
Alla ricerca della Zahra
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Il Regno
- Episodio 2: Altri stimoli
- Episodio 3: Un arduo addestramento
- Episodio 4: L’inizio del torneo
- Episodio 5: Nel vivo del torneo
- Episodio 6: Il potere nascosto
- Episodio 7: La fine del torneo
- Episodio 8: Un nuovo inizio
- Episodio 9: L’imminente arrivo del male
- Episodio 10: L’inizio del sentiero
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Dopo aver superato quell’ostico ostacolo scurò notte fonda, così dovevano trovare un posto in cui accamparsi per poter riacquisire le forze, e continuare il viaggio in forma il giorno dopo. E videro in lontananza una piccola caverna, così la raggiunsero. Si gelava, ma fortunatamente nelle loro provviste portarono anche delle coperte, che decisamente li aiutò. Passarono lì la notte, e all’alba subito ripresero il loro cammino. La prossima destinazione che li attendeva, come spiegatogli da Oliver, sarebbe stato il piccolo regno di Zaria, nel quale in un luogo oscuro si celava l’antica pietra verde, la cosiddetta Zahra, o almeno così recitava la leggenda. Ma vi era un ostacolo all’entrata del regno che ostacolava loro l’accesso, erano dei piccoli, verdastri e dall’aspetto vile e furbo, ossia i goblin, non credettero ai loro occhi, quegli esseri esistevano veramente, prima l’orco e ora loro, si stavano imbattendo in esseri che non avevano mai visto prima d’ora, questo viaggio riserbava davvero delle grandi sorprese. L’entrata del regno aveva un aspetto rigoglioso, vi era verde ovunque, un ambiente mozzafiato, ricco di piante,fiori ed erba, e dietro i goblin vi era un enorme portone d’acciaio, che separava loro dal regno, ma per provare ad aprirlo dovevano prima fronteggiare quei mostriciattoli. Si riunivano sempre in massa, era impossibile imbattersi in loro singolarmente. Quest’ammasso di goblin avevano un aspetto rabbioso e un odore fetido. Ve ne erano sei, ed avevano tra loro aspetti diversi a livello di peso, di altezza e anche facciale, non erano cambiamenti esagerati, ma si potevano ben notare. Gli eroi erano pronti, senza alcuna paura, erano in minoranza, ma consapevoli che li avrebbero sbaragliati, perché erano uniti e lottavano per una ragione ben precisa, troppo importante per fallire, troppo cruciale per uscirne sconfitti. I goblin andarono subito all’attacco armati d’ascia, e li misero in enorme in difficoltà, inizialmente tutto quello che riuscivano a fare era schivare i loro colpi, non erano in grado di colpirli in qualche modo, anche a causa della paura di poter essere feriti dalla loro arma. Così capirono che l’unico modo per avere una possibilità era basato sul tentativo di fronteggiargli con attacchi a distanza. Ma per farlo, ovviamente, gli occorrevano le armi adatte, che in quel momento non avevano in possesso. Così in difficoltà e accorto di idee, tutti raccolsero delle pietre e gliele lanciarono, purtroppo non gli recavano alcun danno, la loro pelle era abbastanza dura da contenere colpi come quelli, però non fu del tutto inutile quell’attacco, perché riuscì a distrarli e fargli guadagnare tempo. Ma proprio in quel momento, quando tutto sembrava andare per il verso giusto, quando vi era uno spiraglio di luce per attuare una strategia ben elaborata, subentrarono altri due goblin, posti sull’enorme porta del regno, armati di archi e di conseguenza frecce. Quindi quest’implicazione non gli permise di sfruttare tempo, ma anzi lo sprecarono per evitare gli attacchi a distanza, non avevano più l’opportunità di ingegnare un piano, anche allontanandosi dai goblin armati d’ascia, divenne troppo complicato. All’unanimità, pensarono contemporaneamente ad un unico modo per uscire da quella drastica situazione, cercare di contrattaccare quei colpi a lungo raggio, ma come?! Il viaggio era appena iniziato eppure Ventus e i suoi degni compari già avevano affrontato difficoltà, e avrebbero continuato a far fronte a ostiche insidie. Così il giovane capì che ogni momento di quel viaggio lo avrebbe sottoposto a sfide sempre più ardue, e quindi doveva necessariamente incrementare la propria gestione dell’autocontrollo, del sangue freddo, di sicurezza in sé, lucidità e fermezza nell’affrontare qualsiasi tipo di situazione. E in quel determinato scenario avrebbe dovuto mettere in pratica tutti questi aspetti fondamentali tipici degli eroi, e se davvero fosse destinato ad eseguire epiche imprese non sarebbe stato impedito a rispettarli tutti nel momento del bisogno, e quello era uno di quei momenti. Così il giovane eroe strinse i denti e decise di non agire più razionalmente come aveva fatto fino a quel momento, ma istintivamente. Solo in quel modo poteva scrollarsi il peso del destino del regno nelle sue mani, solamente seguendo il suo istinto, non pensando, senza contemplare su tutto quello che lo circondava, spegnendo l’interruttore della sua parte razionale, doveva agire confidando su se stesso, sul suo talento, sulle sue potenzialità, sulla sua essenza da