13 gennaio 26
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 13 gennaio 26
- Episodio 2: 6 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
STAGIONE 1
Ciao.
Mi fa troppo strano scrivere “ciao”, Gesù. Comunque riflettevo. Mi fa strano anche scrivere questa cosa. Non che riflettevo – a volte mi sfottono i miei mici – ma che sto scrivendo quello su cui rifletto, e le conclusioni alle quali sono giunto. Se ci pensate è strano, cioè, rendiamo fisico ciò che è immaginario, lo convertiamo per farlo leggere ad altri, per far leggere i nostri pensieri ad altri esseri umani. Ecco, adesso sparo supercazzole, una pugnetta intellettuale… è il rischio che mi accompagna sempre quando provo ad elevarmi un po’ con il pensiero… Il fatto è che vorrei essere più di quello che sono. Vabbè comunque sto andando fuori tema.
Ho la fortuna di non essere scrittore. Loro devono risolvere i problemi prima di pubblicarli. Io no. Metto problemi e domande su problemi e domande. Non ho la pretesa di dire l’ultima su qualsivoglia argomento. Questa l’ha detta qualcuno. Forse Foucault? Non lo so, l’ho sentito da uno youtuber, non ho mai letto Foucault. Già l’ho detto di essere ignorante? E sì, ho dovuto cercarlo sul cellulare perché non ero sicuro di come si scrivesse, quindi ho infranto la regola di non interrompere il flusso… Ora devo essere anche onesto con voi oltre che con me? Boh forse è più facile mentire a se stessi che non ad altri, magari la vostra presenza mi fa essere più onesto.
Quanti autori non ho letto. Ecco la mia frustrazione. Vorrei essere qualcosa di più di quello che sono – non sparando supercazzole, ma essendo qualcosa di più – e quindi mi accingo a recuperare ciò che posso. Ho liste immense! Ho visto che si chiama “fomo” questa cosa. Forse è normale provarla. O che comunque è la malattia del nuovo millennio. Io la provo tantissimo, è quasi impossibile vivere senza per me. Però almeno so come si chiama questa sensazione di merda. Dare un nome alle cose aiuta molto. Gino non conosceva il termine, quindi è come se fossi della sua generazione praticamente. Vorrei sentirmi più giovane, ma lui dice che devo accettare che certe porte si chiudano. Io mi vedo ancora come un ragazzo, ma sono un giovane adulto, dice. Non ci credo che ho già quasi ventotto anni. Per niente vissuti. Delle scarpe belle, uniche magari, rare, ma messe così poco che la soletta è ancora bianca, lucida, pulita. Mi sono consumato in modi che non mi hanno vissuto. Vorrei recuperare, riempire un vuoto. Forse devo accettare che anche quelle porte siano chiuse, benché quelle stanze siano vacanti…
Vabbè sto divagando ancora, cosa che forse dovrei fare per aprirmi, ma non so mi vergogno ancora e mi blocco. Ricordate il blocco emotivo? Vabbè non vi conosco manco, sto spiattellando cose al mondo (mondo poi, chi mi caca?) quindi non mi sento di espormi ancora molto. Sono “l’Amico di Rob” per ora, e va bene così. Tra l’altro già ho avuto i primi commenti al blog. Non me l’aspettavo. E oltretutto positivi. C’è chi pensa sia uno scherzo. Magari! I commenti e i suggerimenti soprattutto mi fanno piacere (grazie!), ma mi danno anche una strana responsabilità. E comunque, ripeto, che non posso essere scrittore: chi ha mai letto nulla? O forse non è importante per scrivere? Per me lo è, non so nulla! Mo finisco a chiedermi di nuovo “di che parlo? Della mia noiosa e triste vita?” E voi giustamente: “che palle!”. Anche se forse non dovrei farlo per voi, cioè, con tutto il rispetto, ma non me ne dovrebbe fregare proprio, dovrei solo liberarmi. Eh, lo dico sempre che lo devo fare per me. Forse è per questo che lo psicologo mi ha di fatto obbligato a fare sto fatto. Ma certo che è per questo, che stupido che sono, mi ripeto cose ovvie. Non è facile fare le cose per se stessi, a volte ho la sensazione di essere osservato, e quindi giudicato. Mi hanno osservato per anni mentre ero inerte e inerme (credo di poterli usare entrambi?) Come ci si libera di ‘sta cosa? Sarà che inconsciamente ho reso pubblico questo inutile progetto, come terapia d’urto tipo. Cioè non la terapia ma la sua modalità. Ma ora come ora mi sento minorato. Comunque parlo di scrittura perché sto capendo che sto facendo, e quindi mi sono risposto alla domanda di settimana scorsa. Ma forse sto continuando a ripetere l’ovvio.
