
24 ore di buio
Serie: 24 ore di buio
- Episodio 1: 24 ore di buio
- Episodio 2: 24 ore prima
STAGIONE 1
Sento come un rombo in testa, il frastuono di un motore sotto all’acqua, una moto che passa ma lontana, il sapore di ruggine in bocca, distante sento ancora qualcuno, odore di benzina sotto il naso, come se avessi fatto il bagno accanto alle macchine in coda.
La testa pesante come colla calda, non liquida e non densa, un ammasso indistinto di pelle e capelli, la sensazione di non riuscire ad alzarla, le mani le sento ancora? Non lo so.
Non provo nemmeno ad alzarle, so di averle pesanti come quei sacchi compressi di pellet, da un momento all’altro, da qualsiasi angolo, potrebbe schizzare fuori qualcosa, una vena, un nodulo, un gonfiore, non voglio dolore. Quello no.
Sono umida, appiccicata, mi sento viscida come un serpente che cerca acqua, ho la gola che si finge di essere chiusa in una serratura arrugginita, non parlo, ma con chi dovrei parlare? Sono sola, credo.
Adesso le mani devo muoverle davvero, devo provarci, me lo porto alla testa come fossero pezzi di ghiaccio sui tetti, pronte a trafiggimi e a darmi sollievo.
Ma le mie mani sono calde.
Ancora quella sensazione di sudore condensato addosso.
Come una fetta di pane addobbata di marmellata o quando metti troppo miele nello yogurt, le mani non scivolano fra i capelli, si fermano sui nodi, e li strappano in quella melma che non so dire cosa sia, sudo ancora, forse per il condizionatore sopra di me, sono sdraiata a metà sul letto, la testa all’insù, apro gli occhi, il soffitto è sempre bianco, l’orologio a forma di cuore sulla destra segna le 19:05, da quanto non sono sveglia?
Dalla sera prima, pensavo di essere nel suo letto, no questo è il mio.
Le mani ancora nei capelli come caramelle sciolte, devo provare ad alzarmi.
Non mi sono mai drogata ma ciò che sento dentro al mio corpo è quella sensazione straziante di essere separata dalla realtà, è un circolo di bolle viola immaginarie che mi ronzano attorno, i confini dei mobili non sono nitidi, le distante sono accorciate e come un macabro gioco di specchi le cose non sono mai dove sembrano essere.
Ricordo solo che non c’era corrente ieri, quindi come sono arrivata qui?
Avrei dovuto fermarmi da lui.
La testa, di nuovo quella fitta bruciante come un ferro da stiro che colpisce rovente dentro al cervello, mi porto una mano alla tempia e ancora quel senso di umido non mi abbandona, striscia come quel serpente che ora mi sento camminare sul corpo, alzo le mani in aria, come se anche io mi arrampicassi strisciando.
Buio.
24 ore di buio.
Non ricordo nulla.
Sbatto gli occhi due volte per annullare quei cerchi viola, ma ciò che vedo è anche peggio.
Il sangue rappreso è ovunque, se avessi intinto le braccia dentro un barattolo di vernice sarei più pulita di quanto lo sono ora.
Cos’è successo?
Qualcuno bussa alla porta.
-Anita?
Qualcuno urla.
Adesso sento i rumori più vicini, mi appaio come in superfice, sto risalendo dal mare buio del mio sonno.
Quando mi alzo titubante lui è lì, sulla poltrona vicino al bagno, ricoperto interamente di sangue, il bianco della sua pelle è ai miei occhi introvabile, c’è un pennello ai piedi del letto, casco a terra e chiudo gli occhi.
Ancora buio.
Serie: 24 ore di buio
- Episodio 1: 24 ore di buio
- Episodio 2: 24 ore prima
L’incipit è uno tsunami rosso, getta le basi ad un mistero che il lettore vuole assolutamente scoprire. Cosa sarà accaduto in queste 24 ore di buio?
Un primo episodio che è un crescendo di ritmo, parole ponderate, azzeccate, insieme a una impostazione di tempi e di testo pulito, lineare, forniscono al lettore l’effetto di incollarlo al rigo. Molto apprezzato.
Forte e bello questo librick!
@kenji-albani grazie… adesso nei prossimi episodi sarà anche meglio 😀
Un bell’inizio, promette bene, lo seguirò con piacere !
@Nyam e sarà un piacere essere letta da te!