Visita al padre
Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)
- Episodio 1: Giada
- Episodio 2: Andrea
- Episodio 3: Mattia
- Episodio 4: L’orfanotrofio
- Episodio 5: L’infanzia di Andrea
- Episodio 6: Chiara
- Episodio 7: Fabio
- Episodio 8: Vanni
- Episodio 9: La malagiustizia
- Episodio 10: San Marino
- Episodio 1: Vicolo Blatta
- Episodio 2: La testimonianza
- Episodio 3: Bejan
- Episodio 4: La fenice d’oro
- Episodio 5: La competenza territoriale
- Episodio 6: Il gatto
- Episodio 7: Il temporale
- Episodio 8: L’INCUBO
- Episodio 9: Aspettando il lunedì
- Episodio 10: L’avvocato del diavolo
- Episodio 1: Visita al padre
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
In casa non si sentiva nessun rumore.
Starà dormendo? No, arriva, si sentono i passi.
Mattia era sudato al punto da
sembrare bagnato.
Vanni aprì e restò in silenzio per un attimo. Sbiancò e trattenne il respiro. Il figlio si spaventò.
«Che c’è, papà? Non stai bene?»
«No, sto bene… è solo che quasi non ti riconoscevo. Entra, che fai sulla porta?»
«Di’ la verità, è per i vestiti nuovi?»
«Sì, è da una vita che non ti vedevo vestito così.»
«È vero, ma che ne pensi?»
«Se piace a te…»
«Ho capito. Non ti piace.»
«…Mattia, tu sei un commissario di polizia e dovresti vestirti come conviene: non dico mettere scarpe e abito classici, con camicia e cravatta, ma neanche jeans e scarpe bianche da ginnastica. Poi, perché questa camicia non la infili nei pantaloni?»
«Ma va portata così: è una camiciola. Quante storie. Mica è un reato. Hai sempre detto che ti piaceva come si veste Giorgio, che differenza passa tra me e lui?»
«Lui ha un altro carattere e quell’abbigliamento gli sta bene… tu invece…»
«Io invece sono come una chiesa pronta per celebrare un funerale e quindi anche i paramenti devono essere adatti… Vabbè, cambiamo discorso. Hai visto Andrea?»
«No, è da qualche giorno che non lo vedo, perché?»
«Ho da chiedergli qualcosa a proposito della dottoressa Ferrari. Avrai sentito che è indagata per il delitto di Rovelli e che ha fatto delle dichiarazioni a proposito di Vicolo Blatta.»
«E allora Andrea che c’entra?»
«Lui è quel bambino che si salvò dall’incendio… non sembri sorpreso, già te l’aveva detto?»
«Non ce n’è stato bisogno, l’ho capito da solo.»
«Da cosa?»
«Mattia, ma quanti Andrea Ricci della sua età, con i capelli rossi e il volto mezzo sfigurato, pensi ci siano nella provincia di Bologna? Se a questo aggiungi che non l’ho mai visto insieme a nessuno che possa far pensare a un familiare, l’equazione è perfetta.»
«Hai ragione. Sono un pessimo poliziotto.»
«Non dire cretinate. Non puoi sapere la storia di tutti i delitti e i loro particolari finché non ti tocca occupartene. Per me è diverso: tra la squadra di Bologna e quelle della provincia le informazioni passavano. Anche la stampa ne parlò parecchio, ma nel 2008 già eri in Svizzera a studiare e in fondo la strage di Vicolo Blatta non era l’attentato alle Torri Gemelle.»
Lo sguardo di Vanni incrociò quello del figlio.
«Sei venuto qui perché sospetti di Andrea, vero? Pensi che sia complice della dottoressa per via…»
«Io non sospetto un bel niente, ma ci saranno delle verifiche.»
«Lascia in pace quel ragazzo.»
«Io voglio solo aiutarlo: potrebbe aver bisogno di un alibi. Uno vero, però. E ci devo parlare adesso. Prima che dimentichi prove a suo favore.»
