
Visita ai testimoni
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
STAGIONE 1
La casa degli Smith sorgeva su una piccola collina, ai bordi del centro cittadino e non molto lontano dagli scavi. L’architettura severa la rendeva decisamente lugubre e avvicinandomi ebbi l’impressione che, almeno all’esterno, la trascuratezza non fosse legata alla vetustà dello stabile, bensì alla noncuranza degli abitanti. Ritengo che per una vedova che avesse passato le pene di questa donna, non vi fosse alcun interesse nel manutenere la casa. La signora che ci accolse non tradì in effetti le mie aspettative sebbene non avesse un’aria trascurata, malgrado lo sguardo triste e spento.
“Non ricevo molti ospiti, come potete immaginare.” Ci disse “Prego, accomodatevi.”
Davanti ad una tazza di tè, ci raccontò, non senza fatica, (cosa che mi fece quasi pentire di aver voluto disturbare quella cara signora, troppo gentile per mandarci via) che suo marito scomparve nel nulla, nel mattino del dodici di Novembre di otto anni addietro.
Ogni giorno si recava di buon mattino nella foresta per svolgere il suo lavoro. In quel dannato giorno, come lo definì la signora Smith, c’era una nebbia insolita e molto fitta e suo marito uscì come ogni giorno alla solita ora. Per non fare più ritorno. Dopodiché, confermò quanto mi aveva già raccontato il signor Moore, ovvero che da quel momento in poi, sparirono molte persone. Ma aggiunse un particolare agghiacciante, che lasciò attonito anche il signor Moore, ovvero che gli scomparsi erano molti di più di quanti furono riportati dai giornali dell’epoca o dalle persone.
“Per questo quel terreno dove state lavorando è costato così poco, signor Dwight.” mi disse.
Io rimasi sbigottito e guardai il signor Moore. “Le voci girano nelle piccole città.” Proseguì la signora Smith, “hanno tutti paura di quella foresta, tranne evidentemente la Smithson.”
Ci congedammo con un grande peso sul cuore e nel tragitto che portava verso la casa di Sanburn, discutemmo dei fatti appena raccontatici dalla vedova.
Quando arrivammo nei pressi della casa del vecchio Sanburn, notammo subito che parte di essa era bruciata e che di Sanburn non vi era traccia.
Fu in quel momento che udimmo un rumore metallico alle nostre spalle.
Quando mi voltai trasalii alla vista del fucile puntato verso la mia faccia.
“Vi avevo detto di andarvene, Mr. Dwight, non è forse così?” Ezechiel Sanburn mi fissava con occhi di odio. “Non avete voluto darmi retta, nessuno da mai retta quando ci sono di mezzo soldi facili!”
“Signor Sanburn…” Moore lo fissava con le mani sollevate verso l’alto “La prego abbassi il suo fucile.”
“Ci farete ammazzare tutti, pezzi di idioti.” replicò Sanburn, con l’arma salda fra le mani. I nostri sguardi di terrore dovevano aver sortito un qualche effetto, poiché vidi il fucile abbassarsi e gli occhi di Sanburn riempirsi di rassegnazione (forse anche per il fatto che non volesse diventare un omicida, dopotutto).
“Siete degli sciocchi.” Disse con un filo di voce, sputando in terra. Poi si mise seduto sulla malandata sedia dondolo scricchiolante “Guardate cosa avete scatenato…”
“Signore…” provò a dire Moore “Siamo addolorati per suo figlio e…”
“Cosa credete che abbia scatenato quell’incendio? Uh?” Ci chiese Sanburn con rinnovato vigore. Prese a caricare nervosamente la sua pipa e la accese con un fiammifero “Scommetto che nessuno sa ancora come si sia originato, mi sbaglio?”
Noi tacemmo.
“È stato un Wendigo.”
Restammo di sasso.
Il vecchio sospirò “Almeno lei si ricorda dei Pequot?”
Annuii in silenzio, sotto lo sguardo confuso del signor Moore.
“C’è una storia che i loro anziani narravano ai giovani guerrieri, per metterli in guardia…”
Il vecchio fece una pausa, gettando uno sguardo verso la foresta in lontananza.
“…La storia di Tuono Silente. Il migliore tra tutti i loro cacciatori. Dicono che il colore rossastro che caratterizza questa zona, sia in realtà il sangue versato dai suoi colpi letali. Era in grado di avvicinarsi alle prede quasi fino a sfiorarle per poi abbatterle come un tuono. Ne uccise più di tutti, ma nessuno può versare così tanto sangue senza pagarne un grave tributo. Il suo popolo iniziò a temere il tremendo cacciatore il quale iniziò a uccidere non più per fame, ma per brama di sangue, divenendo sempre più cruento. Fino a quando non si avventurò per una battuta di caccia, insieme ad un altro cacciatore. Venendo colti da una violenta tempesta di neve, ripararono in una grotta. Nessuno sa cosa sia accaduto ovviamente, ma stando alla storia, solo Tuono Silente fece ritorno. Gli anziani della tribù indissero subito un consiglio e decisero di esiliarlo, prima che fosse troppo tardi. Si era infatti sparsa la voce che l’unico motivo per cui Tuono Silente era riuscito a scampare alla tormenta fosse quello di essersi cibato della carne del suo compagno, divenendo così un demone. Lo spirito stesso della caccia. Un essere abominevole. Un Wendigo. Una creatura malvagia e corrotta dalla fame di carne umana, un essere mostruoso che perseguita senza posa. Il terreno si incendia al suo passaggio, per la velocità con cui si muove…”
Quelle parole tramutarono una leggenda che veniva raccontata dagli anziani ai propri nipoti in una morsa di angoscia, che mi colse e che sono certo attanagliò anche Moore. Ma fu quello che Sanburn disse dopo a riempirci di terrore.
“…E un cuore di ghiaccio che contiene i resti di ciò che era in vita.”
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
Interessante l’introduzione del Wendigo.
Sono davvero curioso di capire meglio cosa davvero abbia a che fare con il gigante e il corpo al suo interno.