Visita al padre

Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: È un afoso pomeriggio d’estate quando Mattia decide di fare visita al padre.

In casa non si sentiva nessun rumore.

Starà dormendo? No, arriva, si sentono i passi.

Mattia era sudato al punto da 

sembrare bagnato.

​Vanni aprì e restò in silenzio per un attimo. Sbiancò e trattenne il respiro. Il figlio si spaventò.

​«Che c’è, papà? Non stai bene?»

​«No, sto bene… è solo che quasi non ti riconoscevo. Entra, che fai sulla porta?»

​«Di’ la verità, è per i vestiti nuovi?»

​«Sì, è da una vita che non ti vedevo vestito così.»

​«È vero, ma che ne pensi?»

​«Se piace a te…»

​«Ho capito. Non ti piace.»

​«…Mattia, tu sei un commissario di polizia e dovresti vestirti come conviene: non dico mettere scarpe e abito classici, con camicia e cravatta, ma neanche jeans e scarpe bianche da ginnastica. Poi, perché questa camicia non la infili nei pantaloni?»

​«Ma va portata così: è una camiciola. Quante storie. Mica è un reato. Hai sempre detto che ti piaceva come si veste Giorgio, che differenza passa tra me e lui?»

​«Lui ha un altro carattere e quell’abbigliamento gli sta bene… tu invece…»

​«Io invece sono come una chiesa pronta per celebrare un funerale e quindi anche i paramenti devono essere adatti… Vabbè, cambiamo discorso. Hai visto Andrea?»

​«No, è da qualche giorno che non lo vedo, perché?»

​«Ho da chiedergli qualcosa a proposito della dottoressa Ferrari. Avrai sentito che è indagata per il delitto di Rovelli e che ha fatto delle dichiarazioni a proposito di Vicolo Blatta.»

​«E allora Andrea che c’entra?»

​«Lui è quel bambino che si salvò dall’incendio… non sembri sorpreso, già te l’aveva detto?»

​«Non ce n’è stato bisogno, l’ho capito da solo.»

​«Da cosa?»

​«Mattia, ma quanti Andrea Ricci della sua età, con i capelli rossi e il volto mezzo sfigurato, pensi ci siano nella provincia di Bologna? Se a questo aggiungi che non l’ho mai visto insieme a nessuno che possa far pensare a un familiare, l’equazione è perfetta.»

​«Hai ragione. Sono un pessimo poliziotto.»

​«Non dire cretinate. Non puoi sapere la storia di tutti i delitti e i loro particolari finché non ti tocca occupartene. Per me è diverso: tra la squadra di Bologna e quelle della provincia le informazioni passavano. Anche la stampa ne parlò parecchio, ma nel 2008 già eri in Svizzera a studiare e in fondo la strage di Vicolo Blatta non era l’attentato alle Torri Gemelle.»

​Lo sguardo di Vanni incrociò quello del figlio.

​«Sei venuto qui perché sospetti di Andrea, vero? Pensi che sia complice della dottoressa per via…»

​«Io non sospetto un bel niente, ma ci saranno delle verifiche.»

​«Lascia in pace quel ragazzo.»

​«Io voglio solo aiutarlo: potrebbe aver bisogno di un alibi. Uno vero, però. E ci devo parlare adesso. Prima che dimentichi prove a suo favore.»

​«Ci sono io a ricordare e sono pronto a testimoniare che quella notte ho sentito che trafficava in casa e l’ho visto fumare sul balcone.»

​«Papà, ma sei impazzito? Vuoi cacciare nei guai te e me?»

​«E perché? Tu che ne sai, eri forse nascosto qui nell’armadio?»

​«Ok, si vede che per te conta più Andrea che io. Come anche Neri.»

​«Quale Neri?»

​«Pietro Neri, papà. Il tuo amico che solo a guardarlo ti commuove. Perlomeno, così mi ha detto la sua badante.»

​«…Ma quale amico? Ogni tanto qualcuno di noi va a fargli visita. Tutto qua.»

​«Fai bene, e poi, da quello che so era un uomo che voleva solo la giustizia. Però se ti senti solo, te l’ho detto mille volte, vieni a stare con me. Ci faremmo compagnia e non dovresti salire e scendere scale: io abito a piano terra. Poi non capisco, hai preso questa casa, quando ne avevi una più bella al centro.»

​«Quella casa mi ricordava tua madre.»

​«La mamma è morta nel 2009. Tu hai preso in affitto questo monolocale dieci anni fa: non ha senso. Ti ripeto: è meglio se ti trasferisci da me.»

​«Non se ne parla neanche. Tu hai la tua vita e di sicuro ogni tanto qualcuno resta a dormire da te… io mi sentirei a disagio.»

​«Non c’è nessuno nella mia vita e mai ci sarà.»

​«Questa, poi, è la più grande cazzata che abbia mai sentito.»

​«Fai come vuoi… comunque dopo questo caso chiederò il trasferimento lontano da questa città. Non ne posso più dell’aria di Bologna.»

​«Se vuoi un consiglio, lascia stare questo caso e trasferisciti subito.»

​«Questo no. Ormai ho capito che le indagini su Vicolo Blatta furono bloccate di proposito e che, molto probabilmente, Bejan era innocente.»

​«Ci sarà stato un motivo. Forse dietro questa storia c’è qualcuno molto potente… che ti potrebbe distruggere in tutti i sensi.»

​«Correrò il rischio. Quando si dice “meglio un colpevole fuori che un innocente dentro” non è per buonismo, è perché l’innocente dentro ferma le indagini su chi potrebbe continuare a delinquere e fare un danno alla società. Mentre se in carcere non sbatti dentro nessuno, si continua a cercare il colpevole e prima o poi lo fermi.»

​Mattia chinò la testa. Guardò l’orologio.

​«Si sta facendo tardi. Ciao, papà.»

​Si avviò alla porta e aprì per andare via, ma si bloccò sulla soglia. Andrea era sul pianerottolo e lo guardava con un sorriso beffardo.

​«Buonasera, commissario. Mi stava cercando?»

​«Sì, come fai a saperlo?»

​«Beh, lei e suo padre gridavate così forte il mio nome che mi sono preoccupato e mi sono sentito in diritto di ascoltare. Vanni, la ringrazio, ma non c’è bisogno che si esponga per me. Commissario, quella notte non ero in casa…»

​Il giovane continuava a sorridere mentre si schiariva la voce.

​«Sa, sono stato dalle undici di sera del lunedì alle cinque del martedì mattina alla… “Fenice d’oro”. Anzi, mi sono agganciato al Wi-Fi del locale per tutta la notte e ho girato anche un video: c’era una cantante molto brava. Dopo la chiusura ho parlato ancora un po’ con la ragazza che mi ha fatto compagnia. Può controllare.»

​«Non sapevo che frequentassi quel tipo di… locali.»

​«Commissario, respiro anch’io e purtroppo l’aria la devo pagare, non posso averla gratis come gli altri.»

​Mattia annuì. Insomma sei un martire ma non un santo. Qui il monaco sono solo io. Altro che camiciola e jeans: mi ci vuole un saio.

​«Comunque, se le può servire, Rovelli fino all’una è stato lì, poi è andato via andato via insieme a un altro uomo.»

«E che aspetto aveva, quest’uomo?» 

Continua...

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