
Un nuovo inizio
Serie: Un battito
- Episodio 1: Un nuovo inizio
- Episodio 2: Tanti dubbi
- Episodio 3: Un raggio di sole dopo la tempesta
STAGIONE 1
Il test è positivo. Non riesco a crederci. Non pensavo che quelle due lineette colorate potessero farmi un effetto così.
Resto inebetita a guardare il test adagiato sul bidet e non riesco ancora a crederci. E ora? Tutto avrei pensato fuor che questo. Stiamo traslocando nella casa nuova, a lavoro sono sempre impegnatissima e sempre di corsa. Ho pensato a un ritardo dovuto allo stress, quello non manca mai. Ma sinceramente questa è una sorpresa completa.
C’è una nuova vita che cresce dentro di me. Io non ci pensavo, non… Intendiamoci, sapevo bene che poteva succedere potenzialmente, ma è successo davvero.
È un attimo, lo stupore e l’incredulità si trasformano in gioia, gioia pura e incontenibile. Il miracolo della vita, è capitato per davvero, a noi. È il regalo più bello che potessi immaginare per questo Natale.
I miei neuroni lavorano a pieno regime e i pensieri corrono veloci, cosa abbastanza strana considerando che sono le sette di mattina. Corro da Lui, che sta preparando la colazione prima di andare a lavoro. Non riesco a tenere per me questa notizia, è così bella che devo comunicargliela, anche perché non riesco a dissimulare la mia felicità piena. La nostra famiglia si allargherà. Non riesco nemmeno a pronunciarle quelle parole, ma non serve. Lui ha già capito. Allarga le braccia e mi stringe fortissimo come fa lui e lui soltanto. Sento qualche lacrima sulla mia spalla, la sua voce rotta da lacrime di gioia miste a risate e baci.
«Andrà tutto bene.» mi sussurra all’orecchio abbracciandomi.
Mi godo il tepore del suo abbraccio e continuo a farmi trascinare dai miei pensieri. Pensieri meravigliosi: il rumore di piedini che corrono per casa, le risate contagiose di un bambino e le sue manine appiccicaticce che arrivano dappertutto sui mobili. La casa che si illumina della nostra gioia pura.
Non ho nessuna voglia di andare in ufficio oggi. Resto a casa e lavoro da lì.
È vero, non ce lo aspettavamo in questo momento, ma sono così felice che oggi nessuno può scalfire la mia serenità. Nemmeno i miei colleghi con le loro richieste più assurde. Oggi è tutto perfetto: il cielo sopra la mia testa, il mare che vedo in lontananza dal balcone della casa nuova, il piacevole tepore del sole di mezzogiorno. Mi sento in armonia con il mondo. E diventerò mamma. Io. Non riesco a prendermi cura di me stessa a momenti, ma un piccolo essere dipenderà completamente da me, almeno per un paio d’anni.
Mi sembra una cosa enorme! Sarò all’altezza di questo compito? Non lo so, ma non ho paura. Sono semplicemente felice.
C’è un prima e un dopo, ma, sicuramente, nulla sarà come prima. Questa consapevolezza mi riempie, non so neanche bene tutto quello a cui andremo incontro, ma sono sicura che sarà meraviglioso. Mi accarezzo il pancino e non posso fare a meno di sorridere. Ciao tesoro, la tua mamma è qui per te e lo sarà per sempre.
Ho dei ricordi sfocati dei giorni immediatamente dopo il test. Ricordo che mi scruto allo specchio cercando di vedere dei segni tangibili del mio stato. In effetti ho la pancia gonfia e anche se sono cicciotta di mio, mi accorgo di essere diversa. Per fortuna sto benissimo, nessuna nausea. Anzi, mi sento anche più bella del solito! Mi vedo la pelle più liscia e il mio seno, già voluminoso in condizioni normali, è super sensibile, teso, gonfio. Sento anche qualche fitta ogni tanto e non posso dormire a pancia in sotto, mi fanno troppo male i capezzoli.
Lui ci scherza sopra, sulle mie “super tette”. Guarda il mio corpo cambiare insieme a me ed è estasiato.
