Volare verso il sole
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Quasi Natale
- Episodio 4: Via di fuga
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
- Episodio 2: Sguardi, insinuazioni e caffè
- Episodio 3: Il senso dell’amore
- Episodio 4: Al telefono
- Episodio 5: Calma apparente
- Episodio 6: Dolori e buoni amici
- Episodio 7: Stelle artificiali
- Episodio 8: L’amore da lontano
- Episodio 9: Sakura
- Episodio 10: Colpe nascoste
- Episodio 1: Osaka
- Episodio 2: Sbagliato e naturale
- Episodio 3: Conto alla rovescia
- Episodio 4: Appigli
- Episodio 5: Fiore di loto
- Episodio 6: Colpo basso
- Episodio 7: Una bella fiaba finita male
- Episodio 8: L’amore non basta mai
- Episodio 9: Se guardi il mare
- Episodio 10: Montagne russe
- Episodio 1: Volare verso il sole
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Tra l’acciottolio dei piatti, Annalisa colse qualche parola. Stavano parlando di lei?
Un’ondata d’ansia la investì e l’impulso di inventare una scusa e rimanere in camera le sembrò l’unica opzione per uscire indenne dalla serata.
Andrew se lo sarebbe meritato, si sbagliava a pensare di conoscerla e che lei fosse a un passo dal cadergli tra le braccia.
Con la maglia di Sebastiano ancora in mano, sbloccò il telefono e cercò la chat con il suo collega ma, alla prima parola digitata, il ricordo del sorriso affabile con cui l’aveva accolta il padrone di casa la fece sentire in difetto.
Andrew era uno stronzo narcisista, ma suo padre sembrava una brava persona, non meritava che la sua ospitalità venisse ricambiata così.
Prese una dose extra d’aria e spinse la porta di lato.
Trovò la tavola apparecchiata con tovagliette in bambù, piatti neri e coppette.
Andrew le indicò dove sedersi e prese tra le mani una bottiglia con cui riempì la ciotola del padre e quella di lei.
Minobu servì dei piattini con del polpo, cubetti simili a budini e un liquido fumante che Annalisa riconobbe come zuppa di miso. Da quando si trovava in Giappone, l’aveva vista servire pure a colazione.
Prima di sedersi, l’uomo riempì anche la coppetta del figlio e propose un brindisi. “Kanpai!”
Annalisa assaggiò il sakè, note di pesca e melone le avvolsero la lingua.
Attese che i due uomini iniziassero a mangiare e assaggiò il polpo. Il primo boccone si sciolse in bocca, era così buono che le strappò quasi un mugolio.
Passò al secondo antipasto, quello non l’aveva mai visto.
“Cos’è?”
Era girata verso Andrew, ma la risposta arrivò dall’altro lato.
“Goma-dofu.” Minobu sembrò notare la sorpresa di Annalisa e aggiunse in un inglese lento, ma comprensibile: “Dopo tanti anni insieme a mia moglie, ho imparato anche io un po’ della sua lingua”.
Lei si limitò a ringraziarlo. Sapeva di non aver tirato in ballo la madre di Andrew, ma si sentì lo stesso a disagio.
“Come sta andando questo viaggio in Giappone?”
Annalisa fu contenta di riempire il silenzio. “Bene Mr Saito, grazie a tuo figlio.” E malissimo sempre per merito suo. Anche se non diede voce all’ultimo pensiero, la sua risposta era già stata compromettente, come se l’ego di Andrew avesse bisogno di essere alimentato.
Lui, per una volta,non infierì.
Il padre sorrise. “Haruto sa come fare stare bene le persone.”
“Haruto?” Annalisa spostò lo sguardo da Minobu al figlio.
Andrew, con la mascella contratta, prese il sakè e lo buttò giù in un unico sorso.
“È il suo nome giapponese.” La voce dell’uomo più anziano tornò a vibrare di orgoglio. “Significa volare verso il sole.”
“È bello.”
“Stai parlando del nome o di me?” L’ombra sul volto di Andrew era stata sostituita da un sorrisetto ironico.
Annalisa percepì il volto scaldarsi e un certo prurito alle mani. “Avvicinarsi troppo al sole è pericoloso.”
Lui si sfiorò l’angolo della bocca con aria innocente. “Ann, era solo una battuta.” Accennò con il mento alla zuppa. “Mangia, è buonissima.”
Annalisa ubbidì, ma solo perché le serviva qualcosa su cui concentrare l’attenzione.
Il gusto era davvero buono e alla giusta temperatura, con verdure morbide alternate a scaglie di tonno.
Minobu versò altro sakè nella ciotola del figlio. “Haruto sa come fare stare bene le persone, ma ne ha paura.”
“Tōsan.”
L’altro proseguì imperterrito. “Non fare caso alle sue parole, ma ai suoi gesti. Ti ha portato qui con le migliori intenzioni.”
