
21 Novembre 1920
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
STAGIONE 1
Un silenzio ancora più profondo calò su tutti noi, come un intero mondo chiuso in una campana di vetro.
Le mie orecchie percepivano solo il battito ovattato del mio cuore agitato.
Mi sgranchii le membra all’interno della casa della famiglia Loverdale, che gentilmente avevano messo a disposizione quello spazio al pianterreno per me, Moore e due agenti, mentre la casa affianco ospitava il dottor Goodman, Darrel James e altrettanti agenti.
Il buio non si fece attendere.
Tesi l’orecchio mentre il mio cuore palpitava.
Avevamo spento ogni fiaccola, candela, lanterna per non dare alcun riferimento alla creatura. Non so per quanto tempo restammo così, in attesa.
Nel silenzio tombale udii uno spostamento d’aria e un rumore secco e pesante, seguito da un urlo disumano. Il capitano fu il primo ad uscire, urlando ordini e seguito dai suoi agenti nelle case limitrofe, poi anche il nostro gruppo si avventurò fuori con le armi cariche.
Tutti corsero verso il pozzo, da dove provenivano le rabbiose grida sgraziate.
Ci affacciammo.
Io mi ritrassi immediatamente.
La bestia era lì sotto, furente.
Il capitano non indugiò oltre e ordinò di fare fuoco. Si udirono mille scoppi, colpo su colpo, un martellante temporale di polvere da sparo che in breve saturò l’aria. Il capitano diede l’ordine di cessare il fuoco e tutti rimasero in attesa, ricaricando le proprie armi.
Non udimmo nulla, in principio, poi un forte rumore graffiante che si faceva via via più vicino.
La bestia saltò fuori dal pozzo con un balzò sovrumano, ruggendo inferocita.
Era senza dubbio antropomorfa, ma le estremità erano ossute e artigliate, la pelle aveva una colorazione violacea, tipica dei cadaveri. Oh, quando vidi quel volto…Umano certo, ma con la sensazione che lo sarebbe stato ancora per poco.
Tutta la mostruosità sembrava fosse in evoluzione. E quando osservai gli occhi e gli zigomi sporgenti, l’espressione decisa…Riconobbi il mio amico,
Marcus Olbreight.
“Fuoco!” Urlò il capitano.
Tutti spararono verso il mostro, ma quello scartò di lato rotolando e arrampicandosi sulle mura di una casa fino a raggiungere il tetto. Con uno scatto fulmineo, piombò giù atterrando tre agenti contemporaneamente.
Li sventrò con rapide e violente artigliate.
Ero paralizzato, con il fucile stretto nelle mani tremolanti.
Vidi Ezechiel Sanburn scagliarsi contro la bestia urlando “Per Samuel, brutto bastardoooo!” Fece fuoco, ferendo la creatura al fianco, la quale lanciò un grido ma afferrò Sanburn e lo smembrò senza fatica. La nebbia celava i suoi movimenti intercalati solo dalle urla delle sue vittime, ci trovammo fianco a fianco con Goodman, Moore e tre agenti. Il capitano a terra ferito, sparava alla cieca, alcuni tentarono di scappare.
Inciampai nel corpo del signor James, che tratteneva le budella da uno squarcio all’addome.
Non c’era speranza di uscirne fuori e così con un ultimo barlume di lucidità urlai: “Marcus! Ora basta!”
Una quiete innaturale calò sulla piazza che ormai sembrava il campo di una sanguinosa battaglia.
“Marcus…” dissi nuovamente.
Vidi un’ombra gigantesca farsi avanti ed apparire lentamente dalla bruma.
Un essere mostruoso e immondo, accompagnato dal fetore del sangue. Minuscoli occhi mi osservavano confusi, forse perché, in un lato remoto di quell’organismo tramutato e orrorifico, il mio amico era ancora là, imprigionato in un essere sempre più mostruoso e bramoso di sangue.
Poi il suo sguardo cambiò, tornando crudele.
Lo vidi fare un balzo famelico verso di me. Non esitai, presi la mira e premetti il grilletto… lo sparo mi perforò i timpani e mi fece sbalzare all’indietro.
Il mostro mi cadde addosso e avvertii un dolore lancinante al fianco e alle gambe.
Persi i sensi…
…Rinvenni nel letto dell’ospedale, qualche giorno più tardi, dopo la battaglia del pozzo, come mi riferì il signor Moore.
