VITTORIO! VITTORIO CHI?

Come non ricordare Di Vittorio, un sindacalista dichiaratamente antifascista! Parlarne di questi tempi solleverebbe un vespaio di polemiche e Vespa, quando le polemiche sono almeno due (Vespa+paio=vespaio), scenderebbe in picchiata come un rapace avvoltoio sulla preda, per portarla a Porta a Porta in una puntata speciale dal titolo: “Fascismo, antifascismo, afascismo: ci affascinano ancora?” Special guest l’affascinante Marta F. con la sua solita mise un po’ dark, nero fascina, di grande attualità.

Io invece vorrei parlare di Vittorio, un Vittorio senza di, non di difetti – quelli non mancano – senza di, la preposizione semplice. Chi, vi chiederete, quel Vittorio un po’ infeltrito, giornalista burbero e senza peli sulla lingua, dall’intercalare condito con volgarità da caserma, che per leggere il giornale di prima mattina al Giornale ci andava la sera prima? No! Non parlerò di lui è neanche di altri due Vittori entrambi passati a miglior vita dopo una vita passata nel mondo del cinema, davanti e dietro la cinepresa; non parlerò del “mattatore” o del padre di Christian, parlerò di Vittorio Umberto Antonio Maria che rispondeva a questi nomi ai genitori, quando chiamato. Portare quattro nomi di battesimo, più dei tre di Vittorio Emanuele Filiberto, per il piccolo Vittorio Umberto Antonio Maria non sarà stato facile, ma Vittorio, lo chiamerò con un nome solo per evitare ambiguità di genere, non ha mai patito quel peso, dimostrando da subito magistrali capacità comunicative e doti dialettiche fuori dall’ordinario. Scoperto da Maurizio Costanzo sul palco del suo decennale show, è diventato un vero fenomeno di costume. Famoso per le sue intemperanze verbali che lo portano in un crescendo rossiniano a dare il peggio di sé, segue un copione ormai consolidato che termina nell’immancabile e ripetuta imprecazione liberatoria diventata un meme virale. Forse qualcuno gli avrà chiesto: 

《Vittorio, chi è il tuo regista preferito? 》 

Lui avrà risposto, con le solite maniere raffinate che contraddistinguono un maggiordomo della famiglia reale dei Windsor:

《Ma che cazzo! Quante volte ancora te lo devo ripetere coglione? È Frank CAPRA,  CAPRA,  CAPRA,  CAPRA,  CAPRA, CAPRA,  CAPRA, CAPRA, CAPRA, ecc……. 》.

Molto ricercato in tutti gli talk show, proprio per i suoi modi poco ricercati, si è reso protagonista di memorabili scontri televisivi che ne hanno certificato la fama di “sgarbato” per antonomasia. Come non ricordare la memorabile rissa con Roberto D’Agostino, non proprio uno stinco di santo nonostante ne porti il cognome dopo l’apostrofo, che in risposta a dell’acqua gettata in faccia ricambiò con un sonoro ceffone. Paradossalmente lo “sgarbato” non accetta critiche, neanche per le sue assenze ingiustificate che gli hanno valso numerose condanne definitive. Tra una mostra e un’apparizione (non della Madonna pur portandone il nome, ma sullo schermo), è stato sindaco per ben quattro volte: primo cittadino di San Severino Marche come Vittorio, di Salemi come Umberto, di Sutri come Antonio, e per ultimo di Arpino come Maria. Il fatto di non poter essere presente in quattro posti contemporaneamente lo ha reso particolarmente irascibile; Vittorio sente la mancanza del dono dell’ubiquità, lui che grazie ai quattro nomi di battesimo non è solo trino, è di più, è “qua’trino”. Di quattrini, restando in tema, ne ha guadagnati tanti, meritati in gran parte dalla vendita di libri e saggi; un po’ meno meritati quelli che ha percepito ricoprendo incarichi istituzionali ai quali ha dedicato solo dei ritagli di tempo, collezionando poltrone rimaste quasi sempre vuote – il suo tempo prezioso non lo ha sprecato rinchiuso in un noioso consiglio comunale o su di uno scomodo scranno parlamentare, luoghi che ha volutamente evitato, surclassato in questa vergognosa gara da parlamentari assenteisti del calibro di Umberto Bossi e Marta Fascina, il primo per motivi di salute, la seconda per motivi che Dio solo sa, a parte lei – d’altronde è normale rimanere per mesi lontani dal proprio posto di lavoro per un lutto continuando a essere pagati, e dopo aver ereditato cento milioni di Euro lordi, novantadue netti. È vergognoso indignarsi; sono con te Marta, hai tutta la mia comprensione -.