eroe, che sarebbe emersa inconsapevolmente, improvvisamente, irrazionalmente e inconsciamente. Chiuse gli occhi, e così in un istante era come se tutto ciò che gli era attorno si fosse arrestato, come se il tempo fosse cessato di esistere, come se lui fosse l’unico essere vivente presente al mondo, non udiva nulla, nessun battito d’ali, nessun fruscio di vento o di onde del mare, nessuna brezza, neanche l’assordante voce dei due spilungoni, che anche nei momenti critici si era sempre udita, nemmeno lo strano verso emanato dai goblin per intimorire gli essere circostanti, niente di niente. In un momento tutto tacque, tutto si fermò, ma Ventus era libero di muoversi a suo piacimento, come se fosse entrato in una dimensione alternativa, come se si trovasse ingarbugliato in un mondo tutto suo, ma non era così, quello era il mondo di sempre, quello di tutti i giorni. Semplicemente qualcosa in Ventus si era acceso, un meccanismo che da sempre risiedeva all’interno del suo corpo, del suo spirito, che doveva essere in qualche modo attivato. Il giovane agì prontamente, non ebbe anche il tempo di realizzare, anzi era quasi come se non se ne fosse neanche accorto, come se il corpo si muovesse da solo e gli occhi vedessero il buio più totale, qualcosa lo manovrava e di certo non era lui. Inconsapevolmente riuscì a recuperare le frecce scagliate dai goblin nei loro confronti e quindi da loro evitati, e a rispedirle ai mittenti dritte alla loro gola con una forza al di fuori della natura umana, dopo ciò ritornó tutto alla normalità, compreso lui stesso. Non potevano credere ai loro occhi, un istante prima sembrava che tutto gli si ritorcesse contro e poi magicamente i goblin sanguinavano a terra, anche colui che ha provocato quel ribaltamento non si rese conto di nulla, come se gli si fosse annebbiata la vista, come se avesse perso la percezione con la realtà, come se in un lampo fosse caduto in uno stato di completa trance. Per un po’ di tempo tutti rimasero in silenzio, come se le parole non fuoriuscissero in quel momento, Ventus era ignaro, non ricordava nulla. Si era ritrovato seduto per terra all’improvviso e chiese spiegazioni in modo anche imbarazzato, ma tutto attorno a lui tacque. Nessuno sarebbe stato in grado di spiegare l’accaduto, l’unico che avrebbe potuto dare spiegazioni era lui stesso, ma era il primo ad essere confuso. “Ottimo la strada è sguarnita, direi di procedere” disse Oliver per spezzare il ghiaccio. Così fecero finta di nulla e proseguirono, ma Ventus rimase per un po’ lì assorto dai suoi mille dubbi, e con le mani tremolanti di chi non aveva idea di cosa fosse successo e terrorizzato per questo, ma poi si alzò e seguì gli altri. Ma l’enorme portone d’acciaio che li separava dal regno impedì loro il cammino, provarono a spingerlo sfruttando e unendo tutte le loro forze, ma non ebbero alcun risultato, non si spostò neanche di un millimetro. Da questo si poteva denotare l’enorme difficoltà che caratterizzava il loro viaggio, le complicazioni si susseguivano continuamente, era incredibile come una volta superato un ostacolo immediatamente all’orizzonte ne apparisse un altro, erano entrati in un limbo che sembrava destinato a non terminare mai, ma non potevano arrendersi dopo essersi incamminati, erano consapevoli di quanto sarebbe stato duro, ma anche quanto quel viaggio sarebbe stato utile alla causa, a sbloccare il potenziale del giovane Ventus e cosi salvare il mondo dall’imminente oscurità. “C’è qualcuno dall’altro lato che potrebbe aprirci?!” urlò Oliver, ma non ebbe risposta. I due spilungoni in quell’occasione si toccarono il mento, riflettevano sul da farsi, anche se Oliver e Ventus sapevano che non sarebbe stato d’aiuto, erano troppo sciocchi per trovare una soluzione efficace, a dire il vero il giovane non sapeva neanche perché Oliver li avesse portati con lui, e fino a quel momento non aveva tutti i torti, infatti non si erano per niente resi utili. Ma in realtà i due non riflettevano sul trovare una soluzione, ma guardavano con sospetto la folta erba vicino al portone, da cui avevano intravisto qualcosa, si avvicinarono e svelarono dietro quell’erba una grossa leva, così incuriositi la tirarono verso l’alto, e magicamente qualcosa si mosse, si udì il suono di meccanismi che si attivavano e un grosso baccano proveniente dal cigolio dell’enorme portone, che finalmente si aprì. Oliver e Ventus rimasero sbigottiti, i due spilungoni erano riusciti a rivelarsi utili, e non in battaglia dov’era più probabile, ma nell’essere perspicaci, si sentivano loro gli sciocchi ora e infatti si scambiarono uno sguardo imbarazzato, mentre Hexus e Zeratrus li guardarono sorridenti, manifestando tutta la loro fierezza. E ora il gruppo si accingeva a varcare il portone, raggiungendo la prima destinazione del loro lungo viaggio, spaventati, ma anche emozionati per ciò che li attendeva.
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
Hai letto per caso “Le cronache del ghiaccio e del fuoco”?
No, perché?