La nebbia a quanto pareva si era dissolta e le autorità avevano ripreso il controllo della cittadina.
Trascorsi due giorni in ospedale e venni dimesso solo dopo che ebbero accertato la mia completa guarigione, sebbene dovetti utilizzare un bastione per qualche tempo, prima di poter tornare a camminare normalmente.
In città, notai le ferventi attività delle autorità e degli abitanti per tornare ad una vita normale, per quanto possibile.
Venni immediatamente scortato all’obitorio dove dovetti riconoscere il corpo di quello che un tempo era stato Marcus Olbreight.
Sebbene non fosse grande come il gigante che trovammo in seguito all’incendio, aveva comunque delle fattezze enormi, il torace era stato aperto dal dottor Goodman e il mio amico, colpito a morte dal mio fucile, giaceva inerme nell’involucro di ghiaccio parzialmente disciolto.
Il giorno successivo partii per tornare a casa. Non sarò mai abbastanza grato a Reginald, John e Darrel, il quale purtroppo non sopravvisse alle ferite riportate dalla battaglia contro la creatura.
La mia vita da allora si è riempita di incubi, sensi di colpa, tristezza e dolore.
Non fui più in grado di viaggiare e dopo qualche tempo non riuscii neanche più ad insegnare, perdendo di conseguenza la cattedra ed il mio ufficio, non potendo dare alcun contributo all’istituto.
Venni relegato nell’archivio della biblioteca, ma in breve mi vidi costretto a lasciare anche quell’impiego.
Visioni terribili mi attanagliano durante la notte.
Violenti spasmi di paura agitano il mio corpo, se cala la nebbia.
La bottiglia è il mio unico conforto, in questi mesi di solitudine, dopo aver perso il mio lavoro e i pochi amici che avevo.
Lascio questa testimonianza come monito, prima di premere il grilletto della pistola contro la mia tempia.
Fate attenzione, poiché lo spirito della caccia aleggia negli angoli bui, celato dalla nebbia. Ogni foresta, ogni bosco e vecchio luogo è infestato da queste terribili creature, lo so, lo sento. Vivono nutrendosi di carne umana, di ignari passanti o viaggiatori.
E ogni notte…È una notte di caccia.
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
Una serie davvero ben scritta, ben congegnata, fluida, accompagna il lettore parola dopo parola, fa trattenere il fiato e spinge a bramarne ancora di più, tuttavia sono d’accordo sul fatto che una stagione sia stata più che sufficiente, un resoconto, una lettera d’addio agrodolce che accompagna il protagonista fino all’infausto gesto, come a dare quella spinta finale per raccogliere il coraggio necessario e porre fine a cotanta sofferenza. Complimenti Daniele
Un bel finale, che chiude degnamente la serie.
Concordo con Gabriele sul fatto che, forse, una seconda stagione avrebbe dato maggior profondità alla trama, sviluppando maggiormente alcuni concetti ed eventi. Però, resta comunque una bella e coinvolgente storia.
Soliti piccoli refusi e alcune frasi da rivedere per la temporizzazione, facilmente correggibili.
ciao Giuseppe, grazie mille per aver seguito tutta la serie e dei preziosi consigli. Ho limato qualche imperfezione e aggiustato dei passaggi un pò incerti, credo sia più fluido ora, grazie ancora 🙂
Bellissima storia, che rientra perfettamente nei canoni del genere e si contraddistingue anche per linearità e chiarezza: non sarebbe stato affatto male se fosse durata di più, magari con maggiore insistenza nelle fasi centrali e finali, dove l’atmosfera di paura fra la nebbia ha costituito secondo me l’apice della narrazione. Comunque i miei complimenti, Dani! Ormai hai uno stile che si riconosce su edizioni open, sia per il modo che hai di scrivere sia, soprattutto, per i temi e gli elementi che utilizzi a tuo favore per costruire le vicende.
grazie mille Gabri! 🙂
Ho letto uno dietro l’altro gli episodi e, a parte qualche piccola ripetizione e pochi passaggi non troppo chiari, ho trovato la storia veramente interessante e coinvolgente. Hai reso benissimo l’angoscia crescente, l’orrore della scoperta, l’atmosfera lugubre del posto. È stato un vero piacere leggere questa storia. Ti faccio tantissimi complimenti!!
Ti ringrazio tanto Melania! Felice che ti sia piaciuto 🙂