Vittorio, nella sua lunga carriera di critico stimato e apprezzato, ha curato numerose mostre d’arte. Ricordo in particolare quella allestita nel Salone degli Incanti della mia città, dove il comune ha sostenuto gran parte delle spese sperando in una grande affluenza di pubblico. L’evento, forse perché la bora è vento, si è rivelato un flop. Ancora oggi, a distanza di anni, non me ne capacito; che smacco per Vittorio, persona sempre garbata, mite, empatica come il compianto Philippe Daverio, a cui tutti vorremmo stringere la mano, fino a fargli male. 

Caratterialmente è una prima donna, saccente e pretenziosa (non un travestito di nome Vittorio), che tuttavia incontra socialmente credito e successo. Come primadonna ama essere sempre al centro dei riflettori, nel bene e nel male. Vittorio, lo ripeto per chi non l’avesse ancora capito, è una prima donna che ama l’universo femminile rimanendo al contempo etero. Sessualmente molto attivo, si vanta di aver avuto un’infinità di fidanzate, fidanzatine, amanti, amiche, flirt, storielle, rapporti occasionali, di cui i giornali di gossip si sono nutriti a piene mani. È impossibile sapere con certezza se sia vero quanto ha affermato più volte, ovvero di aver avuto 1.900 e più donne al suo fianco, tuttavia diamogli credito, facendo bene attenzione a non consegnarli la nostra carta di credito. Dimenticavo i suoi rapporti con Malena, Vittoria Risi, Valentina Nappi, rapporti di cui è meglio non entrare nei particolari, sicuramente scabrosi e piccanti, trattandosi di affermate e disinibite pornostar. Non sappiamo se con Malena, Vittoria e Valentina si sia accoppiato, accompagnato certamente sì, lo provano video e foto; il triangolo non lo aveva considerato, il quadrato chissà?

Ha sdoganato (senza pagare dazio) epiteti sboccati, quali testa di c***o, cogl***e, sei una m***a, brutto str***o, senza provare vergogna e senza gli asterischi, e quello che è più grave, senza mai venir cacciato o accompagnato gentilmente alla porta in quanto ospite non gradito, anzi, le sue sceneggiate hanno fatto aumentare lo share del programma dimostrando che il pubblico le aveva gradite. Ricordo quando è intervenuto in una serata al museo Maxxi di Roma, dove, in compagnia di Morgan, si è lasciato andare in un discorso volgare e sessista, di altissimo valore culturale secondo il suo punto di vista; questo in veste di sottosegretario alla cultura, incarico che dovrebbe rivestire sempre con onore e dignità. Chiedere scusa non è nel suo stile, ne è prova il suo atteggiamento sempre ostile a ogni ripensamento. Le sue non sono opinioni, sono affermazioni indiscutibili, veri dogmi; per contrastare chi è convinto di essere infallibile, prerogativa per il momento concessa unicamente al Papa, bisogna armarsi di tanta pazienza, nel caso suo attendere che abbia terminato il turpiloquio, farsi largo tra un gregge di capre belanti, e, con una buona dose di coraggio, ribattere in modo pacato, calmo, mono tono e monòtono (Prodi docet), così da farlo andare su tutte le furie. Se non dovesse bastare, ripetere la procedura con le stesse modalità appena descritte finché il criticone di professione (di professione cattolica solo per affermare i valori cristiani in contrapposizione al dilagare del culto islamico), avrà terminato di menzionare, urlando a squarciagola, tutte le capre del suo gregge, o la sua gola, secca al 21% come la cedolare, sventolerà bandiera bianca. 

È notizia recente letta sul quotidiano locale che riporto: “Sequestrato dai carabinieri il quadro dal titolo ‘La cattura di San Pietro’ attribuito al pittore senese del ‘600 Manetti in casa del sottosegretario alla cultura, ora indagato per riciclaggio di beni culturali. Il sottosegretario non ha opposto resistenza, anzi, ha invitato i sequestratori (per una volta i militari dell’Arma) a confiscare anche il borotalco Roberts. Il Brigadiere, dopo un primo momento di esitazione, ha ritenuto la richiesta pertinente, d’altronde non aveva le competenze per ribattere al critico di fama, e poi è notorio che Manetti & Roberts sono come culo e camicia, un tutt’uno, come le barzellette e i carabinieri”. 

