sulle labbra e gli occhi ritoccati dal rimmel a marcare anche gli angoli delle palpebre.
Le porse la mano per salire sulla sua Audi vecchio stile, ma prima le fece una specie di baciamano.
Juni era sorridente, allegra finalmente, e si accomodo’ tranquilla.
Per la prima volta, nella sua giovane vita, si sentiva stimata ed amata.
Serie: A Linz un amore
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- Episodio 2: Un amore per Juni
- Episodio 3: Una serata romantica
- Episodio 4: Una tequila di troppo
Molto bello questo approccio vecchio stile, ho apprezzato moltissimo il romanticismo della situazione. Un applauso per Juni, la pole dance è una disciplina che a vedersi deve essere parecchio faticosa (io l’apprezzo al maschile). Penso che lei e Cristiano possano dare molto uno all’altra
😊👍❤️