Una topolina un po’ speciale

Maria Pia era una topolina nata da una topolina malata. Stava molto male e non sapeva a chi affidare la sua piccolina. Soffriva di una tosse speciale che la stava indebolendo sempre più. Non c’era da dire altro: più soffriva e più s’innamorava della sua piccolina. Maria Pia, appena nata, soffriva già di una certa malattia nervosa che la faceva dimenticare tutto e cominciava a rodere, a rosicchiare pagine e pagine di quotidiani, mangiucchiando anche l’inchiostro. Lei non riusciva più a smettere. Aveva bisogno di farmaci, ma non sapeva che con un po’ di tranquillità e di pace e di amore, sarebbe riuscita a smettere. Ma la mamma era molto malata e lei soffriva terribilmente. La mamma era simile ad una tisica, anzi chiunque avrebbe detto che era una tisica. Tanto che ad un certo punto, morì. Era stata una liberazione da parte della mammina, ma anche per Maria Pia divenne una certa liberazione, anche se l’amava moltissimo. 

 Maria Pia ne soffrì terribilmente. Non sapeva come fare a liberarsi della sensazione di freddo che le venne e dell’insopportabile idea della morte ormai vicinissima della mamma. Cosa fare?? Come poteva vivere senza la sua mammina?? I giorni passavano mangiando, divorando fogli e fogli di giornale senza che neanche lei sapeva cosa c’era scritto, avrebbe voluto sapere cosa significavano le lettere che si trovavano sul giornale, ma niente. 

Tutt’a un tratto, divorò altre pagine di giornale che lei quasi si strozzò. Poi, ad un tratto, appunto in quell’istante, passò di corsa una bicicletta anzi due, erano Lorenzo e Claretta che passeggiavano per le strade di Parigi. Lei sentì come se niente in quell’istante fosse più caldo di.. una ruota che girava troppo velocemente e poi di un faro che le illuminava il corpicino e di un cestino con su altri giornali, un po’ di latte e un po’.. di pane. 

Fu tanto emozionata di quell’altezza che aveva raggiunto che tutt’a un tratto capì di essere arrivata al culmine della felicità. Finalmente aveva trovato due amici che andavano in bici. Ma la donna gridò subito:- Un topooooo!!- Era infatti la bicicletta, anzi, il cestino della bicicletta di Claretta che soffriva terribilmente alla vista di un topo. 

Le due bici si fermarono in tempo e Claretta notò che quel topolino che la spaventava terribilmente era in realtà una topolina per giunta simpatica, spiritosa, graziosa e piccolina piccolina. Inoltre, Claretta teneva sempre nel cestino della sua bicicletta un libro che amava sfogliare. La topolina ne rimase colpita tanto da essere imprigionata tra le pagine del libro. Per Mari a Pia é la prima volta che prova questa sensazione, ma non sarà l’ultima, come vedremo più avanti. Amava terribilmente i libri!!

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni