Xenu – Il pilota di Douglas DC-8 – Atto IV
Serie: Amori diafani
- Episodio 1: Xenu. Il governatore – Atto I
- Episodio 2: Xenu. Il dominatore – Atto II
- Episodio 3: Xenu. Il creatore di grappoli – Atto III
- Episodio 4: La malia della Malaluna – Mattina
- Episodio 5: La malia della Malaluna – Pomeriggio
- Episodio 6: La malia della Malaluna – Sera
- Episodio 7: La malia della Malaluna – Norma
- Episodio 8: La malia della Malaluna – Hipster
- Episodio 9: La malia della Malaluna – Alba
- Episodio 10: Effetto Prismatico
- Episodio 1: Xenu – Il pilota di Douglas DC-8 – Atto IV
- Episodio 2: Xenu – Il mastro catenaio – Finale
- Episodio 3: Bisbigli – 01 – La psicoteracosalà
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Il paesaggio scuro intervallato dalle luci dei lampioni arancioni a distanza regolare, sfrecciava silenzioso dai finestrini a quell’ora tarda di una notte quasi invernale.
Daniele stringeva i poggiatesta dei due sedili come se volesse sradicarli per l’ansia accumulata aspettando una risposta.
«Non so come spiegartelo Dani. Servirebbero ore» dissi confuso.
«Il tuo amico ha vinto una scommessa e il premio è una notte di fuoco con mia sorella.»
Confermò Gloria guardando nello specchietto retrovisore.
«O qualche secondo» ritrattai con un sospiro.
«Ahh…» fece Daniele comprensivo: «…sono in coma etilico e questo xe n’incubo!»
«Dove abiti Daniele? Ti molliamo lì con tutta la macchina.»
Gloria guidava con un sorriso beffardo.
«Io abito con Emi! Sì? Noi due conviviamo da anni. Diglielo!» Dani stava cercando di convincere anche sé stesso.
«Già. Il coinquilino più discreto del mondo. Alle volte mi sembra di vivere da solo» mi girai a guardarlo in faccia, mentre lui cercava di gesticolare facendomi capire che avrei dovuto mentire per una giusta causa.
«Abita in via Piovese a Voltabarozzo, vicino all’Aliplus» dissi con un lamento.
«Sei u-na mer-da» confermò Daniele.
«Praticamente Bassanello e Santa Croce, perfetto.» Gloria accelerò appena.
«Ma è sesso vero, completo o sono solo strusciamenti?» chiese Daniele stringendo lo schienale della guidatrice con entrambe le mani.
«Torna a dormire…» suggerii, cominciavo a innervosirmi: «non credo che succederà mai una cosa simile.»
«Dovrà sfruttare ogni orifizio» Gloria parlava con un tono serio che esigeva un’unica soluzione: «mia sorella deve avere tre orgasmi, come minimo.»
«Non vi serve un operatore per le riprese? Sono bravissimo nei lunghi piani sequenza» annaspava con la convinzione di un consumato regista di porno amatoriali.
«Basto io» sentenziò Gloria.
«Neanche un capo elettricista? Un direttore della fotografia o un coreografo?» stava scavando nella memoria per un ruolo tecnico qualsiasi pur di non perdersi le riprese.
«Finiscila Dani. Non istigarla che non ci sarà alcun film» cercavo con lo sguardo di cogliere una micro espressione di scherno, ma gli occhi di Gloria non tradivano nessun segno di presa in giro. .
La macchina arrivò esattamente sotto casa di Daniele che nel frattempo aveva tentato di farsi assumere come massaggiatore o visagista d’esperienza: «Vi servirà qualcuno che pulisca i liquidi versati, no?»
«Buona notte Dani» salutò secca Gloria scendendo dall’auto.
La duecentosei guidata da una Antea scura in volto affiancò la Micra rossa di Dani.
«Emi, ti dispiace se prima uso la doccia?» chiese guardando un punto indefinito oltre la mia spalla destra: «…sto puzzando.»
«Non mi dispiace, ma non dovrai fare un bel niente, Antea… questa specie di orribile scherzo è andato più in là del—»
«Perfetto! Apriamo la sequenza con la doccia, Emi tu stai sotto l’acqua quando arriva lei che inizia a pulirti per BENE.» Gloria sembrava ispirata dalla scena.
Daniele scattò verso la portiera posteriore della Peugeot tirandola un paio di volte, ma la trovò chiusa.
