200201

I tuoi occhi sono sempre coperti dagli stessi occhiali da sole, recuperati da chissà quale turista.
Conosco ogni tua abitudine.
Passi le tue mattinate in casa, probabilmente stremato dalla sera prima e da qualche botta di coca.
Nel tardo pomeriggio sali in groppa al tuo scooter e ti dirigi verso un vecchio complesso nella zona popolare della città.
Entri a mani vuote ed esci con uno zainetto dall’aspetto piuttosto pesante.
Nuovamente sulle due ruote, punti verso il fatiscente parco giochi poco distante senza risparmiarti qualche impennata.
Raccogli il tuo fidato gancio arrugginito da dietro un cespuglio, apri il tombino ed inserisci lo zaino.

I primi clienti verranno da lì a breve, susseguendosi fino alle prime luci dell’alba.

Terminata l’importante mansione, torni al complesso residenziale per consegnare l’incasso e ricevere
il compenso.
Le forze dell’ordine? Beh, loro non sanno nulla.
Almeno finché ogni venerdì il maresciallo continuerà a ricevere quella strana busta da lettere fin troppo obesa per contenere della semplice corrispondenza.

Sono ormai quattro anni che ti studio ed osservo.
Fin da quando decidesti di chiudere gli occhi a mio figlio con la tua spranga d’acciaio.
Morto per aver deciso di opporsi ad un tuo scippo, che ti avrà fruttato non più di una ventina di euro.
Quattordici anni, la creatura che ho amato più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Oggi ne avrebbe compiuti diciotto e come ogni anno gli preparerò una splendida festa.
Tutti mi considerano pazza per questo, consigliandomi un supporto psicologico per superare la mia perdita, ma loro non capiranno mai.
Oggi la mamma ha una sorpresa speciale, perché ho preparato anche i fuochi d’artificio.

Ha davvero un odore particolare.
Non credevo fosse così facile procurarsi dell’esplosivo, bastano le giuste conoscenze ed un solido mazzetto di contanti.
Ricordo questo modello di cellulare, lo possedevo almeno vent’anni fa.
200201, mi basterà effettuare una chiamata con questo numero per detonare la carica.
Quel losco figuro è stato gentilissimo nel lasciarmi scegliere il codice di attivazione.
Ho anche comprato questa bella borsa in un negozio di costosi articoli per businessman, non riuscirai a resisterle.
Il
mio gesto è assolutamente sbagliato, difatti mi consegnerò subito alla polizia.
Non m’importa nulla, però.
Non posso più vivere se tu respiri ancora, si tratta solo di scegliere tra il mio cappio ed i tuoi brandelli.
Sono assolutamente sicura che sarà uno splendido spettacolo.

“Ma guarda, bisogna essere davvero stupidi per lasciare un’auto incustodita qui. Vuoi vedere che ci stanno pure le chiavi?”

Si avvicinò rapidamente per guardare meglio.

“Puah, anche la borsa sul sedile ed i finestrini abbassati. Sarà venuto qui per cagare nei cespugli in preda alle coliche. Il mio fiuto non sbaglia, mi basta uno sguardo per capire che questa è un pezzo di qualità “

L’hai presa. Auguri, amore mio.
Un sorriso, una lacrima veloce e poi:

*200201*

Un fragoroso boato spezzò l’arida quiete di quel luogo.

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Discussioni

  1. Davvero toccante e carico di rabbia emozioni e tanto dolore.La narrazione in prima persona con i pensieri della madre crea un tocco unico ed empatico al racconto.Complimenti

    1. Grazie mille! Ho davvero avuto bisogno di improntare il racconto in prima persona per riuscire a trasmettere questo carico di emozioni.
      Ho cercato di vivere il personaggio e comprendere le sue motivazioni per questo gesto così estremo, concentrandomi molto ed immaginando la scena come fosse un film.

  2. Ciao Carmelo, credo che alcuni di noi abbiano scelto il tema del lutto (io compresa) perché non esiste “furto” più grave. Personalmente posso dire di aver condiviso i sentimenti di questa madre, li hai saputi rendere credibili. La vendetta è un piatto che si serve freddo e tu l’hai saputo servire alla perfezione.

    1. Grazie per le parole.
      Ho provato a confondere il significato di bene e male, dove la vittima privata del figlio diventa carnefice che riscatta la sua morte.
      Il comportamento della madre sfocia a tratti nella psicosi/ossessione (i pedinamenti, le feste di compleanno), ma credo che sia realisticamente possibile un crollo di questo tipo. La mente umana è estremamente complessa, ma fragile.

    1. Grazie mille!
      Ho subito pensato ad una trappola per il ladro.
      La macchina coi finestrini abbassati, ma priva di chiavi, era un chiaro invito a prendere la borsa 🙂

  3. Bel racconto.. davvero… spoglio, doloroso, inquieto e rassegnato. Il dolore insostenibile di una madre placato solo da una parola: Vendetta.
    Una vendetta astuta, pungolando la debolezza dell’assassino per colpirlo con la sua stessa arma.
    Bravo.
    Alla prossima lettura.

    1. Grazie delle parole Raffaele.
      Il mio climax, durante la scrittura, è stato nella sezione in cui la madre ringrazia colui che le ha venduto l’esplosivo per averle fatto scegliere il codice di attivazione.
      200201, che è in realtà 20-02-01, la data di nascita del figlioletto.
      Il racconto è stato scritto il 20-02-19, che sono 18 anni esatti dalla nascita del ragazzo!
      Uccidere l’assassino del figlio digitando la sua data di nascita è stato un gesto forte.

  4. Ciao, davvero carino questo racconto, un idea originale quella della carica esplosiva, non mi sarei aspettata un finale cosi’. Descritto in modo semplice ma efficace, ti ho letto in due minuti. Bella improvvisazione!

    1. Grazie Sara! La prima cosa che ho notato è stata la facilità con cui la borsa veniva rubata nel video.
      Ho davvero provato la sensazione di una trappola, come se quella borsa volesse essere rubata a tutti i costi.

      A presto!