Annalisa non trovò nulla di educato con cui rispondere, avrebbe solo desiderato essere lasciata in pace, tanto le persone non le capiva. Bastava pensare a Lorenza, alla loro amicizia buttata nel cesso per un fraintendimento, al non essere più riuscita a guardarla in faccia.
Non era in grado di tenersi nessuno, riduceva a pezzi il suo cuore e quello di chi aveva intorno e se non erano loro ad andarsene, era lei a scappare.
Una mano invisibile le stritolò lo stomaco, prese il sakè e lo buttò giù senza sentire il sapore. C’era meno aria nella stanza, i battiti le rimbombavano in gola, i pensieri erano assordanti, doveva alzarsi, uscire.
“Scusate” la voce la grattò come carta vetrata, “questa è l’ora in cui chiamo mio marito.”
Era una scusa patetica e lei si stava comportando da maleducata, ma non le importò.
Seba conosceva le sue ferite ed era capace di curarle, Andrew le trovava e le lasciava sanguinare.
Lei era uno sbaglio unico; promettere, volare dall’altra parte del mondo, fidarsi di un uomo che non lo meritava, o sì?
L’umidità della sera la accarezzò e l’odore del mare le allargò i polmoni, il respiro prese un ritmo più normale. Era spuntata anche una porzione di luna e le stelle erano al solito posto.
Il suo mondo non stava crollando, era stata solo una scossa. Il vero terremoto, quello che aveva rischiato di ucciderla, era passato da tempo. Si era portato via Alex, ma non quello che era stato per lei.
Sebastiano rispose quando stava per arrendersi, il suo volto e quello sporco di sugo di Valentino riempirono lo schermo.
Il sollievo e il senso di colpa le si aggrovigliarono nel petto. “Ciao, non volevo interrompere il pranzo.”
“Abbiamo quasi finito, ci aspetta uno yogurt alla banana e poi una puntata del Trenino Thomas, vero Vale?”
Il bimbo prese a saltellare e a muovere le manine. “Sì e dopo andiamo dai nonni e da Simo e da Pietro.”
“Che fortuna, farai il bravo, vero?”
“Sì!” Valentino lanciò un gridolino e uscì dall’inquadratura .
Sullo sfondo i mobili rossi della cucina scomparvero, Sebastiano si spostò in soggiorno. “Vale vieni a parlare ancora un po’ con la mamma.”
“No, lascialo tranquillo, era solo un saluto veloce.”
Suo marito si grattò la fronte. “Ma sei ancora in giro?”
Le venne da guardarsi dietro,con la paura che Andrew potesse materializzarsi con uno dei suoi sorrisi strafottenti.
“Sì, ho fatto una passeggiata vicino a casa, ma ora ho freddo, sto per rientrare.” Credimi Seba, fidati anche se non me lo merito.
L’aria era di nuovo poca, i battiti troppo forti.
Voleva solo una tregua, un tasto pausa, sarebbe bastato un abbraccio in cui sparire senza spiegazioni. Tutto quello che lui le aveva sempre dato.
“Stai bene Anna?”
Bastavano poche parole, si sforzò di buttarle fuori con tono convincente. “Sì amore. Un bacio, ci sentiamo domani.”
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: Volare verso il sole
Riesci a fare percepire il senso di colpa di una donna irrazionalmente attratta da un soggetto chiaramente tossico strafottente e narcisista, nonostante abbia una realtà solida e sicura che l’attende
Ciao Melania, tante emozioni anche in questo episodio. Annalisa ti trascina nelle sue girandole emotive, nell’incapacità di staccarsi dal passato. Forse Andrew ha percepito questo. Ha riconosciuto i segnali. Sempre più agganciata alla tua storia. Brava👏👏
Grazie mille Tiziana!
““È il suo nome giapponese.” La voce dell’uomo più anziano tornò a vibrare di orgoglio. “Significa volare verso il sole.”“È bello.”“Stai parlando del nome o di me?” L’ombra sul volto di Andrew era stata sostituita da un sorrisetto ironico.”
quanta tensione in questo scambio di battute👏
☺️
Senti l’aria mancare insieme a lei. E quella telefonata a Sebastiano col sugo di Valentino sullo schermo è il momento più vero, perché capisci che il caos non è fuori, è tutto dentro di lei. Ti ci ritrovi.
Che bel commento, grazie davvero Lino!
Oh che bello! Finalmente Anna comincia a rinsavire. Questo episodio mi scalda un po’ il cuore intirizzito. Brava Melania: un racconto piacevole e coinvolgente.
Grazie mille Maria Luisa!
“Seba conosceva le sue ferite ed era capace di curarle, Andrew le trovava e le lasciava sanguinare.”
Ecco perché, se fossi in lei, tornerei subito da Seba.
Vedremo😉
“Andrew era uno stronzo narcisista, ma suo padre sembrava una brava persona, non meritava che la sua ospitalità venisse ricambiata così.”
Giusto! Ben detto.
😂