Ussaro testa di morto

Aveva il cannocchiale, ma non lo usò per guardare, lo usò per vagliare.

Il campo di battaglia era sempre lo stesso. Un tappeto di cadaveri e carcasse inframezzato da cannoni dalle culatte spaccate. Era la solita desolazione, ma Franz ci era abituato.

Dopo aver risposto il cannocchiale, annuì. «Possiamo muoverci».

Comandava un reggimento di ussari. Secondo lui sembravano più becchini che si erano improvvisati guerrieri e poi il piccolo teschietto con le tibie esaltava quell’idea. Non erano pirati, erano ussari testa di morto, erano prussiani.

L’unità si mosse per quella brughiera e Franz si dimenticò dove si trovassero. Jena, Lützen o Bautzen? No, era un’altra località, ma non ricordava bene quale.

Il suolo era diventato una distesa di carne morta e il rosso si alternava al blu come anche al nero, ma poi c’erano mille colori perché i corvi e gli avvoltoi disfacevano tutto.

«Ci siamo persi una bella battaglia». Franz fece un gestaccio.

«Ma sono stati gli alleati a pensarci al nostro posto» intervenne l’attendente.

«Sì, certo, ma io volevo menare un po’ le mani».

«Ci siamo dati da fare già a Ligny…».

«È vero, ma lì il maresciallo Blücher ha rischiato di essere ucciso dai corazzieri francesi».

Si scrollò di nuovo nelle spalle. «L’importante è che abbiamo trionfato qua a…».

Uno sparo interruppe la voce dell’attendente.

Tutti si girarono e videro dei fantaccini con ghette e shakò. Li insultavano e poi sparavano con i Charleville.

Franz sguainò la sciabola. «Una compagnia a me». Non attese nessuno e partì alla carica invocando Blücher e il re di Prussia.

Gli ussari testa di morto calarono sui fantaccini nemici subito dopo Franz, ma lui era già in avanti e aveva spiccato teste, mutilato arti. Era il sangue, era la morte, e Franz agognava solo a questo e rise.

La zuffa proseguì poi i fantaccini nemici scapparono e Franz stette immobile. Di nuovo prese il cannocchiale e non guardò, ma vagliò.

In quadrato c’erano dei reparti in blu e il loro comandante disse in francese ai reparti in rosso: «Merde!».

La guardia muore e non si arrende, risuonarono anche queste parole.

A Franz non piaceva quel nome. Waterloo. Ma era stata una vittoria contro i francesi, sì, ma solo dei britannici.

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