Una conversazione al parco

“Oggi è proprio una bella giornata non credi?”

“Sì, c’è un bel sole ed era molto che non si vedevano così tante persone al parco.”

Una folata estiva smuove le chiome degli alberi, mentre i due si godono la loro tipica chiaccherata del giovedì.

“Finalmente sono tornati i bambini. Purtroppo al giorno d’oggi passano qua troppo poco tempo,sempre a giocare al computer o davanti alla tele.”

“Questo è vero, mi ricordo ancora quanto ci divertivamo,allora non vi erano i giochi da comprare e ogni stagione ci donava un’avventura nuova.”

“Vi è comunque una cosa ora che al parco mancava o se c’era non eravamo ancora in grado di apprezzarla”

“Cosa?”

I due si trovarono a fissarsi, l’uno con uno sguardo ebete, mentre il detentore della risposta con un sorriso saggiamente malandrino.

“Le mamme!”

Una forte risata disturba i piccioni intenti a cercar briciole nei dintorni del tavolo.

“Sei un idiota! Ormai abbiamo una certa età, non saprei neanche cosa farci se ne avessi una tra le mani.”

“Io sicuramente non ci giocherei a briscola…” nuovamente lo stesso sorriso “ magari a scopa”.

I piccioni questa volta decidono di prendere il volo, le continue risate iniziano a dargli un discreto fastidio.

“Guardale le adoro,le mamme novizie, ancora con la gioia negli occhi mentre spingono il passeggino, se le osservi bene puoi notare uno strano splendore sul loro viso…quanto vorrei avere qualche decade in meno.”

“Vecchio birbante! Non credo che lo faresti neanche a quell’età comunque, ti ricordo che sei sposato ormai da non so più quanti anni e ricordo quanto il tuo viso avesse un bagliore simile in quel periodo.”

“Questo è vero,ma allora non sentivo questo anello così stretto e il tetto domestico così basso da divenire soffocante. Vorrei fuggire,ma non so dove e la cosa un po’ mi farebbe vergognare di me stesso. Oltre che ormai temo il suo giudizio.”

“Di chi?”

“Lui”

“Amico mio se non ricordo male sei ateo,giusto?”

“Sì, mi sono sempre professato ateo e razionalista, ma ormai inizio a sentire imminente il ballo con l’ultima delle ballerine e non mi sembra il caso di fare arrabbiare qualcuno che se esistesse sarebbe meglio avere dalla propria parte.”

“Mi stupisci, dopo tutte quelle pippe sull’onestà intellettuale!”

“Vaneggi di un ragazzo che ci credeva e in realtà ci crede tutt’ora, ma si rende anche conto che ormai ciò che aveva da dare l’ha dato, ora tocca a quei piccolini, a me rimane solo l’attesa e la paura.”

“Non fare così, in fin dei conti sei ancora qua, puoi ancora goderci il mondo, i tuoi occhi son cambiati col tempo e anche se ormai te ne rimane poco puoi vedere cose che una volta ti erano precluse.”

“In realtà a me sembra di vedere semplicemente meno.”

“Ora ti spiego. Prima hai notato i bambini e le mamme, ora pensa al te di molti anni fa, magari all’età di quella bella signorina, avrà si e no vent’anni e se ne sta beata a prendersi il primo sole della stagione. Lei non credo possa apprezzare questa giornata come noi. Probabilmente non vedrà nei bambini così chiassosi una nota positiva, a differenza nostra il fastidio dovuto alle loro grida è tale da non fargli percepire la bellezza della loro innocenza o la meraviglia che dimostrano nella scoperta del mondo. Lei non si aggrappa agli altri per giungere al futuro. Lei vivrà il futuro a differenza nostra. Dal canto nostro noi non amiamo il sole di oggi quanto lei,infatti ce ne stiamo all’ombra di questi stupendi alberi che sono anche gli unici esseri viventi a batterci in anzianità dentro questo recinto, noi non abbiamo nulla da chiedere ad una buona abbronzatura, la bellezza ormai ci ha lasciato da tempo. Tuttavia la noncuranza dell’aspetto esteriore l’abbiamo in comune con quei bimbi laggiù seppur per motivi totalmente diversi condividiamo questa peculiarità, a differenza del senso di meraviglia per ogni cosa. Guarda le loro giovani membra come si esaltano e gli occhi si illuminano nel sentire la sabbia nelle loro mani e come tra poco si stupiranno di quanto faccia schifo una volta infilata in bocca. Le nostre vecchie menti non sono più in grado di stupirsi per queste piccole cose, ormai le abbiamo già vissute e questo ci rende il mondo un posto noioso, ma in realtà è lo stesso che ha davanti il bambino nella sabbiera la in fondo, quello che cambia sono solo i nostri occhi. Noi sappiamo che la sabbia non si mangia, questo ci da un vantaggio, ma ci rende superbi nel pensare di sapere esattamente come sia il mondo, cosa che a quel piccolo bambino non passa neanche per la testa. Come vedi questo dimostra anche quanto la saggezza possa essere insita in ogni età e sia diversa in ognuna di esse.”

“Su questo non sono d’accordo,insomma sono solo dei marmocchi che giocano con della sabbia,non credo si possa definire saggezza nulla di ciò che fanno. Darei via la mia amata Giulietta per vivere ancora un solo giorno quell’età, ma per la spensieratezza, non certo per la saggezza che è ormai la nostra croce.”

“Sicuramente nell’accezione comune la saggezza è indissolubilmente legata con l’anzianità,ma non credo che sia così. Quei bambini sono saggi perché seppur inconsciamente si migliorano ogni secondo che passa,cosa che noi matusa abbiamo smesso di fare da tempo,si godono il mondo e si divertono in un modo che la maggior parte di noi ha dimenticato. Loro hanno una saggezza molto rara, che non si impara , ma purtroppo per noi si può disimparare.”

“Quindi dovrei rimpiangere la mia mente all’età di tre anni? Indubbiamente funzionava meglio,ma era totalmente vuota,ora seppur rallentata conosce meglio questo mondo e ciò mi avvantaggia.”

“Non mi stai ascoltando,io non ho fatto una classifica. Potrei dire che ogni giorno ha un gusto diverso, anzi è come se ad ogni eta corrispondessero ingredienti diversi,sta a te saperli mescolare per creare una qualche prelibatezza.”

“Senti filosofo dei miei stivali,dimmi tra artrite e amplifon come faccio  a trarne un buon piatto.”

“Continui a non capire che non è una gara. Comunque ti sei dimenticato un ingrediente.”

“Quale?”

“Quello che adesso devi andare a prendere a scuola, dovrai anche correre è tardi, anzi dovremo, visto che vengo con te.”

“Lo so, ormai sono dieci anni che mi segui, da quando sei morto non mi hai mai lasciato, caro amico mio.”

Lasciò il bicchiere sul tavolo e si incamminò.

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