Vento Del Nord

Serie: La Muerte Dorada


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Cassandra alla chiesa di San Francesco ha investigato sulla morte di Dolores, ma qualcosa è in agguato..

Erano le 19:30, quando Ksenia entrò nel campo visivo di Cassandra mentre il camino acceso la cullava avvolgendola nel suo tepore.

«Cristo santo.. Ksen nel modo più assoluto, non azzardarti ad uscire vestita così» esclamò.

Ksenia sorrise, appoggiando una busta color avorio con una runa in ceralacca rossa sulle sue mani.

Fenrir Grill Hall. Foligno. Ore 20:30. Anniversario.

Cassandra tacque. Se ne era dimenticata, Dolores le era entrata fin dentro le ossa. Adesso il ritardo di Ksenia aveva una valida spiegazione.

«Il tailleur di seta oro scuro. Dobbiamo partire Vostro Onore, il taxi è arrivato» disse Ksenia.

Cassandra annuì, mentre il senso di colpa le chiudeva la gola.

Il tragitto fu breve ma intenso, Cassandra non riusciva a staccare gli occhi dal tassista.

Ksenia guardava fuori dal finestrino, era in chiamata con una sua collega di reparto, Nasrin.

Cassandra strizzò leggermente gli occhi, vedeva l’uomo al volante che si grattava l’orecchio insistentemente fino a scoprire la cartilagine. Qualche secondo dopo dal sedile del passeggero, una mano avvolta da tessuto di lino bianco bagnato di acqua scura, si tese facendo entrare due dita dentro all’orecchio dell’uomo, estraendo una piuma di falco insanguinata.

«Ksen, stai vedendo anche tu?» disse Cassandra in preda all’agitazione.

La mano di Ksenia afferrò la piuma di falco stringendola nel palmo, mentre quella sinistra aveva aperto il finestrino gettando fuori l’occhio che si era estratta a vivo dalla cavità oculare. Cassandra seguiva inorridita tutta la scena, quasi con il vomito alla gola. Ksenia si portò il palmo della sua mano al viso, facendola scivolare dalla fronte verso la bocca voltandosi poi verso di lei. Cassandra non vide più la sua ragazza, ma un richiamo di guerra antico e perduto in carne ed ossa. La mano dalla quale Ksenia aveva preso la piuma insanguinata, le mise un occhio vitreo dentro alla cavità oculare vuota.

«Los dioses están llegando» disse una voce dal sedile del passeggero.

«Siamo arrivati Cass, svegliati» disse Ksenia baciandole le labbra.

Cassandra si svegliò di soprassalto mentre il tassista chiedeva il conto della corsa.

L’entrata del Fenrir Grill Hall era di legno scuro, sopra al portone dalle grandi maniglie dorate c’erano due fiaccole intrecciate davanti alla sagoma di un grande lupo in ferro battuto. La piccola sala che Ksenia aveva prenotato aveva pellicce disposte alle pareti, alternate tra quelle di renna, lupo e orso. Le rune erano dipinte sopra specchi di pietra grezza e al centro il loro tavolo, intarsiato tra roccia scolpita e spesse corde a contorno.

«Questo è da parte della sua compagna, signorina Hale» disse l’oste mentre appoggiava sul tavolo due boccali a forma di corna ricurve con dentro idromele. Cassandra si voltò guardando Ksenia che sorrideva come non lo aveva mai fatto prima.

«Cass, vuoi sposarmi?» disse portandole l’anello al dito.

Cassandra sentì le lacrime che premevano dietro gli occhi per uscire.

«Sono sempre troppo dura e gelosa… mi dispiace tanto Ksen… Ma dopo la morte di Liora sei l’unica cosa che non credevo fosse più possibile» iniziò Cassandra singhiozzando tra le braccia di Ksenia.

«Cass, felice anniversario.» le disse Ksenia mentre la teneva stretta lasciando che le sue lacrime trovassero una via di fuga. Anni prima l’Hudson non aveva regalato un anello a Cassandra, ma lacrime amare e dolorose da versare per Liora. Aveva regalato un perpetuo pellegrinaggio su una lapide che aveva incorniciato un volto troppo giovane, scomparso troppo presto a cui nessuno aveva ancora reso giustizia.

«Non ti merito, ma sì, voglio sposarti Ksen, assolutamente» disse Cassandra asciugandosi le lacrime.

I piatti di ardesia vennero poggiati sopra il tavolo.

«Io mi chiamo Bjorn e sarò il vostro oste per la serata» disse l’uomo.

Diffusa da altoparlanti nascosti sotto gli scudi, una musica folk norrena allietava la serata, colpi di tamburi si alternavano al suono delle corde di arpe che accompagnavano un parlato perduto nel tempo. Arrivò il grande tagliere in pietra lavica, sul quale Cassandra vide una selezione di carni umbre condite secondo la tradizione norrena con bacche di ginepro e mirtilli. La cena procedeva, finché il cellulare di Ksenia iniziò a vibrare sul tavolo. Una videochiamata da New York.

«Darvishi, so che sei in vacanza ma temo che dovrai tornare in Italia prima di quanto pensi.» esordì David Cross.

Cassandra poggiò il boccale sollevando lo sguardo.