Le sue coccole sono sempre meravigliose, ma la cura che riversa su di me in questo momento è quasi commuovente. Io e il piccolino che cresce dentro di me siamo il suo primo pensiero. Guardo i suoi occhi limpidi e chiari e vedo quanto è felice. Ogni mattina mi accarezza e mi bacia il pancino con una tenerezza infinita. Siamo felici, non c’è altro da aggiungere.
Passano i giorni, la dottoressa mi suggerisce di fare una prima ecografia per confermare che sia tutto a posto. Il mio sesamino (a quest’ora dovrebbe avere ancora solo le dimensioni di un seme di sesamo) è saldamente attaccato al mio utero e tutto procede. Mi dicono di tornare la settimana successiva per verificare la presenza del battito cardiaco, è ancora troppo presto per sentirlo ora.
Mi rilasso. La sensazione di avere una vita che cresce dentro di me è meravigliosa. Non riesco a smettere di pensarci e inizio a stare attenta a tutto quello che faccio. Devo pensare alla mia salute ma soprattutto alla sua. Cerco di prendermi più cura di me perché così facendo, indirettamente, mi prendo cura anche del mio piccolino, il mio Cosetto. Inizio a chiamarlo così, nel dubbio.
Sarà un bimbo o una bimba?
Avrà il mio sorriso o quello di Lui? I suoi occhi meravigliosi, i miei? Chi può saperlo ora.
In realtà ho la chiara sensazione che sia un maschietto, non so come sia possibile. Ma poi, cosa importa? Mi interessa solo che stia bene. Che cresca sano. Che tutto vada bene. Che prenda il meglio di entrambi.
Ripenso all’abbraccio di Lui e a quelle parole che mi ha sussurrato all’orecchio quando ha saputo e sorrido come un’idiota tra me e me: «Andrà tutto bene.»
È ancora prematuro parlarci, ma io mi accarezzo il pancino e nonostante la scienza mi abbia già risposto (no, non può sentirmi, è troppo presto), io continuo imperterrita a parlarci come se potesse sentirmi e capirmi. Saranno gli ormoni, non lo so cos’è, so solo che amo già quel piccolo esserino che cresce dentro di me. Per me è già il prossimo Presidente della Repubblica. Sono giorni sereni e felici.
Lui non si stanca mai di coccolarmi e di viziarmi. Mi fa sentire tutto il suo amore e io penso di essere davvero la persona più fortunata del pianeta.
Serie: Un battito
- Episodio 1: Un nuovo inizio
- Episodio 2: Tanti dubbi
- Episodio 3: Un raggio di sole dopo la tempesta
Ciao Emma, leggendo il tuo racconto sono tornata indietro di vent’anni. Anche la mia, fin da subito, è stata una gestazione bellissima: non mi sono mai sentita meglio, fisicamente e mentalmente, di quando portavo mia figlia in grembo. Penso che in quei momenti il nostro sesto senso si affini, sapevo che era femmina fin da quando era un fagiolo (ricordi della prima eco). Un grande abbraccio ♥️
Grazie Micol! Sono contenta che il mio racconto ti abbia in qualche maniera toccato. Penso che il tema sia una fonte inesauribile di emozioni o ricordi, per chi ci è già passato. Spero di poter renderle al meglio, anche se già provare a buttarle su carta, di getto, mi ha fatto sentire meglio!
Ciao Emma, se questo racconto e’ autobiografico ti auguro tutta la gioia e la soddisfazione possibile da questa tappa cosi’ meraviglioosa della tua/vostra vita.
Ciao e grazie di cuore! Sì, corretto. E’ autobiografico e anche molto recente. Spero di essere riuscita a trasmettere almeno in parte tutte le alterne emozioni che ho vissuto e che non si limitano a quelle descritte in questo primo episodio!
Ciao Emma, mi è piaciuto questo racconto. Hai uno stile fluido e ho percepito la gioia della gravidanza. Brava!
Grazie! Sono contenta che le mie emozioni ti siano arrivate. Sicuramente quelle descritte sono meravigliose, ma la vita ci riserva cose belle e meno belle a volte. La storia prosegue, spero che sarai curioso di vedere come prosegue!