Comunque sono strano. E non come gli alternativi che dicono “sto male, sono strano forte”. No, sono proprio strano. Per dire, per me le giornate della settimana sono tutte diverse, hanno un feeling di base. Non per chissà quale motivo logico, ma per come mi suonano, o per come mi sono sempre suonate. Per dire, è come se un’emozione negativa si fosse fissata il giovedì, che si è quindi colorato di un colore preciso (marrone), perché da piccolo mi successe qualcosa di negativo un giovedì – magari mi cacai addosso in classe durante l’ora di educazione fisica -, e mo’ il giovedì ha quel colore fisso. Sì, è un esempio… Oddio forse non sono così unico in questo. A volte mi capita forse di elevarmi a caso raro e inimitabile. Però sicuro i colori miei sono unici. Qualche volta le giornate si sono ricolorate, sì, ma è un evento raro, dato da particolari avvenimenti. Cioè per dire sabato è arancione, domenica Celestino. A caso. Martedì verde rancido. Il martedì mi lagno. Certo è anche un po’ una scusa, perché non riesco a scrivere se aspetto che mi venga qualcosa. Quindi a sto punto mi do una scadenza fissa che mi faccia riflettere sulla settimana passata. A mo’ di compitino mi è più facile, forse. Ma anche perché il lunedì vado dallo psicologo. Non gli ho detto che pubblico tutti i miei flussi. Forse dovrei? Mh. Però mi esce più facile se mi immagino un pubblico. Voglio parlare, dire cose alle persone. Anche se mi riesce solo attraverso uno schermo.
Comunque lei non l’ho rivista, sono stato influenzato. L’ho sognata però.
Vabbè mo’ mi sono stancato. Ciao.
Che strano, ha senso scrivere “ciao”?
Serie: Il martedì mi lagno
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- Episodio 2: 6 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
Non vorrei deluderti, ma anch’io do un colore ai mesi e ai giorni. Per esempio: gennaio è blu con riflessi ghiaccio, febbraio è blu con riflessi rossi, marzo è viola, aprile è rosa e… basta, non voglio annoiarti oltre. Comunque, ‘scrivi come mangi’: è un complimento, eh! Ciao Rob… perché sei tu Rob, o sbaglio?
Nessuna delusione, anzi, sicuramente non ero il solo, e poter sfruttare il mio scrivere delirante per parlare di queste piccole cose che ognuno di noi porta dentro credo sia bellissimo. Inoltre il tuo modo di vedere è molto bello, molto più fotografico. Grazie comunque per il tuo commento, lo apprezzo molto! No, non sono Rob, mi ha prestato questo account perché non scriveva da un po’, e io invece sentivo l’urgenza di scrivere, e mi ha fatto il grandissimo favore di farmi conoscere questa realtà e farmi provare la piattaforma. Ma per come sta andando forse mi farò direttamente un mio profilo perché mi sto trovando molto bene!
Grazie a te, a martedì prossimo!
A martedì!
Ciao Roberto. Mi piace la forma del diario perchè è come mettersi a nudo e consegnarsi al lettore.
Ho sentito nel tuo testo una voce fragile ma sincera, che va avanti a tentoni, fermandosi spesso e tornando indietro. Non racconta fatti, ma stati d’animo come stanchezza, confusione, vergogna, desiderio di essere capito.
Mi sembra di percepire una sensazione di sospensione, come se il tempo passasse senza essere davvero vissuto. A questo punto, scrivere diventa un modo per provare a dire ciò che a voce non si riesce a dire. L’ironia e l’autocritica non servono a scherzare, ma a difendersi.
Ne esce un racconto coerente, umano, che non cerca soluzioni o finali rassicuranti, ma mostra con onestà cosa significa sentirsi bloccati e continuare comunque a parlare.
Ciao Cristiana, grazie! In realtà sono un amico di Rob, forse dovrei aprirmi una mia pagina a questo punto ahahaha. Comunque ti ringrazio per il commento. A volte ho giorni difficili data la mia passata condizione che ancora oggi mi dà problemi, ma questi flussi di coscienza non programmati davvero aiutano molto! Se le mie crisi e deliri possono avere valore letterario, allora sono più che contento di condividerli, forse in questo posso trovare un senso a tutta la mia strana vita!
Certo che dovresti aprire la tua pagina. Scrivi bene e così potremmo darti un nome 🙂
Appena avrò il coraggio allora mi sa che seguirò il tuo consiglio…
Comunque mi è piaciuto!
Grazie! Sto ancora cercando di capire, ma credo che debba semplicemente lasciarmi andare a quello che mi viene sulla settimana trascorsa – o pensieri tremendi che mi accompagnano…