Una promessa é una promessa.

“No!!!!” L’urlo riempie la stanza.

“Cazzo, questa volta mi molla. Avevo promesso, che sarei arrivato a casa presto e invece mi sono perso in questo maledetto progetto, come al solito”.

Nicola controlla ancora velocemente il suo lavoro, spegne il computer e poi esce dall’ufficio come una saetta.

“Ma sei un coglione, il gelato” e la sua corsa si blocca davanti alla porta della piccola cucina dello studio.

“Mi conosco troppo bene, e stamattina mi sono fermato alla gelateria del nostro primo appuntamento ed ho comprato un chilo di stracciatella, sapevo che non avrei rispettato la promessa.”

Così facendo entra nella piccola stanza e dal congelatore estrae la voluminosa scatola di polistirolo, poi riprende la corsa verso l’ascensore. Pigia più volte il tasto di chiamata

“Quando serve non arriva mai”.

Pochi istanti più tardi le porte si spalancano e la mielosa voce della rifattona del quinto lo riceve :

“Noi saliamo” lo informa mentre il suo sguardo goloso lo spoglia.

“Che peccato, scendo” svicola Nicola, lasciandola a bocca asciutta, decidendo poi di tentare la via delle scale.

“Sono solo tre piani ai garage.” Fiondandosi nel vano scale quasi volando, rischiando la vita sui gradini scivolosi e arrivando senza fiato all’auto. La serratura scatta all’ istante, il baule si apre, dove  borsa giacca e gelato vengono lanciati come un pallone nel canestro.

Nicola sale in auto e parte senza quasi guardare e facendo urlare i pneumatici.

“Ho promesso, che sarei arrivato a casa per primo, non posso fare il cretino” e senza rendersene conto la velocità aumenta.

“Noooooo, un posto di blocco, la paletta no. Porca vacca, proprio oggi non è giusto”.

Mentre abbassa il finestrino, la voce dell’agente lo incolpa:

“Andavamo di corsa, sa di quanto ha superato il limite?”

“Ha ragione agente” risponde Nicola passandosi nervosamente una mano fra i capelli.

“Chissà quante volte l’avrà sentita, ma oggi é davvero il mio anniversario” continua contrito.

“L’anniversario? Auguri. Speriamo che possa festeggiarlo a casa. Patente e libretto, prego. Attenda in auto.”

Nicola consegna quanto richiesto e poi con lo sguardo fulmina i due agenti che nell’abitacolo della volante controllano e pare lo stiano sbeffeggiando.

Alcuni infiniti minuti più tardi, l’agente riconsegna i documenti.

“Dovrebbe ringraziare il mio collega perché oggi é anche il suo anniversario. La lasciamo andare, cerchi di rispettare i limiti. E si fermi a prendere del gelato, con questo caldo addolcirà il suo ritardo.”

“Veramente é nel baule, spero non si sia sciolto” risponde Nicola grato.

“Grazie ancora agente a lei e al suo collega” e riparte cercando di maniere la calma.

Pochi minuti più tardi giunge a casa, non ha tempo di pensare all’accaduto, scende dall’auto e recupera il contenuto del baule, corre in casa dove il clima temperato calma in parte la sua furia.

Mezz’ora più tardi, sente una portiera sbattere, la porta d’entrata si spalanca inondando di luce la stanza.

“Chiudi stronzo, ti sarai divertito?”

“Dov’è il gelato?” chiede una voce strozzata dalle risate.

“Sapevi che ero io, perché mi avete fermato.?Così il gelato si è sciolto” continua Nicola.

“Come sciolto?” Andrea guarda negli occhi Nicola e senza smettere di sorridere continua:

“Ho comprato i tuoi fiori preferiti: margherite bianche.”

Nicola, non riesce a tenere il muso e bacia Andrea confessando:

“Non è vero che si è sciolto, buon anniversario amore.”

“Felice decimo anniversario anche a te.”

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Discussioni

  1. Ciao Tiziana, bel laboratorio! Ho letto di un fiato, il ritmo che hai impresso nel racconto mi ha permesso di gustarmelo dall’inizio alla fine.

  2. Ciao Tiziana, adesso mi spiego la scena in ascensore e le risatine dei poliziotti???, il finale mi ha spiazzato, hai avuto una buona idea per il lab! Certo siamo un po’ fuori stagione per il gelato???! Un saluto, alla prossima!