Una coperta di lana
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
- Episodio 5: Una coperta di lana
- Episodio 6: Sapone alla vaniglia
STAGIONE 1
Leia si stese sulla panca non appena il primo principe lasciò l’alloggio; Nakia e Niw ignorarono i loro comodi giacigli per accucciarsi ai suoi piedi, iniziando a ronfare dopo pochi istanti. Si addormentò cullato dal loro respiro lento e cadenzato, per svegliarsi solo al battere del quinto tocco del mattino. Pur non avendo dormito molto, si sentì un generale pronto a vincere una guerra.
Allo Scrigno si era costretto al silenzio e all’immobilità per timore di rovinare ogni cosa; l’incontro con il primo principe aveva fatto riemergere in lui la consapevolezza di brancolare nel buio. Si era diretto alla piccola biblioteca nel tentativo di guadagnare tempo; pur conoscendo il suo obiettivo, non aveva alcuna idea su come poterlo raggiungere. Non nelle sue condizioni. Età, retaggio, oggettificazione: tutto gli era contro.
Con sua sorpresa non si era sentito spaventato da quell’uomo così diverso, ma così uguale, a quello che aveva conosciuto nell’altra vita: il giovane primo principe vantava la spavalderia e l’alterigia della sua posizione, ma era in grado di leggere oltre le righe e provare compassione.
Ora, tutto gli appariva possibile. L’ostacolo più grande, avvicinarsi a Every, era superato.
Si accorse che, durante la notte, qualcuno gli aveva posato sul corpo una coperta di lana; ne sfregò un lembo contro la guancia, godendo della morbidezza del tessuto. Se quello era un sogno, sperò di non svegliarsi mai. Infilò gli zoccoli di legno che trovò ai piedi della panca, altro lascito dello sconosciuto domestico. Calzavano abbastanza bene, erano di una mezza misura più grandi del suo piede; pensò fosse preferibile rispetto a mezza misura in meno.
Le finestre lasciavano filtrare la prima luce del mattino, consentendogli di distinguere ciò che lo circondava: nel pieno dell’estate le candele servivano a ben poco, se non a misurare lo scorrere del tempo. Si alzò senz’altro indugio, divertito dallo sguardo assonnato dei pardi.
«Vado a dare uno sguardo alla stanza di servizio.»
Il locale conglobato nell’alloggio poteva essere raggiunto da un piccolo arco aperto, che il giorno prima non aveva notato: un tendaggio dello stesso colore della parete lo mimetizzava piuttosto efficacemente. Uno dei lati era occupato da diversi armadi e un lavabo che lasciava fluire l’acqua tramite delle grate sul pavimento. Contro l’altro era stata fissata una vasca alta cinque dita, piena di sabbia. Gli armadi, come sospettava, contenevano panni, ramazze, spazzoloni e sacchi di sapone in scaglie. L’interno dell’ultimo mobile era cavo. Leia mise dentro la testa per guardare verso il basso, scoprendo che lo spazio era collegato ai piani inferiori; probabilmente arrivava fino a uno dei magazzini dell’ala. Corde e pulegge rendevano chiaro il suo utilizzo: era un montacarichi.
Nakia e Niw lo avevano seguito; si erano seduti vicino all’uscio e lo osservavano con le orecchie protese in avanti.
«Dove vi abbeverate? Nell’altra sala non ci sono ciotole d’acqua.»
Sapendo di non poter aver risposta, si diresse al lavabo. Scoprì che sotto il rubinetto posizionato alla sua altezza, c’era un’altra leva metallica. Si inginocchiò, spingendola verso il basso.
«Ah, ecco» sorrise, divertito; perfino gli animali, nella parte dorata della mela, godevano di lussi che mai sarebbe riuscito a immaginare. Poter bere acqua fresca al bisogno ne garantiva la purezza.
«Siete dei micioni fortunati.»
«Ehi, ragazzino! Sei di là?»
Leia si alzò subito, rispondendo all’appello. «Sissignore!»
L’uomo che lo raggiunse aveva un viso cordiale e un aspetto che fece sentire Leia a proprio agio fin dai primi istanti. Quasi fossero uniti da una strana connessione. Nonostante avesse superato la mezz’età, il fisico forte e le vesti di cuoio davano a intendere fosse un capocaccia. Non avendolo mai visto nelle ali del palazzo abitate dalla manovalanza, doveva ricoprire un incarico importante all’interno della corte del primo principe. Ogni reale era servito da un seguito composto da domestici, governanti, segretari, cacciatori, soldati e guardie del corpo.
«Caspio, sei davvero piccolo.» L’uomo si grattò la testa, pensieroso. «Ti ho portato un paio di cambi smessi dal più piccolo dei miei figli, ma ti staranno larghi. Beh, pazienza. Il primo principe avrà chiesto che ti vengano confezionate delle tuniche su misura, quindi sarà una cosa temporanea.»
Leia sentì la gola stringersi per un’emozione sconosciuta. Gioia? Gratitudine?
L’uomo parve accorgersene; così pensò Leia, nell’incontrare il suo sguardo colmo di calore.