«Ci sono io a ricordare e sono pronto a testimoniare che quella notte ho sentito che trafficava in casa e l’ho visto fumare sul balcone.»
«Papà, ma sei impazzito? Vuoi cacciare nei guai te e me?»
«E perché? Tu che ne sai, eri forse nascosto qui nell’armadio?»
«Ok, si vede che per te conta più Andrea che io. Come anche Neri.»
«Quale Neri?»
«Pietro Neri, papà. Il tuo amico che solo a guardarlo ti commuove. Perlomeno, così mi ha detto la sua badante.»
«…Ma quale amico? Ogni tanto qualcuno di noi va a fargli visita. Tutto qua.»
«Fai bene, e poi, da quello che so era un uomo che voleva solo la giustizia. Però se ti senti solo, te l’ho detto mille volte, vieni a stare con me. Ci faremmo compagnia e non dovresti salire e scendere scale: io abito a piano terra. Poi non capisco, hai preso questa casa, quando ne avevi una più bella al centro.»
«Quella casa mi ricordava tua madre.»
«La mamma è morta nel 2009. Tu hai preso in affitto questo monolocale dieci anni fa: non ha senso. Ti ripeto: è meglio se ti trasferisci da me.»
«Non se ne parla neanche. Tu hai la tua vita e di sicuro ogni tanto qualcuno resta a dormire da te… io mi sentirei a disagio.»
«Non c’è nessuno nella mia vita e mai ci sarà.»
«Questa, poi, è la più grande cazzata che abbia mai sentito.»
«Fai come vuoi… comunque dopo questo caso chiederò il trasferimento lontano da questa città. Non ne posso più dell’aria di Bologna.»
«Se vuoi un consiglio, lascia stare questo caso e trasferisciti subito.»
«Questo no. Ormai ho capito che le indagini su Vicolo Blatta furono bloccate di proposito e che, molto probabilmente, Bejan era innocente.»
«Ci sarà stato un motivo. Forse dietro questa storia c’è qualcuno molto potente… che ti potrebbe distruggere in tutti i sensi.»
«Correrò il rischio. Quando si dice “meglio un colpevole fuori che un innocente dentro” non è per buonismo, è perché l’innocente dentro ferma le indagini su chi potrebbe continuare a delinquere e fare un danno alla società. Mentre se in carcere non sbatti dentro nessuno, si continua a cercare il colpevole e prima o poi lo fermi.»
Mattia chinò la testa. Guardò l’orologio.
«Si sta facendo tardi. Ciao, papà.»
Si avviò alla porta e aprì per andare via, ma si bloccò sulla soglia. Andrea era sul pianerottolo e lo guardava con un sorriso beffardo.
«Buonasera, commissario. Mi stava cercando?»
«Sì, come fai a saperlo?»
«Beh, lei e suo padre gridavate così forte il mio nome che mi sono preoccupato e mi sono sentito in diritto di ascoltare. Vanni, la ringrazio, ma non c’è bisogno che si esponga per me. Commissario, quella notte non ero in casa…»
Il giovane continuava a sorridere mentre si schiariva la voce.
«Sa, sono stato dalle undici di sera del lunedì alle cinque del martedì mattina alla… “Fenice d’oro”. Anzi, mi sono agganciato al Wi-Fi del locale per tutta la notte e ho girato anche un video: c’era una cantante molto brava. Dopo la chiusura ho parlato ancora un po’ con la ragazza che mi ha fatto compagnia. Può controllare.»
«Non sapevo che frequentassi quel tipo di… locali.»
«Commissario, respiro anch’io e purtroppo l’aria la devo pagare, non posso averla gratis come gli altri.»
Mattia annuì. Insomma sei un martire ma non un santo. Qui il monaco sono solo io. Altro che camiciola e jeans: mi ci vuole un saio.
«Comunque, se le può servire, Rovelli fino all’una è stato lì, poi è andato via andato via insieme a un altro uomo.»
«E che aspetto aveva, quest’uomo?»
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