Un progetto “clandestino”
Serie: Le menti clandestine di Mayfair
- Episodio 1: Fraintendimenti Fortuiti
- Episodio 2: Non tutto il male vien per nuocere
- Episodio 3: Un progetto “clandestino”
STAGIONE 1
L’applauso esplose spontaneamente dal piccolo gruppo di spettatori quando Mr Tellingville finì la sua recitazione.
“Siete stato sublime, oserei dire” disse Mrs Hustings in un impeto di entusiasmo.
“Davvero notevole, Mr Tellingville” osservò Mr Heily “avete padroneggiato bene dizione e tono della voce dando vita ai versi del buon Thomson”
Mr Rightyngale annuì solennemente e chinò il capo verso Tellingville per mostrare la sua piena approvazione prima di ripetere uno dei versi del componimento appena recitato. “Così la Primavera ritorna; ma non ritorna a me
la gioia primaverile che conobbero i miei anni migliori” disse grave, passando una mano sui capelli grigi che già si affacciavano sulle sue tempie.
“La Natura sa essere crudele” rispose Mr Heily, intuendo la nostalgia del gentiluomo che aveva visto una decina di primavere più di lui “continua le sue attività incurante e indifferente alle nostre sofferenze”
Miss Jael si crucciò a quella dichiarazione e nuovamente si pose in contrapposizione al gentiluomo.
“La Natura non è crudele, né indifferente” dichiarò catturando l’attenzione dei suoi interlocutori “ci offre in realtà il conforto dei suoi cicli inalterati e delle sue certezze. Anche nella giornata più brutta della mia vita so che le montagne resteranno a guardia delle nostre vite e i fiumi suoneranno le loro melodie. Quello che voi chiamate indifferenza, Mr Heily, è per me certezza e conforto”.
Il silenzio cadde nella stanza e tutti i presenti si presero il tempo per meditare su quell’argomento prima che Mr Rightyngale prendesse la parola con una nuova scintilla negli occhi.
“Questo punto di vista è davvero interessante Miss Millington e per nulla scontato considerata la vostra giovane età dove raramente l’immutabilità delle cose genera altro che noia. Ma quello che dite è vero: se la natura si piegasse ad ogni dolore umano, avremmo delle metamorfosi continue che sarebbero ancora più destabilizzanti del dolore stesso.”
“Una prospettiva interessante Miss Millington” affermò Mr Tellingville sinceramente impressionato.
“Dobbiamo ringraziarvi, Mr Tellingville per aver avuto la brillante idea di portare con voi il vostro libro e averci così dato un argomento davvero interessante di cui disquisire” disse Miss Jael chinando il capo “devo dire che questa è stata forse la conversazione più interessante che abbia avuto da non so quanto tempo…” concluse guardandosi attorno per cercare conferma nei visi degli altri.
Fu Mr Heily che prese l’iniziativa nel risponderle che effettivamente le conversazioni agli eventi del bel mondo stavano diventando via via più superficiali e scarichi di qualsiasi impegno intellettuale.
“Ho portato questa stessa opera qualche pomeriggio fa a casa di un’altra famiglia che non menzionerò, dal momento che non ho nulla di bello da dirne” disse Mr Tellingville con un tono deluso “ma nessuno che abbia commentato o portato avanti l’argomento. Finita la lettura, un freddo applauso, per poi parlare del nuovo colore per le tende diventato di moda di recente”
“E quale sarebbe, di grazia?” chiese Rightyngale con un mezzo sorriso.
“Albicocca” risposero in coro Tellingville ed Heily generando l’ilarità della compagnia.
“Ero presente anche io a quel piccolo ricevimento” confessò Mr Heily “mai viste così tante menti raccolte in un solo posto con così poco con cui tenerle occupate”.
Miss Jael appoggiò con decisione la sua tazza sul tavolino di fronte a lei e rizzò la schiena poggiando le mani sulle ginocchia.
