Verso gli Alti Pascoli
Serie: I cani della Valle del Pastore
- Episodio 1: Una 500 su per la via
- Episodio 2: Chiamati per nome
- Episodio 3: Siamo a casa
- Episodio 4: Fratelli maggiori
- Episodio 5: Uno sguardo sulla Valle
- Episodio 6: Il gregge
- Episodio 7: Un ululato lontano
- Episodio 8: Il gufo
- Episodio 9: Una notte nel bosco
- Episodio 10: Punizione
- Episodio 1: Tele di storia
- Episodio 2: Momenti speciali
- Episodio 3: Neve e fuoco
- Episodio 4: Il giorno del collare
- Episodio 5: Verso gli Alti Pascoli
STAGIONE 1
STAGIONE 2
La primavera aveva fatto fiorire tutta la Valle. Le montagne, da bianche erano diventate verdi e lucenti, salvo le vette più alte, ancora velate da un pallido chiarore di neve, ultima testimonianza dell’inverno trascorso.
Fu allora che il Pastore iniziò i preparativi per la transumanza. Era infatti uso nella Valle che nel periodo estivo il gregge fosse condotto ai prati più alti presso le pendici dei monti, per mangiare l’erba più buona che si poteva trovare nella Valle. Quei luoghi erano chiamati gli Alti Pascoli e l’intero gregge vi sarebbe rimasto nei mesi più caldi.
I cani-conduttori si trovavano spesso tra loro nella casa del Pastore per discutere e memorizzare il percorso del viaggio guardando per ore alcune tele sparse per la casa che raffiguravano scene degli Alti Pascoli o del sentiero in mezzo ai boschi. Inoltre, si esercitavano spesso correndo nei pascoli e guidando le pecore dalla collina al laghetto. Eli era il più attivo nell’insegnare, più ancora di Cleandro, istruendo i giovani Gioele e Samuele con severità. Samuele però notava che Cleandro era più penetrante nel comprendere il volere del Pastore. Gli bastava un minimo cenno per sapere qual era la direzione che egli voleva dare all’intero gregge. Nessuno più di lui sapeva comprendere anche il più piccolo gesto del Pastore.
Anche i cani-custodi iniziarono i loro preparativi. Passavano molto tempo visitando tutte le pecore, annunciando la partenza imminente e dando loro indicazioni e consigli. Fedele radunava i piccoli agnelli e raccontava loro della transumanza, degli Alti Pascoli e del viaggio che li aspettava, mettendoli in guardia sui pericoli che avrebbero potuto trovare lungo la strada, invitandoli a restare sempre uniti. Ma nessuna raccomandazione di Fedele era in grado di spegnere l’entusiasmo dei piccoli, così desiderosi di vedere finalmente le altezze della Valle.
Guido correva da una parte all’altra del gregge organizzando le famiglie in piccoli gruppi che si aiutassero e sostenessero lungo il percorso. Cercava inoltre di unire a questi le pecore solitarie, le quali accettavano con molta fatica. Egli era instancabile nel suo incessante correre da ogni parte.
Manuele aiutava come poteva. Non avendo vissuto la transumanza non sapeva dare consigli, così parlava con le pecore e si faceva raccontare storie sugli Alti Pascoli. Le pecore erano felici di narrare al giovane cane i viaggi passati, le gioie che avevano vissuto e anche i nuovi incontri che avevano fatto. Molte pecore infatti, si erano conosciute tra loro proprio durante la transumanza e molte famiglie erano nate nei prati degli Alti Pascoli. Narrando di ciò le pecore custodivano l’attesa della partenza e Manuele invece iniziava a desiderare sempre più di andarvi per la prima volta.
Anche Fedele e Guido gli descrivevano le esperienze passate in quel luogo riempiendolo di raccomandazioni e consigli su come comportarsi, soprattutto durante il tragitto verso i prati.
«Quando saremo in viaggio dovremo stare molto attenti, Manuele» gli disse Guido.
«Certo. Farò del mio meglio. Non perderemo nessuna pecora» rispose subito.
«Perdere una pecora non è la sola cosa che può accadere» proseguì Guido. «Il viaggio verso gli Alti Pascoli durerà tre giorni. Ci fermeremo per la notte lungo la strada, in luoghi che il gregge conosce poco. Le pecore in genere sono inquiete perché non vedono l’ora di arrivare e perché si sentono in un territorio che non è loro familiare. È una situazione perfetta per i lupi. Potrebbero attaccarci. Soprattutto quando la strada affianca il Bosco Grigio. Se dovessero farlo, noi guardiani dovremo combattere. I conduttori penseranno a radunare e portare via il gregge mentre noi terremo testa ai lupi.»
Guido guardava Manuele negli occhi, quasi volesse coglierne la reazione.
«Capisci cosa sto dicendo?» chiese con dolce durezza.
«Credo di sì. Dobbiamo difendere le pecore e combattere se necessario.»
«È facile dirlo, ma quando ti trovi muso a muso con la ferocità di un lupo…»
«I lupi sono davvero così cattivi?»
«Che domanda è questa, Manuele?»
«Insomma, vogliono uccidere le pecore. Come si fa ad essere così malvagi?»
«I lupi sono affamati, feroci, brutali e sono pronti ad uccidere, ma dire se siano malvagi o cos’altro non credo spetti a noi.»
«Non riesco ad immaginarmeli» disse Manuele.
«Ne hai già incontrato uno nel Bosco Grigio, ricordi?»
«Eccome se mi ricordo» disse Manuele ridendo. «Mi ricordo anche di te quando ci hai trovato fuori dalla foresta. Lì sì che ero terrorizzato.»
Guido esplose in una grande risata soddisfatta. «Lo so. Quando voglio so essere ben più feroce di un lupo. Ve la siete proprio meritata quella volta.»
«Ricordo quel lupo» proseguì Manuele. «Era strano. Non ci ha fatto del male, non sembrava feroce. Ci aiutò ad uscire dal bosco quella notte e se ne andò come se niente fosse. Non mi sembrava spaventoso. Però un lupo pronto ad uccidere una pecora non riesco proprio a immaginarlo.»
«Vorrei dirti che spero tu non debba mai trovartelo davanti, ma a noi cani-custodi questa fortuna non è concessa.»
«Quindi tu lo hai incontrato?» chiese Manuele. «Hai combattuto contro uno di loro?»
«Certo che l’ho fatto» rispose Guido con una risata, quasi reputasse la domanda scontata. Poi rimase in silenzio e abbassò lo sguardo fino alle sue zampe, perso in chissà quale pensiero. «Ci combatto tutti i giorni» aggiunse con un grave sussurro.
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- Episodio 3: Neve e fuoco
- Episodio 4: Il giorno del collare
- Episodio 5: Verso gli Alti Pascoli
Mi ha dato proprio la sensazione di una fiaba “vera”: preparativi, ruoli, comunità e poi quel dialogo coi lupi che ti sposta tutto su un piano più adulto senza dirlo apertamente. E la chiusa di Guido mi è rimasta in testa: sembra parlare del bosco, ma anche di qualcosa che ci portiamo dietro.
Grazie della tua attenzione Lino.
Cavoli, bellissimo questo librick!
Ciao Kenji. Grazie