«Il mio nome è Roter» allungò un braccio verso di lui, attendendo di scambiare una stretta di mano.
«Leia.» Leia ricambiò il gesto, lasciando che la mano forte di Roter avvolgesse la sua.
«Vedo che ti sei già guardato attorno.» Roter indicò gli armadi, ancora aperti. Si avvicinò a quello che conteneva il montacarichi, battendo due colpi all’interno. Le corde si mossero, e dopo poco comparve un piano sopra il quale erano poggiati dei barili: due vuoti e uno pieno di sabbia.
«Il tuo compito è quello di pulire entrambi i locali che fanno parte dell’alloggio dei pardi: togliere ciò che è sporco, lavare i pavimenti, le vasche, gli attrezzi utilizzati e il lavatoio.»
Leia annuì, pronto a rimboccarsi le maniche.
«Una volta riempito il barile con la sabbia sporca, e stesa quella pulita, rimetti entrambi qui: uno dei giardinieri si occuperà di far scendere il carico e smaltire il tutto.»
Ancor prima che Leia potesse avvicinarsi agli attrezzi, Roter lo fermò con un cenno della mano.
«Se inizi ora, Niw e Nakia ti faranno sudare il doppio.»
Si era completamente dimenticato di loro; Leia rivolse lo sguardo ai pardi, ancora fermi nell’identica posizione e intenti a studiarlo.
«Sono stati addestrati per raggiungere il primo principe allo scoccare del sesto tocco; trascorreranno la giornata con lui, torneranno qui solo per trascorrere la notte. Sempre che non se ne vadano a zonzo per il palazzo: sono animali notturni.»
«Ieri sono rimasti con me.»
Roter scoppiò a ridere. «Devi piacergli davvero molto!» Allungò la mano per scompigliargli i capelli. D’istinto, Leia fece un passo indietro.
L’uomo non disse nulla, portando la mano al mento per massaggiarselo con fare distratto.
«Mi dispiace…» Leia sentì scivolare dalle labbra quelle parole, mortificato.
«Non devi preoccuparti, ragazzino. Impareremo a conoscerci.»
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
- Episodio 5: Una coperta di lana
- Episodio 6: Sapone alla vaniglia
Le descrizioni ti fanno entrare in contatto con la scena. Potevo vedere Leia mentre studiava l’ambiente che lo circondava. Tanto mistero sulla sua identità, poi alimentano la curiosità. Una storia da scoprire piano piano 😉
Spero di tenere viva la tua curiosità per molto, molto tempo ❤
Mi hai fatto sentire un po’ Leia con il compito di pulire le lettiere di una trentina di ospiti del rifugio dove vado a dare una mano nei fine settimana: cambiare l’acqua nelle ciotole, pulire dove sporcano, spazzare i locali dove gironzolano. Le proprietarie sono anzianotte e non riescono più a gestire i compiti più gravosi… Vorrei anche io degli zoccoletti mezzo punto più grandi, ma niente copertina di lana, fa fin troppo caldo 😀 Ovviamente tutto ciò che scrivi è avvolgente, è credibile e soprattutto è immersivo. Lo adoro. ❤️
Mi sa che hai anche tu il tuo bel daffare 😅 (se non ricordo male hai un nutrito branco al tuo seguito, oltre a quello del rifugio). Mentre scrivevo questa parte la lettiera applicata a dei pardi mi è parsa un po’ fuori posto, ma poi mi sono detta: e che “caspio” (Roter docet), questo è un fantasy! Ce la metto!!!
Credo che sia la scelta più indicata. Stavo pensando che una grande vasca rettangolare o più di una all’esterno, riempita con terra o meglio ancora sabbia sia la cosa migliore. Per carità , gli animali potrebbero tranquillamente espletare i loro bisogni in giardino, ma abituandoli a utilizzare un luogo preciso e circoscritto, Leia è avvantaggiato… non deve andarsene in giro a ricercare tipo esploratore 😀
Io invece devo lottare contro cinque pardi in miniatura, ma sono abbastanza diligenti e, a parte la rottura che non appena pulisco loro devono sporcare tre secondi esatti dopo, non posso lamentarmi più di tanto.
“Allungò la mano per scompigliargli i capelli. D’istinto, Leia fece un passo indietro.L’uomo non disse nulla, portando la mano al mento per massaggiarselo con fare distratto. “
Quante ne deve aver passate nell’altra vita 🙁
Il corpo decide da sé: molte volte è più sincero delle parole
Mi sto immergendosi sempre di più nell’ ambiente in cui si trovano i vari personaggi di questa storia. La coperta di lana contribuisce a rendere più morbida e piacevole la nuova situazione per Leia e anche per me che sento una forte empatia nei confronti di questo “cucciolo”, ancora impaurito.
Sono contenta che la storia continui a piacerti ❤
Mi sono già affezionata a Roter. Bella l’idea della lettiera di sabbia per i due micioni. )sono felice di non doverla pulire io, mi basta il mio gatto bonsai)
Roter avrà un ruolo importante nella storia: diventerà una specie di “zio”, per Leia. Quanto ai gatti io ne ho due e riguardo ai pardi li ho presi a modello 😂