«Cazzo! Non potete lasciarmi qui, io devo indicarvi quali scene tagliare e quali ripetere.»
«BUONA NOTTE, DANI» salutammo tutti in coro, abbandonandolo sul marciapiede con uno sguardo da cucciolo bisognoso.
L’interno della macchina di Gloria profumava di tabacco da pipa, ma una miscela davvero piacevole alle narici.
Parlai cercando di complimentarmi per l’aroma: «Ma è buonissi—»
«Quel cazzone di mio padre, fuma la sua pipa puzzolente ogni volta che ha passato una bella serata» Antea si girò studiandomi dal sedile del passeggero.
«Si chiama Davidoff scottish mixture è una buona miscela di tabacco, ma io preferisco il nostro Mastro Titta, è più naturale» disse Gloria guardandomi un paio di volte dallo specchietto retrovisore.
«È un buon odore» carezzai il sedile posteriore, sembrava nuovo da quanto pulito e ben tenuto.
«Tu ti stai preparando per la tua prestazione, vero? Guarda che il culo di mia sorella è strettissimo» l’affermazione della guidatrice mi turbò, non ero affatto preparato a parlare esplicitamente di sesso con due ragazze che stimavo e idealizzavo da sempre.
«GLORIA! Smettila. È solo che per me è la prima volta… non ho mai fatto sesso anale.»
«E non lo farai neanche adesso. Non devo preparare un bel niente, sono solo contento di aver goduto di questa strana e piccante compagnia» lo dissi sorridendo e ancora convinto che fosse tutto uno scherzo esageratamente lungo .
«Non hai capito. Tu stanotte ti farai mia sorella, punto. Hai indovinato tutte le mie canzoni con una facilità disarmante. Non puoi cavartela con un “grazie e arrivederci”» Gloria si spostò lateralmente aprendo con la mano destra il bauletto davanti Antea e cercando qualcosa con un rumore di ferraglia.
Il mio cellulare emise due note stridule avvisandomi dell’arrivo di un messaggio di Daniele: Vecio! Fammi subito una copia del filmato, me la devi.
Cancellai l’SMS mentre Gloria parcheggiava la macchina due numeri civici più avanti al mio,
«Hai detto di stare al ventisei no?» chiese Gloria tirando decisa il freno a mano.
«Non l’ho detto» incrociai le braccia sul petto.
«Adesso potete smetterla con questa recita ridicola, è tardissimo, domani lavoro e non ho nessuna intenz—» il suono riconoscibile dello scarrellare di una pistola interruppe la linea coerente dei miei pensieri.
«Tu. Ora. Ti. Sbatti. La. Mia. Sorellina.»
L’arma era puntata dritta al petto, una pistola compatta, nera, quasi elegante nella sua letalità.
«Che cazzo vuol dire Gloria?» balbettai deglutendo almeno tre o quattro volte dell’aria secca graffiante.
«Vuol dire che farai come ti dico, quando te lo dico e senza farmi perdere altro tempo» lo sguardo di ghiaccio non tradiva la minima esitazione, magari non avrebbe sparato agli organi vitali, ma non potevo metterci la mano sul fuo…
«Gloria, ma così come vuoi che gli si rizzi?» Antea spostò la pistola facendo abbassare il braccio alla sorella: «Emi, ascoltami… facciamo questa cosa, un paio di scene piccanti, ci godiamo questi ultimi istanti di buio, mia sorella avrà il suo filmato, tutti appagati e soddisfatti. Eh?» la sua mano prese delicatamente la mia, carezzando il pollice e le nocche. «Magari non sarò il tuo tipo, ma alla fine è solo un po’ di sesso, così tanto per divertirci…» scambiò uno sguardo d’intesa con Gloria.
«Dai su che ormai è quasi l’alba, prendo la telecamera nel bagagliaio e apriamo le danze. Se servono, ho anche un paio di pastiglie per toglierti dall’imbarazzo della troppa tensione» Gloria fece per aprire lo sportello, si udì lo scatto della portiera.
«O qualche secondo» ritrattai con un sospiro.
Il mio cellulare emise due note stridule avvisandomi dell’arrivo di un messaggio di Daniele: Vecio! Fammi subito una copia del filmato, me la devi.
Cancellai l’SMS mentre Gloria parcheggiava la macchina due numeri civici più avanti al mio,
«Hai detto di stare al ventisei no?» chiese Gloria tirando decisa il freno a mano.