“Devo dirvi una cosa, signori” affermò in tono solenne suscitando l’interesse dei gentiluomini e la preoccupazione di Mrs Hustings. “Mentre Mr Tellingville leggeva e ci trasportava con maestria incredibile tra i versi di Mr Thomson, non ho potuto fare a meno di pensare che sarebbe bello poter creare un piccolo club privato”.
La proposta calò sui presenti che si guardarono dubbiosi. I tre gentiluomini si conoscevano ma non si sarebbero certo definiti “amici” a chiunque chiedesse dei loro rapporti.
“Un club… sulle opere di Mr Thomson intendete?” chiese Rightyngale
“Per quanto la lettura di Mr Tellingvile sia stata piacevole, devo ammettere che non è esattamente il poeta che andrei a cercare per mio diletto personale” osservò educatamente Mr Heily, guadagnandosi un’occhiata di disapprovazione da parte di Mr Tellingville.
“No, non per forza un club su Mr Thomson” disse miss Jael entusiasta nonostante la freddezza iniziale con cui era stata accolta la sua proposta “ma un club dove poter parlare di poesia, di pittura…”
“Un club che alimenti cultura personale e mente, intendete” concluse Mr Rightyngale appoggiandosi completamente contro lo schienale della poltrona e incrociando le mani sullo stomaco. Miss Jael annuì soddisfatta.
“Miss Millington, credo che la vostra idea sia deliziosa, sebbene avere un animo profondo e una mente acculturata sia fuori moda tanto quanto il povero color cremisi sostituito dall’albicocca” disse contento Mr Heily “e avrei già il nome adatto se posso permettermi l’ardire”.
“Non teneteci sulle spine, vi prego!” gli rispose divertita Miss Jael.
“Le menti clandestine di Mayfair” disse Mr Heily sollevando le braccia come ad indicare un’insegna di un club autentico “perché dovrà rimanere segreto o la nostra reputazione agli occhi della Società risulterà ancora più seria di quanto già non lo sia e ci chiuderebbe l’accesso anche a quei pochi salotti che ancora ci ricevono”
“Se posso permettermi anche io di dare un contributo a questo club, proporrei proprio questa come prima regola: non si parla apertamente del club” disse sorridendo Mr Tellingville, euforico per quel progetto.
“L’impegno che mandare avanti questa casa richiede da me è troppo oneroso per permettermi di partecipare, purtroppo” osservò Mrs Hustings per congedarsi da quell’impegno che già le suonava faticoso “ma, mia cara Jael, dovrete trovarvi qualche compagna perché, perdonate la franchezza davanti ai vostri amici, ma essere l’unica signorina in un club di gentiluomini non è condotta appropriata”.
“Grazie per la vostra premura, Mrs Hustings” le risposte Jael che sorrideva solo con la bocca mentre gli occhi luccicavano di dispetto “ho già in mente qualche nome che potremmo tentare di includere, menti brillanti e penosamente annoiate”
“Così sia dunque” sentenziò Mr Rightyngale “spero che qualcuno di questi nomi a cui state pensando sia presente al concerto di questa sera”
Serie: Le menti clandestine di Mayfair
- Episodio 1: Fraintendimenti Fortuiti
- Episodio 2: Non tutto il male vien per nuocere
- Episodio 3: Un progetto “clandestino”
Dialighi deliziosi, come direbbe Mr. Heily. Il linguaggio con termini eleganti e ormai desueti é adeguato al contesto e rende bene l’ idea di una società d’ altri tempi, ricca e annoiata. L’ idea del club può essere un altro elemento azzeccato della storia. Un classico da sviluppare in modo originale, con lo stesso tono irriverente e scanzonato che ha reso leggera e piacevole la narrazione di questi primi tre episodi.
Vai ShanLan, aspetto il prossimo episodio.
Ti ringrazio infinitamente del supporto!
Sì, il tema del club è trito e ritrito, ma penso che con i personaggi giusti si riesca ancora a tirare fuori qualcosa