
WTF!?
Finalmente posso godermi il mio bel pranzetto. Anche oggi andrò nel mio solito ristorantino, chiederò di potermi sedere al mio solito posto, fare finta di leggere il menu e infine ordinare il mio solito pasto accompagnato dalla mia solita bevanda.
– Good morning, Mister Liborio – mi accoglie il maître.
– Good morning, Mister Smith, how are you?
Il signor Smith non sa che io spiccico quelle quattro parole contate di inglese, tuttavia sono un bravo attore, so annuire bene, fare sorrisi di circostanza, e, tra un “well” qua e un “very nice” là, riesco sempre a fare la mia bella figura, come se me ne importasse veramente qualcosa, la mia è semplice educazione, o forse non lo sono facendogli perdere tempo a raccontare chissà cosa. In ogni caso non me ne curo.
Vengo accompagnato al mio solito posto, attendo che mi mettano la sedia sotto al culo e mi accomodo. Sistemo i polsini della camicia che escono dal mio abito grigio firmato, accarezzo il nodo della cravatta color lilla a strisce glicine, insinuo la mano all’interno della giacca, afferro qualcosa di grosso e squadrato, il mio inseparabile smartphone, lo sistemo di fianco all’argenteria, poi faccio schioccare il fazzoletto fragorosamente e appoggio quel soffice pezzo di stoffa sulle gambe. Questo completo mi è costato più di mille euro, sarebbe un peccato macchiarlo.
– Would you like sparkling or mineral water, sir? – mi chiede il cameriere.
– Sparkling, of course! – rido attendendo che sparisca per rilasciare i muscoli nella mimica più sdegnata che io possa esprimere, che razza di domande sono, vengo a pranzare qui ogni fottuto giorno da sei mesi ormai, da quando la banca mi ha trasferito in Londra a sostituire una collega in maternità.
Nonostante all’inizio non fu affatto facile gestire quel mix di emozioni dovute al trasferimento, una nuova lingua, un nuovo orario, nuove abitudini, nuove attitudini, adesso non disdegno affatto questa città e questo lavoro, e farò di tutto per tenermelo stretto.
Squilla lo smartphone, la suoneria preimpostata per le e-mail. Mi scrive la banca, vediamo cosa è successo.
– Egregio Dott. Liborio Feretri, la nostra società cerca di soddisfare i propri clienti ma prima ancora i nostri dipendenti e collaboratori rendendo la loro esperienza con noi unica, venendo incontro alle loro esigenze e ai loro desideri, quindi con la presente il CdA è lieto di comunicarle, che, come promesso, abbiamo accettato la sua domanda di trasferimento e intendiamo anche premiarla. Abbiamo da poco aperto una filiale nel verde Trentino e abbiamo bisogno di una figura di spicco come la sua per gestire il tutto. Lieti di averla sicuramente resa felice le poniamo le nostre cordialità e un sentito in bocca al lupo per questa sua nuova avventura, che inizierà il prossimo mese.
– What a fuck!?
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Ciao Eliseo, sono sicura che Librorio si troverà benissimo in Trentino. A partire dalla cucina, vera piaga dei trasferimenti all’estero! Mi sono immedesimata moltissimo in questo bancario, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto “linguistico” del sorridere e sudare freddo dentro 😀
E niente sono andato a controllare se avessi scritto male nel lab, ma mi sa che il vostro correttore vi fa scrivere Librorio ahah. Comunque contento che ti sia piaciuto e che abbia trasmesso qualcosa, a presto 🙂
Eh, molto meglio il Trentino per il povero Librorio. Decisamente! Un saluto, alla prossima.
Grazie per essere passata, alla prossima 🙂
Ciao Eliseo, grazie per aver partecipato al nostro Lab con questo divertente racconto.
Alla prossima
Di nulla! Grazie a voi! Sto per postare il lab di aprile 🙂