Un fallimento può portare a qualcosa di meraviglioso

Serie: Le menti clandestine di Mayfair


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: E’ stato deciso che il primo progetto del club sarà una recita, anche se non tutti sono contenti della spartizione dei ruoli

C’era grande fermento ed eccitazione nella biblioteca di Mr Rightyngale. I membri del club erano entusiasti di ritrovarsi nella grande residenza del gentiluomo, di poterne toccare i volumi ricercati e di ammirare il grande pianoforte che vi si trovava.

“Una scelta originale quella di porre uno strumento di così eccellente fattura in un ambiente privato e poco frequentato come una biblioteca” osservò Lord Dethorn.

“Non se lo scopo dello strumento è il piacere personale del padrone di casa” rispose Mr Rightyngale.

“…e non quello di impressionare i propri ospiti” concluse Mr Heily sorridendo affabilmente.

“Gli strumenti che avete sicuramente apprezzato al concerto di mia madre sono di nostra proprietà ed esposti nel salotto da ricevimento” continuò Lord Dethorn senza badare a Mr Heily.

“Come volevasi dimostrare” sbuffo il gentiluomo, prendendosi un’occhiata di disapprovazione da parte di Mr Rightyngale e catturando l’attenzione del conte.

“State insinuando che la mia casa sia arredata con il mero scopo di impressionare gli ospiti?” chiese Lord Dethorn portandosi un monocolo all’occhio sebbene non avesse alcun problema di vista.

“Ditemelo voi” rispose Mr Heily ridendo “Avete l’abitudine di allietare i vostri ospiti con una sonata di violoncello durante il tè?”

La risposta di Lord Dethorn gli rimase appesa alle labbra quando l’ultimo membro del club che mancava, Mr Tellingville, entrò trafelato nella stanza con una cartella di pelle tra le braccia e fogli che non vedevano l’ora di spiccare il volo.

“Mr Tellingville avete un’aria sconvolta” osservò preoccupata Miss Jael.

“Oh, Miss Millington, non sono sconvolto” rispose Mr Tellingville affranto “Sono deluso di me stesso e mi sento terribilmente in colpa verso voi tutti. Purtroppo non sono riuscito a completare nemmeno il primo atto della recita, volendomi prima documentare sull’opera, i suoi personaggi, le sue allegorie. Lo studio è stato così affascinante che mi sono praticamente dedicato solo a quello e pochissimo alla scrittura!”

La compagnia sembrò affranta, dato che la speranza era quella di poter mettere subito in scena almeno qualche battuta. Tutti meno che Miss Eleanor che, alzandosi dalla poltroncina su cui si era accomodata, incrociò le braccia sul petto.

“Beh, dite anche a noi cosa avete scoperto!” lo incalzò con impazienza “Di certo avere anche noi ben chiaro in mente cosa stiamo per mettere in scena sarà utile per rendere la recitazione più naturale”

“Un’ottima idea Miss Eleanor” approvò Miss Goodwill “chissà che non potremo noi stessi suggerirvi qualche battuta”

“Ah! Questo si chiama parlare” si aggiunse Lord Dethorn “difatti io ho ben in mente cosa vorrei dire al momento della mia mutazione in abete!”

“Ehm, sì” disse Mr Tellingville, prima incerto e poi sollevato e sicuro “Sì mi sembra una buona idea!”

“Vi prego di ricordare al nostro protagonista la sua pianta come prima cosa” intervenne Mr Heily.

“Ah, eh, sì” balbettò Mr Tellingville non del tutto entusiasta di correggere un conte. Si avvicinò a lui e bisbogliò “si tratta di una quercia”

“Come prego?” chiese Lord Dethorno chinandosi con l’orecchio verso Mr Tellingvile più basso di lui di mezza testa.

“Non vi trasformate in un abete, Milord, ma in una quercia” disse un po’ più convinto Mr Tellingville.

Arrivò il tè a interrompere quella scena imbarazzante e, mentre ognuno prendeva la sua tazza, Mr Tellingville illustrava i sentimenti più profondi dei singoli personaggi.

“Mi è venuta la battuta introduttiva per la nostra narratrice” esordì Miss Goodwill quando Mr Tellingville ebbe finito le sue delucidazioni sulla storia “Ho bisogno di carta e inchiostro prima che la perda!”

Mr Rightyngale la invitò ad accomodarsi al suo scrittoio personale e la giovane donna vi si fiondò immediatamente, troppo presa dalla sua ispirazione per mostrare anche solo il più piccolo disagio a sedersi sulla poltrona di uno scapolo.

Solo una volta terminato il suo paragrafo, si rese conto di dove si trovava e, arrossendo, sorrise imbarazzata e si scusò per tanto ardire.

Mr Rightyngale intanto leggeva il foglio con le parole ancora fresche di Miss Goodwill. Sorrise mentre lo porgeva a Miss Eleanor che schiarendosi la voce iniziò ad enunciarle.

Tutti ascoltarono rapiti quelle prime frasi di apertura, avvincenti al punto giusto per aspettarsi un colpo di scena ma senza togliere alla storia la delicatezza che avrebbe rivelato. Era chiaro che non si sarebbe parlato di gesta impetuose ed eroiche come quelle che si consumano su un campo di battaglia, ma di ospitalità e gentilezza: qualità che sanno trasmettere molta più forza della potenza fisica.

“Straordinario Miss Eleanor e magnifica composizione, Miss Goodwill” disse Mr Tellingville battendo le mani “Ecco cosa mi mancava: esattamente questo inizio. Ho già la testa che frulla di idee e dialoghi in versi!”

“Ci trasformerete tutti in poeti, Mr Tellingville, ne sono sicura!” disse allegra Miss Jael.

“E non vedo l’ora di recitare i versi della mia trasformazione in pioppo!” intervenne Lord Dethorn.

“Sempre quercia, Milord” lo corresse pazientemente Mr Tellingville, troppo entusiasta della piega che aveva preso il loro progetto per potersi infastidire dall’ennesimo errore dell’attore protagonista.

“Non posso fare a meno di chiedermi una cosa” affermò Miss Eleanor seria e osservando ogni componente negli occhi “Mr Tellingville arriva con una notizia che, normalmente, avrebbe stampata addosso la parola ‘fallimento’ e l’abbiamo trasformata in qualcosa di, a mio avviso, meraviglioso: un lavoro di collaborazione e sintonia. Non sono avezza di club, ma è questo che succede di solito? Devo smettere di rifiutarmi di accompagnare nostra madre da Almack’s se così fosse”

“Mia cara signorina” commentò Mr Heily affettuosamente “temo che Almack’s sia l’esatto opposto. Rammentate che questo club è clandestino: è troppo anomalo perché possa essere ben accolto dall’alta società”

“Ed è un peccato” sospirò Miss Jael “se fosse la normalità, non dovremmo aspettare un incontro a settimana per poter godere di questa atmosfera”

“Chi ha detto che deve essere per forza solo una volta a settimana?” intervenne Lord Dethorn “Incontriamoci anche due, tre volte… o tutti i giorni!”

“E trascurare tutti gli inviti e gli impegni della Stagione?” chiese Mr Rightyngale mettendo una mano sulla spalla a Lord Dethorn “Mio caro amico, ammetterete che questo è impossibile persino per un conte come voi. Va bene così comunque, non vogliamo essere troppo avidi o questi momenti perderanno il loro valore. Quando e dove vogliamo incontrarci la prossima settimana?”

Continua...

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