Vita

Serie: Credo.


non pensavo potesse esistere ancora un noi

Fa freddo per essere inizio ottobre e la pioggia batte incessante contro la tettoia di vetro sotto la quale ci siamo riparati, mi rifila uno sguardo che non riesco a decifrare e in un istante che sembra eterno, sputa fuori tutto quello che per mesi forse anni, non ha mai detto:

”Non sono più quello di un tempo e lo sai bene” mi scruta.

“Come scusa?” Chiedo perplessa.

“Non siamo più quelli di un tempo. Anni, lavoro, persone addirittura stati ci hanno separati, tu con la tua vita io con la mia, anche se penosa” sbuffa.

“Sai, mi sono categoricamente negato la speranza di riaverti con me. Sono stato un coglione a lasciarti? Si! Ma eravamo giovani no?” Mi chiede facendo spallucce.

Sono passati solo dieci anni penso.

“Ti ho allontanata in tutti i modi lo so, ma stupidamente credevo che la tua vita potesse essere in qualche modo talmente tanto legata alla mia che non te ne saresti mai davvero andata via. Mi sono sentito una merda quando ti ho vista andare avanti. E più conquistavi i tuoi obiettivi più mi rendevo conto che probabilmente avevo fatto la cosa giusta si, ma per te. Non meritavo di stare al tuo fianco”

Sento un brivido gelido attraversarmi la schiena, e non so se voglio più piangere o prenderlo a schiaffi.

“Ero a un passo dietro di te a sostenerti al funerale di quello che è stato il tuo grande amore negli ultimi anni, quello che ti aveva allontanata da me, quello che con gli anni ho imparato ad apprezzare, che sommessamente odiavo perché sapeva renderti felice con una naturalezza che io non ho mai avuto ma che ammiravo, davvero. Sono stato al telefono tutta notte finché non ti sei addormentata piangendo, quando non sapevi più cosa fare, dove andare ed ero in stazione ad aspettarti quando sei tornata in treno da sola da Parigi te lo ricordi?” mi chiede senza aspettarsi davvero una risposta.

Sbatto le palpebre, frastornata da tutto il dolore che in un misero secondo è riuscito a far riaffiorare.

“Eri li con i tuoi bagagli e una pianta di basilico rinsecchita, sei scesa dal quel treno fiera e non volevi aiuto da nessuno, tipico di te, il capotreno cercava di tirar giù le valigie e tu l’hai mandato via con una delle tue occhiatacce. poi in lontananza hai incrociato il mio sguardo e sei crollata.

E io ho pensato: eccomi, questa volta non mancherò. Ora ci sono io. Ora sono pronto! Ero li in tutti i tuoi momenti no, nelle giornate in cui ti estraniavi da tutto e da tutti, dove il pessimismo regnava sovrano e venivo a tirati su di peso per farti mangiare o farti andare a lavoro. Avrei voluto dirti che sarebbe andato tutto bene, che avrei raccolto i cocci della tua vita e ti avrei aiutata a rialzarti. Ma alla fine hai sempre fatto tutto da sola” mi guarda con aria soddisfatta.

“Ho visto i tuoi sorrisi spegnersi durante le cene improvvisate da te, le tue lacrime scendere silenziosamente mentre guardavamo film al buio sul tuo divano. E sai cosa mi chiedevo? cosa posso fare di più?” Fa una breve pausa per accendere una sigaretta.

Io lo guardo esterrefatta, come se non stesse parlando di me, di lui di.

“Avevo smesso di credere che potesse esserci ancora un noi. Mi sforzavo di non pensare a Noi, di esserti amico e non di più, perché il di più non me lo meritavo” sputa fuori queste ultime parole come un mantra ripetuto della sua testa all’infinito

Guardo cerchietti di fumo disperdersi in aria e mi schiarisco, vorrei dirgli un milione di cose ma non riesco a proferire parola.

“Siamo solo Bene e Robi giusto? Solo Amici da un vita, un coglione e una testarda!

“Nessuno ti ha chiesto di essere il mio eroe” sussurro a mezza voce guardandolo negli occhi sapendo esattamente di ferirlo.

Serie: Credo.


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Amore

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Discussioni

  1. Henry Miller ha detto che il miglior modo per scordare una donna sia quello di scriverci un libro sopra. Forse qui l’intento è simile, ed è sempre un bel vedere la stazione di un treno come crocevia di un amore che parte, è un simbolo romanticamente evergreen. Mi ha colpito, ma mi avrebbe toccato se ci fosse anche una chiave di speranza per fuggire e andare avanti, perché sennò sia il protagonista che il racconto stesso si autopiegano su un loop nullo, o almeno io la vedo così. Grazie

    1. Wow davvero? Grazie non hai idea cosa significhi per me un riscontro positivo