«Direttore, stiamo festeggiando il nostro anniversario» rispose Ksenia, cercando di mantenere un tono professionale. «Può dirmi di più?»

Cassandra si mise a mani giunte sotto il mento in attesa di sapere se avesse dovuto procedere con la stesura preventiva delle clausole del divorzio.

«Si tratta della cooperazione internazionale di cui ti avevo accennato, il reparto Ombra è nato per questo» spiegò Cross. «Abbiamo le certezze adesso, nell’Alto Lazio è stato confermato il ritrovamento di un altare in ossidiana. Le prime analisi indicano un’origine norrena. L’FBI ha riaperto il caso riguardo l’incidente del ’78 e il reperto potrebbe essere collegato a un fenomeno non classificato. Sono stati trovati anche dei cadaveri nella zona.»

A quel punto Cassandra non riuscì più a trattenersi e le strappò il telefono dalle mani.

«David, ascoltami bene. Ksenia non si muove da New York. Non se ne parla e non accetto essere interrotta durante il nostro anniversario.»

Ksenia cercò di riprendere il cellulare, spaventata dal tono di Cassandra.

«Non intendo dare la mia autorizzazione a questa follia, sono stata abbastanza chiara, Cross?» incalzò Cassandra.

Ksenia si mise le mani nei capelli.

«Darvishi, con te facciamo i conti più tardi in camera. Tanto per avermi omesso un dettaglio così importante, cazzo» concluse Cassandra furiosa.

Cross non si scompose. «Procuratore Hale, capisco il suo disappunto, ma la questione è molto complessa, seguiranno aggiornamenti» concluse la chiamata il direttore del dipartimento federale.

Cassandra fulminò con lo sguardo Ksenia, poggiando lentamente il cellulare davanti a lei come un artificiere si prenderebbe cura di una bomba ancora attiva.

«Considera, che nel mio lavoro sono pagata per mantenere la calma, ma mi rendo conto che con te è volontariato.»

«La tua difesa, non reggerebbe nemmeno in un tribunale di provincia.» 

Ksenia abbassò lo sguardo, mortificata.

«Guardami. Non ho finito.»

Ksenia obbedì senza fiatare. Cassandra prese il coltello, tagliò un pezzo di carne dal piatto e lo posò davanti a lei.

«Mangia. Ti servirà energia per spiegarmi perché hai pensato che nascondermi una convocazione federale fosse una buona idea.» 

Fuori dal locale, sulle colline laziali si scagliò un violento fulmine che illuminò il cielo.

Continua...

Serie: La Muerte Dorada


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Questo mi è sembrato l’episodio che dà inizio ad una svolta, con nuove indagini che metteranno in luce aspetti nuovi della vicenda. Apprendiamo anche che il passato di Cassandra è stato segnato da una morte, sempre collegata con l’acqua (una coincidenza?). Resterò a vedere che cosa accadrà ora…

  2. Bene, fino a qua direi ottimo. Ora capiremo che ci facevano i norreni nell’alto Lazio, cosa ha messo insieme Ksenia e quanto c’entri la storia di Dolores. Attendo con impazienza le sorprese. Come per tutte le serie ci sono pagine più “piene” e altre di passaggio ma il compito di tenere alto l’interesse ti è riuscito in pieno.

  3. In questo episodio mi è piaciuto molto il contrasto tra la dimensione intima della proposta di matrimonio e quella oscura e quasi rituale che continua a insinuarsi nella storia.
    La visione nel taxi è forte, disturbante e molto cinematografica, ma funziona soprattutto perché secondo me non resta fine a sé stessa, piuttosto prepara chiaramente qualcosa di più grande.
    Anche il rapporto tra Cassandra e Ksenia acquista spessore, tra fragilità, gelosia e ironia, e rende credibile il legame tra loro.
    Molto efficace poi il finale, perché riporta subito la tensione sull’indagine e apre un nuovo fronte narrativo senza spezzare quello emotivo. Davvero bravo 🙂

    1. @cristiana Sei l’unica ad aver capito il seme che ho piantato in questo capitolo. Questo episodio non l’ho scritto a caso, ma come dici tu per un qualcosa di molto più grande, un piccolo progetto a cui sto dedicando tempo, sperando che abbia il suo futuro riscontro nel suscitare interesse nei lettori. Il fatto di leggere i tuoi racconti mi dà tempo di entrare nella mente di qualcuno che, attraverso i suoi testi scritti non si limita alla semplice narrativa. Ciò che tu trasmetti (parlo per la mia persona) non è solo intrattenimento, ma se si legge con chiave attenta ci si accorge di essere eterni studenti. Sono molto felice ed orgoglioso che questa mia lezione venga proprio da te, per questo posso solo dirti Grazie 🙏

  4. Un episodio dolce-amaro, tra miele e fiele che danno brio al ritmo di questo racconto, con le varie tonalità dei dialoghi e colpi di scena che alimentano la curiosità del lettore.

  5. “Cassandra si svegliò di soprassalto mentre il tassista chiedeva il conto della corsa.”
    Meno male era solo un incubo. C’ ero cascata e stavo pensando che questo episodio fosse troppo orrido, per me.