Una giornata al parco

Serie: Pillole horror


Facendo capolino dal muretto ad altezza uomo, si possono vedere tantissimi bambini gioiosi che scorrazzano sul verde del parco, mentre altri volano sulle altalene, sempre più in alto. Quasi al centro della grande area verdeggiante si trova un albero gigantesco e rigoglioso, sotto il quale molti fanciulli si tengono per mano e giocano a girotondo. A pochi passi, sulle lunghe panchine di legno, i genitori vigilano sui pargoli con occhio attento e amorevole; il sole di mezzogiorno rischiara i visi di tutti, che siano grandi o piccoli, buoni o cattivi, all’immensa nana gialla non interessa. La luce viene riflessa sui loro grandi sorrisi, sembra arrivare ovunque anche grazie a loro; sembra davvero pronta ad accendere il più buio degli angoli, il più maledetto dei cuori.

Posso solo limitarmi a guardare da qui, ad attendere un preciso rintocco del mio orologio d’epoca. Devo attendere quel colpo secco che mi fa sapere che è ora di liberarsi dagli obblighi, dagli schemi sociali ed essere finalmente me stesso. Mentre il tempo scorre sempre meno velocemente, continuo a osservare il quadretto quasi idilliaco. Gli adulti hanno intavolato un banchetto, come tutte le domeniche, unendo i cinque tavoli e le dieci panchine; ognuno ha portato una grossa borsa stracolma di cibo e bevande d’ogni genere. Hanno mangiato e bevuto tanto che ormai non riescono a tenere gli occhi aperti, quei loro piccoli e ormai non più vigili occhi si lasciano vincere dal sopore.

Finalmente sento il rintocco della mia liberazione, da uomo anonimo comincia la mia metamorfosi: gli occhi marroni si riempiono di sangue nero fino a inibirmi la vista, respirare diventa difficoltoso, sento i denti che lentamente si deformano per far posto alla seconda arcata di denti marci e appuntiti che spunta bucando le gengive, facendo fuoriuscire diversi fiotti di sangue e provocando dolori atroci. Perdo la capacità di restare eretto, ogni muscolo del mio corpo si contrae e si dilata per poi ricompattarsi ripetutamente; la lunghezza dei peli raddoppia e il dolore che provo è simile a quando i capelli sono tirati con forza bruta.

Sono poco consapevole in questo stato, mi accorgo solo di alcune cose: l’erba soffice sotto i miei enormi piedi, la Luna ormai alta nel cielo, il sapore dolciastro in bocca, le urla strazianti di un bambino che si affievoliscono tediosamente.

Serie: Pillole horror


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Discussioni

  1. Ricordavo fossi bravo, ma adesso ti sei molto migliorato!
    Mi hi fatto immaginare tutta la scena, dall’inizio di quella pace apparente fino alla trasformazione del protagonista.

    Ben riuscita.

  2. Ciao Carmine, ottima descrizione della trasformazione, piena di dettagli e particolari, ma anche di sensazioni viscerali che tengono alta la tensione. Ottimo il contrasto tra il sereno quadretto e il mostruoso che avanza. Le premesse per un horror truculento ci sono tutte! Complimenti!

  3. Incipit interessante, una trasformazione in licantropo descritta con dettagli particolari che fanno apparire tutto ancora più orribile.
    Attendo il seguito.. sperando che l’orrore dilaghi 🙂
    Alla prossima lettura