Nda: Voglia la Benemerita accettare le mie scuse, non era mia intenzione metterla alla berlina; la colpa è tutta del sottosegretario alla cultura che, dall’alto della sua posizione dominante, si è preso burla del povero brigadiere. 

Anche Vittorio, come il fascismo, ha fatto ‘anche’ delle cose buone: è uno storico dell’arte affermato, autore di numerosissimi saggi diventati veri best seller. L’elenco è davvero impressionante, tanto di cappello a Vittorio. I suoi libri sono come le opere di Mozart a dimostrazione che  genio e sregolatezza possono convivere.

Diceva mio nonno: “Chi sa fare fa, chi non sa fare critica”. Per questo tutti noi siamo dei potenziali critici. Io so di saper fare ben poche cose, è per questo che mi permetto di criticare un critico di professione.

La critica è un’arte nobile, da non confondere con la “nobile arte”; bisogna però fare molta attenzione perché entrambe possono far male, male come un pugno nello stomaco. Vittorio spero di non averti colpito al ventre, i tuoi addominali scolpiti sanno proteggerti. So che la mia invettiva è per te come una puntura d’insetto: insignificante. Comunque è meglio che voli via prima che il mio ronzio t’infastidisca; la finestra è aperta, è il momento giusto per scappare. Ciao!

Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. 1 e 83 per l’esattezza! Per par condicio dovrei parlare anche di cavoli così tanto per salvare capra e cavoli. Comunque la frittata è fatta, ho detto quello che pensavo. Ah dimenticavo: il tuo incontro con il critico ha avuto delle criticità, delle possibili. conseguenze lui se ne lava le mani, lavatele almeno tu. Grazie Ileana del commento.

  2. This content has been hidden from site admin.

  3. Anni fa sentii dire, chiedo venia perché non ricordo da chi, che prendersela con Vittorio è fin troppo facile, che è roba per principianti o per comici in decadenza.
    Non sono d’accordo: Fabius ci ha appena mostrato che si può ancora trattare personaggi come il signor Vittorio in modo originale e con tanto umorismo. Quello vero, non il semplice accrocchio di invettive e di difetti che fa ridere la pancia e non la testa.

    1. Povero Vittorio, con tutte le gatte da pelare che ha in queste ore ora deve difendersi anche da Fabius P.! Inaudito! Qualcuno prenda le sue difese. Se ti ho fatto ridere di testa mi ritengo soddisfatto e ti ringrazio molto dell’apprezzamento.

  4. Ammiro il tuo coraggio perché io, solo al pensiero di parlarne, mi innervosisco e anche peggio. Figurati scriverne. Bravo Fabius (questa volta giusto), che invece tu questo coraggio l’hai avuto e anche la capacità di disquisirne senza cascare in quegli eccessi che il personaggio in questione si meriterebbe. Sei una penna pungente, ma che danza in punta di piedi.

  5. “empatica come il compianto Philippe Daverio, a cui tutti vorremmo stringere la mano, fino a fargli male. “
    Quando immagino appena di accostarli l’uno all’altro, in qualche modo, mi viene il mal di pancia

  6. Bravo come sempre, Fabius, a comporre i pezzi bianchi e neri di un puzzle, per poi renderlo vivace e colorato. Sull’ intera vicenda, per usare un terminare che si presta al soggetto in questione, stendiamo un “vello” pietoso. I matti che urlano in tv durante i loro deliri caprini o come degli assatanati, andrebbero esclusi dai programmi; invece li richiamano sempre, perche` fanno aumentare gli ascolti. Quindi, come al solito, abbiamo cio` che la maggioranza (o quasi), vuole

    1. Puntuale come sempre il tuo commento. Quello che è mortificante è che un uomo di cultura come Vittorio si presti a questi siparietti; fare audience è quello che conta nei media, l’importante è parlarne, lui lo ha capito, se poi ne parliamo male ha poca importanza.

  7. Ciao ❣️
    Estremamente divertente e attuale, la parte del vespaio (vespa e paio ) è geniale. È uno spaccato molto spiritoso di ciò che vediamo ogni giorno, scritto con umorismo, ma che in certo senso fotografa la nostra realtà. Complimenti ❣️

    1. Grazie del commento. Con i personaggi famosi che circolano trovo sempre materia per le mie battute. Per il soggetto in oggetto, visto il suo curriculum, le 1500 parole sono davvero poche.

    1. Blob bellissimo programma, il Bignami del meglio ma soprattutto del peggio che gira in TV, vedi tutto senza neanche dover cambiar canale. Sono contento di averti fatto passare qualche minuto in allegria.