Un istante
Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo di compleanno. Non vedeva l’ora di guardarlo giocare.
Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Giorgio entrò in un concessionario, diede un’occhiata in giro, comprò un’auto, uscì e scoprì che ogni rata era di trecento euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un’utilitaria e rivelare così a sua figlia il regalo per il diploma. Non vedeva l’ora di guardarla guidare.
In quell’anonimo paese di una regione qualsiasi la giornata era serena. Un po’ di vento leggero era bastato per allontanare le poche nuvole rimaste dall’acquazzone della sera prima e la temperatura era piacevole nonostante la stagione calda.
Ognuno dei due rientrò soddisfatto da quella uscita. Entrambi credevano di aver realizzato qualcosa di speciale per la persona che amavano di più nella vita.
Il 16 luglio del 2005, il figlio di Francesca stava giocando a calcio vicino a casa.
Il 16 luglio del 2005, la figlia di Giorgio stava girando in macchina vicino a casa.
Quel giorno il tempo era cambiato di colpo. Il cielo sereno si era coperto all’improvviso di grosse nubi nere e il vento soffiava forte su alberi e case.
Francesca vide che pioveva. Mandò un messaggio al figlio per dirgli di sbrigarsi a rientrare.
Giorgio vide che pioveva. Mandò un messaggio alla figlia per dirle di sbrigarsi a rientrare.
Né il figlio di Francesca né la figlia di Giorgio si accorsero di attraversare la strada nello stesso istante.
Né il figlio di Francesca né la figlia di Giorgio si accorsero di averlo fatto per l’ultima volta.
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Efficace, originale e ben riuscito. Le frasi brevi e a specchio creano tensione e lasciano intravedere il finale raggelante. Molto brava.
Grazie Cristiana, complimenti più che graditi.
Però, bello!
Grazie Kenji, molto gentile.
Una parabola sul destino, o sulla casualità. C’e poi differenza? Se solo i ragazzi avessero disobbedito…
Fulmineo e ben fatto.
Grazie tante Francesca, felice ti sia piaciuto anche questo.
Un racconto che, nonostante sia breve, dice tanto. La prima parte cattura l’ attenzione e desta curiosità, la seconda é raggelante. Continuo ad ammirare il tuo stile di scrittura.
Grazie ancora Luisa, sei molto gentile. Buona giornata.