«Non l’ho detto» incrociai le braccia sul petto.
«Adesso potete smetterla con questa recita ridicola, è tardissimo, domani lavoro e non ho nessuna intenz—» il suono riconoscibile dello scarrellare di una pistola interruppe la linea coerente dei miei pensieri.
«Tu. Ora. Ti. Sbatti. La. Mia. Sorellina.»
L’arma era puntata dritta al petto, una pistola compatta, nera, quasi elegante nella sua letalità.
«Che cazzo vuol dire Gloria?» balbettai deglutendo almeno tre o quattro volte dell’aria secca graffiante.
«Vuol dire che farai come ti dico, quando te lo dico e senza farmi perdere altro tempo» lo sguardo di ghiaccio non tradiva la minima esitazione, magari non avrebbe sparato agli organi vitali, ma non potevo metterci la mano sul fuo…
«Gloria, ma così come vuoi che gli si rizzi?» Antea spostò la pistola facendo abbassare il braccio alla sorella: «Emi, ascoltami… facciamo questa cosa, un paio di scene piccanti, ci godiamo questi ultimi istanti di buio, mia sorella avrà il suo filmato, tutti appagati e soddisfatti. Eh?» la sua mano prese delicatamente la mia, carezzando il pollice e le nocche. «Magari non sarò il tuo tipo, ma alla fine è solo un po’ di sesso, così tanto per divertirci…» scambiò uno sguardo d’intesa con Gloria.
«Dai su che ormai è quasi l’alba, prendo la telecamera nel bagagliaio e apriamo le danze. Se servono, ho anche un paio di pastiglie per toglierti dall’imbarazzo della troppa tensione» Gloria fece per aprire lo sportello, si udì lo scatto della portiera.
Serie: Amori diafani
- Episodio 1: Xenu – Il pilota di Douglas DC-8 – Atto IV
- Episodio 2: Xenu – Il mastro catenaio – Finale
- Episodio 3: Bisbigli – 01 – La psicoteracosalà
non mi aspettavo che si arrivasse pure alle minacce, queste due sorelle sono assai pericolose
La verità è che in macchina abbiamo parlato un sacco aspettando l’alba… ma la storiella sarebbe stata noiosetta. 😀
i film mentali sono sempre i migliori
“sono in coma etilico e questo xe n’incubo!”
È proprio un incubo… i maschi purtroppo scherzano spesso su questo, ma effettivamente lo è anche a ruoli invertiti
WOW! Devo metabolizzarlo, ma che shock! Piacevole, Emi, sfrontato… provocatorio. Lo immagino a posizioni invertite e mi appare, chiara, la violenza e allora, forse, colgo il messaggio. Comunque apprezzo!
Ciao Giuseppe! È qualcosa di realmente accaduto. Ovviamente nel racconto ho esasperato la scena, ma la discussione filosofica affrontata in macchina rispecchia la realtà. La mia visione di sesso e amore che si scontra con le domande trabocchetto delle due sorelle… Lo so, lo so: mi piacciono le persone strane, soprattutto quelle che riescono a sorprendermi. 😀
Grazie mille Giuseppe per la lettura! ♥
Esilarante! Quando ho visto la foto ho pensato per un attimo a un altro autore molto “Roc…”. Da “La ragazza delle meduse” a questa nuova serie, son cambiate un po’ di cose, direi. Chi vuole diventare un autore con la A maiuscola penso debba anche osare, sorprendere, andare oltre… Ed é vietato annoiare. Con questa nuova serie divertimento assicurato e bella foto che mi ha spiazzato.
La foto è un’anticipazione del capitolo finale… una specie di spoiler, purtroppo volevo far star tutto qui, ma non mi ero reso conto di aver esagerato con le parole. 😀
Non mi fare agitare… le mie storielle, quelle che adoro, sono sempre ambientate in un mondo ideale: magico, crudele, pieno di creature inquietanti e carico di sogni e speranze.
Questa variazione sul tema, una serie che parla degli amori mai nati del sottoscritto, è partita quasi per caso. Un messaggio e una richiesta d’amicizia di una di queste ragazze che hanno brillato e brillano come diamanti o stelle lontanissime, mi ha sorpreso e mi ha ricordato un citofono suonato alle due del mattino…
Grazie mille Emme! Riesci a farmi sentire capace di far sognare gli altri. ❤️