Un brutto inizio
Serie: L' incontro
- Episodio 1: Il maglione giallo
- Episodio 2: La fuga
- Episodio 3: Un brutto inizio
STAGIONE 1
Il problema vero e proprio era il brutto inizio di mia madre nella vita. Appena nata fu lasciata davanti alle porte di un convento: era il sedici ottobre 1950, troppo freddo per un neonato troppo freddo per chiunque. Sola ha resistito finché non la trovarono le suore. Dei primi due anni della sua vita non so nulla dopodiché fu adottata da una coppia già avanti negli anni. Tra la piccola Carmela e l’uomo sulla cinquantina fu amore a prima vista. La ruota della fortuna girava a volte anche per lei. Cresceva serena e amata forse anche troppo dal padre adottivo. Se lo avesse amato meno non avrebbe sofferto tanto per la sua morte avvenuta appena due anni dopo l’adozione. Aveva trascorso solo un paio d’anni con lui, ma bastò a segnarla a vita. Avere una famiglia tutta per lei non ha mai colmato quel vuoto. Mio padre ed io non le bastavamo. Decisi di smettere di volerle bene. Non lo meritava. Vedeva la sfida nei miei occhi. Neanche il battipanni mi faceva più piangere davanti a lei. Io non avrei mai elemosinato mai l’amore di nessuno. Quando mio padre cercava di difendermi dai suoi attacchi, chissà cosa si risvegliava in lei. Ero piccola ma non stupida e mi accorsi presto che mia madre non funzionava bene. Prima di uscire di casa dovevamo aspettare che controllasse all’infinito la bombola del gas, poi era la volta del rubinetto e infine la porta di casa. Ripeteva sempre le stesse azioni mentre papà ed io aspettavamo sul pianerottolo. Quando era finalmente soddisfatta dei suoi rituali potevamo andare a passeggiare. E qui devo fare una pausa perché mi viene quasi da piangere. Allora sarebbe stato il momento adatto per farla curare. Ma noi la conoscevamo così, con tutte le sue manie e violenza. E così non abbiamo fatto nulla per aiutarla. Aspettando sul pianerottolo. Non le piaceva molto stare in casa, le nostre passeggiate iniziavano nel primo pomeriggio per poi ritirarci in tarda serata. A volte si comportava da mamma ideale: cucinava benissimo, in casa sapeva far tutto. Cucire, fare tende all’uncinetto, disegnare e dipingere, tutto le riusciva facile. Cercava di non far notare la sua provenienza dai colleghi svizzeri e di diventare una brava casalinga di provincia. E da tale doveva comportarsi in un certo modo, vivere secondo le regole dettate dal vicinato. Altro che donne di Stepford. Carmela annientò in parte la sua personalità per fare parte del branco. Un sacrificio non richiesto ma, cresciuta con il marchio dell’adozione, non poteva concedersi il minimo errore. Nei primi anni ottanta era una cosa ovvia. Avere me come figlia, tutta piena di malattie, non rientrava nei suoi piani. E nonostante le sue carenze continuava a funzionare. All’epoca potevo contare solo sull’amore incondizionato di mio padre.
Serie: L' incontro
- Episodio 1: Il maglione giallo
- Episodio 2: La fuga
- Episodio 3: Un brutto inizio
Questa storia mi cattura sempre di piú. La sento autentica e profonda, e mi colpisce la tua capacità di non appesantire la narrazione di queste situazioni famigliari tutt’altro che leggere.
Sei un tesoro
Anche tu sei preziosa, in questa community e nel mondo,che ha tanto bisogno di anime sensibili, capaci di benevolenza.
Bello! Mi è piaciuto
Grazie mille
Se l’obiettivo è quello di fare vivere un’altalena di emozioni, la risalita verso la gioia sarà un’impennata stile Blue Tornado 😉
Sicuramente rendi in modo estremamente efficace e realistico il dramma.
Brava!
Grazie di cuore
Grazie a te
Grazie Gabriele
Grazie a te Monia